Bisogna alzare lo sguardo e godersi il momento del finale di mercato. Non me l’aspettavo proprio, ma si poteva intuire da qualche informazione innocente trapelata negli scorsi giorni che qualcosa potesse accadere…
Ismael Bennacer fino a pochi giorni fa si allenava al centro sportivo di Milanello. Ne parlavo anche con Luka Modrić, il quale da tanto tempo aveva fatto capire che l’algerino gli piaceva come giocatore. Sarà anche perché un po’ si assomigliano come. Luka 174 cm, Bennacer 175, entrambi molto tecnici con la differenza che l’ormai ex del Milan è mancino. Due storie diverse la loto per cvome si è sviluppata. Bennacer è arrivato al Milan dall’Empoli nel 2019 per 18 milioni in un club e in una squadra in piena ricostruzione. Diventò un giocatore imprescindibile per Stefano Pioli e assieme arrivarono nel 2022 allo scudetto. Nella stagione successiva il Milan riesce nell’impresa di raggiungere la semifinale di Champions League. Lo fa con una rete di Bennacer nei quarti, quando i rossoneri eliminano il Napoli. Poi contro l’Inter, nella prima partita della semifinale, si fa male al ginocchio dopo dieci minuti… Quella sera con l’eliminazione del Milan, arrivata dopo la seconda partita, inizio anche il calvario di Ismael Bennacer, ma anche dei rossoneri…
Due anni dopo il Milan è fuori dall’Europa dopo un deludentissimo ottavo posto in campionato. Bennacer è pure fuori nei piani del nuovo tecnico Max Allegri. Si allena a Milanello, medita di andare in Arabia Saudita dove ci sono club pronti a spendere soldi importanti per averlo. Ma il mercato è da sempre un’incognita e il 4 settembre Bennacer si è ritrovato “tutto solo” a Milanello, senza l’occasione di cambiare società. E con prospettiva di passare sei mesi “in bianco”, allenarsi e non giocare. Poi con la “giocata” di Zvonimir Zorro Boban, che lo voleva al Milan nel 2019 e con cui è rimasto legatissimo, ecco che in fotofinish l’algerino arriva alla Dinamo. Ma arriva soprattutto nel massimo campionato croato che mai in 33 anni ha messo a segno un transferimento di questa portata. Bennacer ha 27 anni, fino a due mesi fa giocava benissimo all’Olympique Marseille, è un giocatore all’apice della carriera. Per la SHNL l’arrivo di un simile giocatore rappresenta una dose massiccia di visibilità e notorietà globale, vale più di anni e anni di marketing…
È tutta da vedere che cosa porterà Bennacer a Mario Kovačević e alla Dinamo, ma sono sicuro che giovi al calcio inteso come passione e divertimento e non soltanto come lavoro. Bennacer è un talento del pallone, che alla tecnica abbina serietà, aggressività, cambio di ritmo…
Lo scrivevo già da dieci giorni e infine è arrivato anche Victor Sanchez. Il Rijeka ha preso un allenatore che vanta un curiculum da giocatore fuori portata per la Lega croata. Perché se qualcuno ha fatto tutte le categorie giovanili e due stagioni con il Real Madrid, vincendo Champions League, titoli spagnoli (anche con il Deportivo La Coruña), l’Europeo Under 21 con la Spagna, arrivando pure a 8 presenze nella selezione A, allora è facile parlare di un grandissimo calciatore, di ruolo alla destra. Se parliamo invece di uno che da alenatore ha guidato Real Betis, Oylmpiakos, Deportivo, Malaga e Cartagena prima di passare all’Olimpija, allora è lampante che si tratta di un tecnico di grande esperienza e con chiara identità di gioco. Per il nuovo Rijeka, finito nelle mani del miliardario Bill Foley, reputo l’arrivo di Sanchez come un grandissimo rinforzo per il club, e non solo. Sanchez è un allenatore che si basa sul gioco tecnico, senza trascurare la difesa, l’organizzazione nel suo complesso e la compattezza. Chiara scuola spagnola e perciò, come lo dimostra da tempo anche Gonzalo Garcia, anche un grande bene per il calcio croato. Troppi tecnici si sono allontanati dal gioco, ricorrendo alla lotta e all’agressività come punto di partenza e… arrivo. Il calcio è diventato lo sport più popolare al mondo per la bellezza del gioco…
L’Istra 1961 ha giocato con Gonzalo Garcia il calcio migliore di tutta la storia polese. Personaggio che però ha tradito i colori gialloverdi andandosene sul più bello, ma che resta un bravissimo tecnico con la volontà di creare gioco. Ecco, Sanhez mi sembra dello stesso calibro come filosofia di gioco, poi le differenze le faranno altri fattori che non dipendono soltanto dalla bravura dell’allenatore.
Da Pola si osserva con un pizzico di nostalgia i lavori in croso all’Hajduk, dove Garcia marcia nella stessa direzione come lo faceva al Drosina. Il Rijeka adesso ha preso un altro che insegna il calcio e si basa sul gioco. Per la Dinamo, che con Bennacer ha una rosa fortissima, saranno problemi a imporsi all’organizzazione dei due spagnoli. Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire la loro battaglia per i vertici…
L’Istra? Con l’esperienza maturata in 45 anni di cronaca sportiva vedo addensarsi nubi all’orizzonte. Se il tecnico Tomić non darà una sterzata nell’organizzazione di gioco, le debolezze viste nei primi cinque turni saranno croniche per tutto il campionato. Dopo il gioco corale, compatto e bello da vedere in primavera, sarà dura per il tecnico e i giocatori avere lo stesso supporto della tifoseria…
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