ORLANDERIE Ivković e i 100 dollari di Maradona

Tomislav Ivković è l'attuale allenatore dell'Inter di Zaprešić. Foto Igor Kralj/PIXSELL

Dopo il caos arbitrale di Rujevica nella semifinale di Coppa Croazia tra Rijeka e Osijek (3-2), pagato a caro prezzo da Pajač e dall’addetto al VAR Jović, entrambi internazionali, squalificati fino al termine della stagione (10 turni), alla ripresa del campionato dopo l’emergenza sanitaria il “circo” ha piantato il suo tendone al Poljud di Spalato. L’Hajduk di Igor Tudor ha vinto con l’Inter grazie a un gol realizzato al 97’ dopo che precedentemente non era stato fischiato un fallo dello spalatino Ismajli su Mlinar. Zdenko Lovrić, il direttore di gara di Ðakovo, alla sua seconda partita in Prima Lega, ha sbagliato secondo Marijo Strahonja, ex arbitro internazionale, alla TV di stato. Tutto regolare per il controllore Darko Cvitković alla HNTV, la tv della Federcalcio.
L’Hajduk ha vinto 2-1, dopo aver precedentemente pareggiato su rigore, calciato due volte da Caktaš. Parato il primo dal portiere Matković, ma reo di essersi mosso prima dell’esecuzione. Un passo avanti… Proibito, secondo regolamento, ma la Croazia non avrebbe mai conquistato il secondo posto allo scorso Mondiale se gli arbitri avessero fischiato le “uscite” di Danijel Subašić negli ottavi con la Danimarca (tre rigori parati) e con la Russia (uno).
Le regole vanno rispettare e tutto dovrebbe essere più facile con il VAR. Comunque una cosa è certa. Dopo la partita di Spalato in cui l’Hajduk ha battuto a fatica l’Inter, grazie a quel rigore ripetuto e al gol segnato al 97’ dopo un fallo, gli arbitri dovranno stare sull’attenti. O meglio dire i portieri. Chi si muove e perduto…
Tomislav Ivković, allenatore dell’Inter, ex portiere della nazionale jugoslava, bronzo ai Giochi olimpici di Los Angeles (1984), ha ironizzato sul “caso Subašić” anche per esperienza personale. Ivković, ai Mondiali in Italia nel 1990, parò un rigore a Diego Maradona nei quarti di finale a Firenze. Dopo il risultato a occhiali (0-0) finì 3-2 per l’Argentina. Non era però la prima volta che Ivković mandava su tutte le furie Maradona. Il 27 novembre del 1989, in Napoli-Sporting di Coppa UEFA, vinse la scommessa con l’argentino, 100 dollari, parandogli il tiro dal dischetto. Entrambe le volte si era mosso in anticipo. Speriamo soltanto che dopo il “caso Poljud” la legge sia uguale per tutti i portieri.
Il Rijeka, due giorni dopo la vittoria dell’Hajduk, ha imposto un’altra volta la propria qualità nei confronti dell’Istra 1961, riprendendosi la seconda posizione. Una partita da dimenticare per quanto riguarda il gioco proposto dai fiumani. I tre gol, Lončar, Čolak e Murić, sono stati tre lampi nel buio. Decisamente la squadra sta pagando il prezzo dell’emergenza da coronavirus, cioè una preparazione che per ora rimane ancora una grande incognita. È “deragliata” anche la Lokomotiva, perdendo in casa con l’Osijek, dopo sei vittorie di fila. I “ferrovieri” arriveranno a Fiume martedì prossimo, dopo che il Rijeka avrà fatto visita venerdì al Varaždin. Rijeka-Lokomotiva, probabilmente con il pubblico, potrebbe essere la partita della verità. La vera sfida tra le due squadre è però quella del primo agosto a Sebenico, nella finale di Coppa Croazia.

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