ORLANDERIE Il Rijeka sta giocando a… chi fa meno

L'attaccante del Rijeka, Antonio Mirko Ćolak Fot: Goran Kovacic/PIXSELL

Nel gioco delle carte, di solito vince chi fa più punti. Il tressette ha però anche una variante nella quale vince colui che di punti ne fa meno… Questa variante, purtroppo, non può essere applicata al calcio, dove sempre e comunque si sommano i punti conquistati. Il Rijeka, però, in questo periodo sembra essersi seduto al tavolo sbagliato. Infatti, sta giocando a… chi fa meno. In tre incontri del quarto e ultimo giro di boa di Prima Lega ha conquistato soltanto due (pareggi) punti, gettando alle ortiche la bellezza di sette punti. Peggio dell’Hajduk, che sconfitto due volte di fila ha sperperato sei punti.
Il Rijeka è scivolato sul terreno di Koprivnica. Il gol subito dopo una papera del difensore centrale Galović ha mandato la squadra in tilt. Nel primo tempo ha macinato gioco e sprecato tanto, troppo, poi nella ripresa si è sciolta come un gelato sotto il sole africano, nonostante i cinque cambi, che di solito erano l’arma vincente del tecnico fiumano Simon Rožman. Nel primo tempo, quando la sfida andava risolta, l’allenatore è stato tradito dagli uomini chiave, dai più esperti: Gorgon, Andrijašević e Čolak. Il tecnico ha poi parlato di peso psicologico sulla spalle dei giocatori impegnati nella lotta per il secondo posto.
Il problema non è fisico, a quanto sembra, malgrado la sosta prolungata per l’emergenza coronavirus, ma mentale. Michelangelo aveva detto che lui non dipinge con le mani, ma con il cervello. Lo stesso vale per i calciatori: si gioca con le testa, non con i piedi. Il tecnico fiumano ha evidentemente un problema di spogliatoio, da risolvere quanto prima. Ostaggio di Gorgon, ma anche di Andrijašević, i quali dopo la pandemia non sono riusciti a ritrovare la forma migliore. Ne patisce la fase offensiva della squadra. Semplicemente mancano i gol.
Lokomotiva 53, Osijek e Rijeka 52, Hajduk 51. Quattro squadre racchiuse in due punti dietro la Dinamo, ormai campione per la 21ª volta, a sei giornate dal termine del campionato. Un finale che si annuncia a dir poco entusiasmante, mai visto finora. Un poker di squadre a caccia della seconda piazza, che quest’anno porta alle qualificazioni di Champions League. A parte il calendario, ognuno fa i propri calcoli, il Rijeka deve assolutamente migliorare rispetto a quanto visto a Koprivnica. Con la Lokomotiva (2-2), a Rujevica, ha disputato l’unica partita degna di nota. Tutto il resto, a parte l’ultima mezz’ora nella partita di Coppa con l’Osijek (3-2), è da dimenticare.
Venerdì a Rujevica arriva il Gorica. Avversario ostico, che nel primo ciclo di campionato si è preso tutto. Poi mercoledì il Rijeka disputerà a Osijek una partita in cui la posta in palio varrà il doppio. In Slavonia e a Spalato il Rijeka si giocherà il secondo posto contro gli avversari diretti. Senza dimenticare la Lokomotiva…
Nulla è perduto. Il gioco finora sciorinato dal Rijeka non è certamente una garanzia, ma la qualita c’è. Rožman e giocatori devono metterla in mostra. Tra gialli (Gorgon e Halilović) e infortuni (Štefulj, Tomečak), il Rijeka a Koprivnica ha scoperto di poter contare su Braut. Dopo Pandur, Smolčić, Lepinjica e Štefulj, il quinto ragazzo del bacino fiumano. Mai tanti giovani in prima squadra. Meritano fiducia e aiuto da parte dei compagni più vecchi. È arrivato il momento di giocare a carte per quanti più punti…

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