ORLANDERIE Con Mišković cinque trofei in otto anni

Damir Mišković

Venerdì, 20 marzo, Damir Mišković si troverà sulla torta di compleanno, probabilmente a Dubai, 55 candeline. Ci vorrebbe un uragano per spegnerle… Più facile stappare una bottiglia di champagne. Una data importante per Mišković, e non soltanto per il fatto che compie gli anni: il 20 marzo di otto anni fa aveva infatti assunto le redini del Rijeka. Un Rijeka in profonda crisi e indebitato fino al collo. Il traghettatore, il compianto Robert Komen, con l’aiuto del sindaco Vojko Obersnel, aveva tirato avanti la baracca sognando un investitore straniero. Lo aveva trovato a La Spezia nella figura di Gabriele Volpi e nella Social sport. Era il febbraio del 2012, mentre la squadra si trovava in viaggio per il collegiale a Međugorje (allenatore Ivo Ištuk), senza avere nemmeno i soldi per fare il pieno del serbatoio del pullman.
Robert Komen ci ha creduto e ha vinto la sua scommessa. Damir Mišković, fiumano, in gioventù portiere di squadre amatoriali e percussionista della banda d’ottoni di Tersatto, è diventato presidente del Rijeka, con la firma di Gabriele Volpi. Pagati i debiti, e con un’iniezione finanziaria di 1,8 milioni di euro, il Rijeka apriva un nuovo ciclo. Oggi vive con un budget di 10-12 milioni.
Nel 2017, cinque anni più tardi, il grande sogno di generazioni e generazioni diventava realtà: il Rijeka per la prima volta nella storia conquistava il titolo di campione nazionale. Anzi, campionato e Coppa Croazia, in barba all’imbattibile Dinamo… Con la firma di Matjaž Kek. Quattro i trofei vinti dal tecnico sloveno, che ha riscritto la storia del calcio fiumano. Oltre all’accoppiata del 2017, Kek aveva vendemmiato tre anni prima, sempre a spese della Dinamo, aggiudicandosi la Coppa e la Supercoppa. Il Rijeka nei primi due anni di Mišković diventava così una realtà del calcio croato, ritagliandosi anche uno spazio importante sulla scena continentale.
“Se sto sognando, non svegliatemi”. Leggendaria la frase di Damir Mišković nella Mercedes Arena di Stoccarda, quando il Rijeka sbatteva fuori dall’Europa i tedeschi, conquistando l’accesso alla fase a gironi dell’Europa League. A parte le storiche partite con la Juventus (0-0 a Cantrida nel marzo di quarant’anni fa) e la vittoria sul Real Madrid (3-1, quattro anni più tardi), Stoccarda è una fiamma d’orgoglio che arde nel cuore dei tifosi fiumani. Quel giorno il Rijeka conquistava l’Europa che conta. Poi seguirono altre due presenze nella fase a gironi dell’Europa League.
Cinque i trofei di Damir Mišković in otto anni. Un campionato, tre Coppe Croazia e una Supercoppa. Due sono stati gli allenatori vincenti: Matjaž Kek (4) e Igor Bišćan (1), che lo scorso anno beffò la “sua” Dinamo nella finale di Coppa al Drosina di Pola (3-1). Simon Rožman, subentrato a Bišćan lo scorso ottobre, ha imboccato la strada giusta. Nei quarti di finale ha eliminato proprio la Dinamo. In semifinale, chissà quando, a Rujevica ci sarà l’Osijek.
Spasojević, Brnčić, Scoria, Skočić, Kek (2) e Bišćan sono i tecnici che hanno portato il Rijeka alla conquista della Coppa (ex Jugoslavia e Croazia). In totale sette in 42 anni. Da aggiungere un campionato vinto (Kek), una Supercoppa (Kek) e una Coppa dei Balcani (Spasojević). Complessivamente dieci i trofei conquistati dal Rijeka.
Di questi cinque sono quelli con la firma di Damir Mišković negli ultimi otto anni, a conferma che il Rijeka è in buone mani. Da due anni troviamo Damir pure nel ruolo di padrone, con il 70 per cento delle azioni. Anche se durante la festa di Capodanno in dicembre aveva ammesso di essere stanco… Mišković avrebbe steso un tappeto rosso a colui che sarebbe disposto a investire, ovvero comprarsi il Rijeka. Da non dimenticare Rujevica, l’impianto inaugurato il 2 agosto del 2015 che ha cambiato la vita dei calciatori (e tifosi) fiumani.
Il Rijeka sta troppo a cuore a Mišković, il quale va ora a caccia della sua quarta Coppa Croazia.

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