LO SGUARDO L’Europa e la mobilità sostenibile

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LO SGUARDO L’Europa e la mobilità sostenibile
Foto: Nikola Cutuk/PIXSELL

In Europa l’era dell’auto privata è iniziata alla fine degli anni ‘50. L’auto è diventata la prova definitiva del successo e della prosperità, prima in Occidente e poi in Oriente. L’industria e il governo hanno spinto ad abbandonare i tram e gli autobus in favore dell’auto, cambiando i nostri stili di vita e l’assetto urbano delle nostre città. Oggi le grandi case automobilistiche fanno parte dell’identità dei Paesi, alcuni marchi sono diventati simboli nazionali. Il loro impatto in termini di posti di lavoro è notevole. Un tema cruciale per i governi. Il traffico automobilistico emette più Co2 dei camion e degli aerei: il 62 p.c. delle emissioni totali. Un volume di emissioni inquinanti in continuo aumento. Il motivo principale: i SUV. Questi veicoli sono estremamente popolari e consumano più della media. A causa loro, i tentativi di ridurre le emissioni delle auto sono stati finora vani. Non per molto. Oggi il settore sta affrontando uno sconvolgimento storico con la costruzione di megafabbriche di batterie per auto elettriche. L’auto elettrica creerà più posti di lavoro di quelli che eliminerà? Pare essere una questione che fa discutere, come il ruolo dell’industria automobilistica europea nel mondo di domani. In una vettura elettrica le batterie rappresentano il costo maggiore. La maggior parte è prodotta in Cina o altrove in Asia. Ciò fa dipendere l’Europa da questi Paesi. Per sostenere il gioco i produttori europei hanno unito le forze per creare l’Alleanza europea delle batterie. Ci sono 14 megafabbriche di batterie (una in Italia) attualmente nel Vecchio Continente: sette europee, quattro asiatiche e tre americane. Nei prossimi dieci anni, il loro numero dovrebbe triplicare. Il passaggio alle auto elettriche potrebbe salvare l’industria dell’auto, ma salverà anche il clima e l’ambiente? La loro costruzione richiede molta energia e le loro batterie necessitano di metalli rari. Un’auto elettrica deve percorrere 80.000 km prima di avere un bilancio climatico equivalente a quello di un’auto a benzina. Solo allora avrà compensato l’energia necessaria per produrla. Poi per essere veramente ecologica, dovrà funzionare con elettricità verde, prodotta in modo sostenibile. Un altro problema, alle città non importa se sono congestionate da veicoli a benzina o elettrici. La pandemia ha cambiato la mentalità e vediamo l’aumento delle piste ciclabili in molte città europee, Milano e Parigi ad esempio. Finora l’Europa è rimasta un continente organizzato intorno all’auto individuale. Come cambiare la situazione e creare un sistema di trasporto che non danneggi il clima? Le auto elettriche sono un’alternativa, ma il loro uso può cambiare la nostra mobilità più profondamente di quanto pensiamo. In sinergia con le nuove tecnologie saranno un fattore di come cambiano le società. Resta da vedere se e quando questa tecnologia si diffonderà davvero e se gli sviluppi avvantaggeranno anche chi vive fuori dai grandi centri urbani. La rete di ricarica per auto elettriche in Europa diventa sempre più fitta, ma ancora una volta esclude molte aree scarsamente popolate. Dipenderà tutto dai leader e dalle loro capacità di prendere decisioni per darci un mondo migliore, più prospero, più resistente, più giusto. In Europa abbiamo molte soluzioni per rendere la nostra mobilità più sostenibile ed equa. Le tecnologie esistono, ma la velocità con cui affronteremo i cambiamenti dipenderà soprattutto dalla volontà di cambiare le nostre abitudini.

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