L’INTERVENTO Quegli accordi servirono a guadagnare tempo

0
L’INTERVENTO Quegli accordi servirono a guadagnare tempo

L’Unione europea sta accusando la Russia di non rispettare il diritto internazionale. Per punirla, applica sanzioni, stanzia enormi risorse finanziarie per aiutare l’Ucraina, invia enormi quantità di armi per difendere l’Ucraina dall’aggressore. Ma all’improvviso arriva una sorpresa. Dall’intervista dell’ex cancelliere tedesco Angela Merkel alla rivista “Der Spiegel”, apprendiamo che gli accordi di Minsk -1 e 2 erano stati originariamente pensati come una trappola per Mosca. Nessuno avrebbe rispettato quegli obblighi. Il loro vero scopo era guadagnare tempo. L’ex Capo dello Stato ucraino Petro Poroshenko ha ammesso che il “cessate il fuoco del 2015 nel Donbass, che aveva negoziato come Presidente con Russia, Francia e Germania, era soltanto una semplice bufala per dare a Kiev il tempo necessario per ricostruire il suo esercito. Abbiamo ottenuto tutto ciò che volevamo”.

Le parole pronunciate da Angela Merkel e Petro Poroshenko rafforzano l’idea che la guerra attualmente in corso fosse stata pianificata da tempo e che i Paesi occidentali non abbiano fatto nulla per impedirla. “Nel 2014 – ha detto Vladimir Putin – “credevamo che saremmo riusciti a raggiungere un’intesa e che Lugansk e Donetsk si sarebbero potute in qualche modo integrare nell’Ucraina in base agli accordi di Minsk. Francamente, non mi aspettavo di sentire una cosa simile dall’ex cancelliere federale.

Ho sempre pensato che la leadership della Repubblica federale tedesca fosse sincera con noi”.

L’ex ufficiale dell’intelligence israeliana Yakov Kedmi si chiede: “Quando la Russia accetterà finalmente l’Occidente e i suoi protetti come incapaci di negoziare?”. Ted Snider, editorialista di politica estera statunitense, è convinto che “gli accordi di Minsk avessero offerto la migliore soluzione diplomatica possibile alla crisi. Mediato da Francia e Germania, concordato tra Ucraina e Russia e accettato dagli USA e dall’ONU, gli accordi avevano lo scopo di restituire pacificamente il Donbass all’Ucraina. Però non hanno voluto che l’Ucraina li attuasse, perché la guerra era l’obiettivo finale”.

L’ex Ambasciatore degli USA in Unione Sovietica, Jack Matlock, ha pure affermato che “la guerra si poteva evitare se l’Ucraina avesse rispettato gli accordi di Minsk”. Nell’aprile del 2019, Volodimir Zelensky ha ricevuto il 73 p.c. delle preferenze al ballottaggio ed era stato eletto Presidente dell’Ucraina in base a una piattaforma che prevedeva la pace con la Russia e la firma degli accordi di Minsk. Però dobbiamo ricordare che la decisione di appoggiare l’Ucraina in funzione anti Russa era stata presa già nel 2008, come ha recentemente ricordato il segretario generale della NATO Jens Stoltemberg, quando ha detto: “Abbiamo ribadito la decisione presa nel 2008 a Bucarest, sul fatto che l’Ucraina debba diventare un membro dell’Alleanza Atlantica”. “Quando il Presidente Volodimir Zelenski dice che le linee rosse non saranno attraversate e che la capitolazione non avrà luogo, dobbiamo capire che questo contraddice il testo dell’accordo Minsk 2”, riporta “Ukraine Crisis Media Center”. Attualmente il cancelliere tedesco Olaf Scholz è pronto a negoziare con Putin. In questo contesto, il Presidente russo ha sottolineato; “Come raggiungere un accordo? Che cosa negoziare? È possibile negoziare con qualcuno? E dove sono le garanzie? Forse le intenzioni di Olaf Scholz di voler negoziare con Vladimir Putin sono sincere e benintenzionate, ma dopo l’intervista di Angela Merkel la tattica è stata svelata: guadagnare tempo e poi ingannare. Perciò le parole che abbiamo ascoltato per anni, secondo cui la Germania e la Francia – i due Stati più importanti dell’Unione – avrebbero partecipato in modo sincero e costruttivo al formato Normandia sugli accordi di Minsk, purtroppo non sono più credibili.

S'informano i gentili lettori che tenuto conto delle disposizioni dell'articolo 94 della Legge sui media elettronici approvata dal Sabor croato (G.U./N.N. 111/21) viene temporaneamente sospesa la possibilità di commentare gli articoli pubblicati sul portale e sui profili sociali La Voce.hr.

No posts to display