L’INTERVENTO Nuova politica statunitense nei confronti dei Balcani

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L’INTERVENTO Nuova politica statunitense nei confronti dei Balcani
Foto: Dejan Rakita/Pixsell

Recentemente il Dipartimento di Stato ha pubblicato un Rapporto sulla politica americana verso i Balcani occidentali (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia). Il documento sottolinea che i Paesi europei dovrebbero assumersi una maggiore responsabilità per la propria difesa e sicurezza, mentre gli USA intendono definire più chiaramente le proprie priorità. Questo aspetto è di fondamentale importanza per i Balcani occidentali, poiché implica che l’UE e i Paesi europei dovrebbero farsi carico di una quota maggiore dell’onere politico e di sicurezza. Sembra che questo documento è molto importante per comprendere la nuova politica statunitense verso i Balcani, poiché afferma, tra l’altro, che i gruppi criminali organizzati dei Balcani occidentali rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza nazionale degli USA e al territorio americano. Si fa riferimento al traffico di droga, al riciclaggio di denaro, all’immigrazione clandestina e alla criminalità informatica. Nel documento tra l’altro scrive: “Il Dipartimento si impegnerà attivamente per tradurre gli interessi regionali in accordi commerciali. I progetti prioritari includono il gasdotto di interconnessione meridionale tra Croazia e Bosnia ed Erzegovina; un proposto interconnettore del gas tra Serbia e Macedonia del Nord; lo sviluppo dell’energia idroelettrica in Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord e Serbia; l’ammodernamento delle centrali a carbone del Kosovo e i progetti di gassificazione del carbone; e ulteriori cavi di trasmissione che collegano le reti dei Balcani occidentali ai mercati europei. Il coinvolgimento del settore privato statunitense in questi progetti promuove l’obiettivo dell’Amministrazione di eliminare l’insicurezza dell’approvvigionamento di gas russo nella regione e rafforza l’accesso degli USA al mercato. Gli USA hanno un interesse commerciale e strategico nel sostenere le riforme che generano ambienti commerciali prevedibili, trasparenti e regolamentati da norme, in cui le aziende statunitensi prosperano”. Come riportato dall’”Atlantic Council”, nel documento non vi è alcun accenno alla democrazia o all’integrazione di questi Paesi nell’UE. La nuova politica prevede un chiaro impegno americano nei Balcani, che d’ora in poi sarà guidato da interessi di sicurezza, energetici ed economici. Anche “L’European Western Balkans” commenta questo Rapporto, affermando che “l’era della costruzione di nazioni guidata dagli USA è finita”. Queste priorità sono già visibili nei progetti in corso e nelle iniziative diplomatiche. Per esempio, l’impresa di costruzioni americana “Bechtel”, ha ottenuto l’appalto per la costruzione di tratti di autostrade regionali che fanno parte di corridoi di trasporto strategici. Parallelamente, a febbraio il Ministero dell’Energia americano ha riunito i rappresentanti di 12 Paesi, tra cui Croazia, Serbia e Bosnia ed Erzegovina, per firmare una dichiarazione congiunta sull’ampliamento della cooperazione energetica e sulla riduzione della dipendenza dal gas russo. In breve, non si tratta di un “abbandono dei Balcani” da parte degli USA, ma di uno spostamento dell’attenzione dal rimodellamento politico a lungo termine della regione alla “stabilità gestita”, alla sicurezza e ai concreti interessi americani. Ciò potrebbe significare che Washington sarà più selettiva e meno paziente con i politici locali. Ecco cosa si sta preparando specificamente per la Bosnia-Erzegovina. Nuovi finanziamenti e programmi di scambio del Dipartimento di Stato; gare d’appalto dell’Ambasciata americana a Sarajevo; programmi per la pubblica amministrazione, lo stato di diritto, la sicurezza e la lotta alla corruzione. Nuovi programmi americani, dispongono già dell’infrastruttura per lo sviluppo dei futuri leader della Bosnia ed Erzegovina. Per esempio il “John McCain Study” include cittadini bosniaci nel programma “Stato di diritto e servizio pubblico”. Il programma “YTILI” include i futuri giovani leader e imprenditori di età compresa tra i 25 e i 35 anni, con formazione negli USA… In sintesi, esiste una concreta possibilità che nei Paesi dei Balcani occidentali si stia delineando una nuova generazione di leader, in linea con le nuove priorità americane. Un profilo abbastanza chiaro: meno formazione democratica, più gestione delle istituzioni statali, sviluppo dell’economia e le infrastrutture e in particolare più cooperazione con la NATO, per ridurre l’influenza russa e cinese. Questo è solo un nuovo esempio il quale dimostra come il mondo si stia gradualmente muovendo verso una società prevalentemente tecnocratica. Per il momento si tratta di un’analisi di una possibile nuova linea politica americana verso i Balcani, non ancora di una dottrina strutturata e definitiva.

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