L’INTERVENTO La grande ridistribuzione della ricchezza

“Ancora credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l’unico suo garante. Dimenticare tutto ciò che era necessario rivendicare ma, all’occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo. Il bipensiero implica la capacità di accogliere simultaneamente nella propria mente due opinioni tra loro contrastanti, accettandole entrambe”. (George Orwell)
L’ondata di fallimenti innescata dalla chiusura dell’economia mondiale, colpisce sia le piccole, che le medie e le grandi imprese. L’evidenza suggerisce che le piccole e medie imprese vengono letteralmente spazzate via. Secondo un’indagine dell’”International Trade Center”- Agenzia multilaterale con il mandato dell’Organizzazione mondiale del commercio, citata dall’OCSE, relativa alle piccole e medie imprese in 132 Paesi, due terzi delle aziende riferiscono che la crisi ha fortemente influenzato le loro attività commerciali, e un quinto indica il rischio di chiudere definitivamente entro pochi mesi. Sulla base di diversi sondaggi in diversi Paesi effettuati nel 2020, ”McKinsey & Company” – una multinazionale di consulenza strategica leader nel mondo – indica, che tra il 25 p.c. e il 36 p.c. delle piccole imprese potrebbe chiudere definitivamente a causa della pandemia. La crisi innescata dal Covid-19 sta colpendo in modo sproporzionato 1,25 miliardi di lavoratori. La disoccupazione nell’UE potrebbe salire a circa il 9 p.c.. L’UNICEF stima che 1,6 miliardi di adolescenti siano colpiti dalla chiusura delle scuole in tutto il mondo. Dall’inizio di febbraio fino al dicembre del 2020, i super ricchi hanno incassato miliardi di dollari. Soltanto tra aprile e luglio dell’anno scorso (4 mesi) la ricchezza totale detenuta dai miliardari in tutto il mondo è cresciuta da 8 trilioni a oltre 10 trilioni di dollari. Ci sono tre fasi distinte, che sono direttamente correlate alla pandemia. La crisi finanziaria ha favorito una drammatica ridistribuzione della ricchezza monetaria e delle proprietà della attività finanziarie. Le informazioni privilegiate e il commercio speculativo hanno svolto un ruolo chiave. Secondo un rapporto di UBS (Fondazione Svizzera), i circa 2.189 miliardari globali ora hanno 10,2 trilioni di dollari. Si tratta di un aumento stimato di 1,5 trilioni di dollari durante la pandemia nel 2020. Il rapporto UBS pone la questione: i miliardari sono “innovatori” o “disgregatori”? Le principali aree di arricchimento nel 2020 sono la Big Pharma (l’espressione Big Pharma è usata per definire, nel complesso, l’intera industria farmaceutica) e l’”High Tech Digital Financial Network“. La verità sottaciuta è che il nuovo coronavirus fornisce un pretesto e una giustificazione a potenti interessi finanziari e a politici corrotti per far precipitare il mondo intero in una spirale di disoccupazione di massa, bancarotta, povertà estrema e disperazione. Più di 7 miliardi di persone in tutto il mondo sono direttamente o indirettamente colpite dalla crisi innescata dalla pandemia. Sembra assurdo. La chiusura dell’economia reale del pianeta non è la “soluzione”, ma piuttosto la “causa” di un processo di destabilizzazione e impoverimento mondiale. A tal proposito, ciò che dev’essere affrontato è la relazione causale tra variabili economiche (potere d’acquisto) e stato di salute della popolazione. Con oltre due miliardi di persone, o il 62 p.c. di tutti coloro che lavorano nel mondo, impiegate nell’economia informale, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, sono milioni coloro che rischiano la fame. Anche le attività del settore pubblico (finanziate dallo Stato), tra cui salute, istruzione, cultura, sport e arte, sono a rischio. Dall’inizio della crisi sanitaria, il debito pubblico degli Stati è salito alle stelle. Perché? La risposta è ovvia. Le aziende fallite non pagano più le tasse. I lavoratori disoccupati (senza guadagno) non pagano più le tasse. Gli introiti delle tasse non entrano più nelle casse dello Stato. L’aumento della disoccupazione e della povertà nel mondo, insieme ai fallimenti, hanno portato a una crisi fiscale senza precedenti. Ciò che sta avvenendo è la “privatizzazione dello Stato”, compreso lo “Stato sociale”. In effetti è la più grande ridistribuzione della ricchezza globale nella storia del mondo.

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