L’INTERVENTO Il futuro dell’Ue: sovranismo o globalismo?

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L’INTERVENTO Il futuro dell’Ue: sovranismo o globalismo?
Foto Shutterstock

La sovranità è un tema di grande attualità, poiché l’Europa si trova sempre più spesso ad affrontare guerre, migrazioni, dipendenza economica ed energetica, globalizzazione e cambiamenti tecnologici. Tutto ciò solleva interrogativi su quanto potere debbano avere gli stati membri e quanto l’Ue. Per questo motivo, il dibattito non riguarda più solo la sovranità nazionale, ma anche come l’Ue possa essere sufficientemente forte e indipendente, preservando al contempo la volontà democratica dei suoi stati e dei suoi cittadini. La salvaguardia dell’identità è una delle ragioni principali per cui la questione della sovranità nell’Ue è così attuale ed importante.

L’identità nazionale, infatti, comprende lingua, cultura, storia, tradizione, costumi e il senso di appartenenza a un popolo specifico. L’integrazione europea offre molti vantaggi, ma solleva il dubbio che una maggiore integrazione politica e culturale possa indebolire le specificità nazionali. Un approccio sovranista, quindi, non implica necessariamente il rifiuto dell’UE, bensì la richiesta che l’unità europea non venga costruita in modo da sopprimere le identità nazionali. Un dibattito interessante su questo tema si è svolto anche in Italia.

“Nazione Futura”- rivista trimestrale italiana che si occupa di temi politici, economici e culturali, ha pubblicato una serie di interessantissimi articoli. “Per la Comunità Europea finisce un’era, ma non ne inizia un’altra”. Questo testo introduttivo nel numero 7 della “Nazione Futura”, affronta il tema della rappresentanza democratica dell’Italia all’interno delle istituzioni dell’Ue. L’autore, Daniele Dell’Orco, mette in discussione l’idea che il Parlamento Europeo rappresenti veramente la volontà dei cittadini italiani.

La critica principale riguarda la distanza delle istituzioni europee dagli elettori nazionali e il fatto che le decisioni importanti vengano spesso prese a livello sovranazionale, dove le singole nazioni, compresi gli italiani, hanno un’influenza limitata. La sovranità qui può essere intesa come la richiesta che il popolo italiano e le sue istituzioni democraticamente elette mantengano una maggiore autonomia. potere decisionale su questioni che riguardano direttamente l’Italia.

“Per un’Unione europea comune, un’era finisce ma un’altra non inizia”, dice Eugenio Capozzi. Il testo affronta la crisi dell’attuale modello di integrazione europea. In questo contesto, la sovranità appare come una richiesta che gli stati e i popoli riacquistino un ruolo maggiore nel processo decisionale. Ferrante De Benedictis analizza il mutamento degli equilibri politici in Europa e l’emergere di movimenti sovranisti come reazione alla crescente integrazione europea e alla globalizzazione.

L’autore associa il sovranismo alla difesa dello stato-nazione, dell’identità nazionale e della sovranità politica. I sovranisti ritengono che il processo di integrazione europea abbia sottratto parte del potere agli stati, senza creare in cambio un’autorità politica europea altrettanto forte e legittima. Il signor Giovanni Flamma parte nel suo contributo dalla tesi che l’Europa non può essere compresa senza il cristianesimo, perché la tradizione cristiana ha fortemente plasmato la sua storia, cultura e valori… Possiamo liberamente aggiungere a questa discussione, che p.e. l’identità croata, italiana, tedesca, greca o francese non devono essere, e realmentre non lo sono, un ostacolo all’Europa. Il vero problema non è l’Ue come tale.

Il problema è un’istituzione non eletta direttamente dai cittadini (la Commissione) che ha un diritto quasi esclusivo di avviare la legislazione europea, svolge simultaneamente funzioni politiche, esecutive, regolamentari e di controllo. Ciò rende la sua posizione istituzionale insolita rispetto ai sistemi democratici classici. Mentre l’unica istituzione eletta direttamente dai cittadini, il Parlamento, non può avviare autonomamente la procedura legislativa ordinaria. Può soltanto chiedere alla Commissione di presentare una proposta di legge, ma la Commissione non è obbligata ad accettarla. Il Parlamento non può approvare autonomamente le leggi dell’Ue, perchè nell’ambito della procedura legislativa ordinaria, deve raggiungere un accordo con il Consiglio dell’Ue…

Quindi, il futuro dell’Europa deve dipendere dalla sua capacità di conciliare la cooperazione europea con la democrazia, identità nazionale e sovranità politica degli stati membri. Pertanto, la vera domanda non è “l’Europa o identità nazionali”, ma “può esistere un’identità europea” che non annulli le identità nazionali da cui l’Europa stessa trae le sue origini? Perché se una persona non sa chi è, e a cosa appartiene, è difficile sapere che tipo di Unione desidera.

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