L’INTERVENTO È possibile stabilire una relazione ragionevole con l’IA?

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L’INTERVENTO È possibile stabilire una relazione ragionevole con l’IA?
Foto Pixsell

L’intelligenza artificiale (AI) è un campo complesso e in rapida evoluzione, con molte sfaccettature diverse. In parole semplici, si tratta di un ramo dell’informatica che mira a creare macchine in grado di simulare l’intelligenza umana. Questo può includere una serie di abilità, come la capacità di apprendere e ragionare, risolvere problemi, prendere decisioni, percepire e interagire. Di recente ho posto la domanda all’intelligenza artificiale (IA): “Abbiamo forse perso il controllo sull’IA-a?” La risposta è arrivata in pochi secondi: “No, gli esseri umani non hanno ancora perso completamente il controllo. Ma ci sono rischi e preoccupazioni reali che devono essere presi sul serio”. Oggi, molti importanti ricercatori e scienziati del settore, come Demis Hassabis, Jürgen Schmidhuber, Kate Crawford, Stuart Russell, Andrew Ng, Yoshua Bengio, Geoffrey Hinton ed altri, avvertono che esiste un rischio reale a lungo termine di sviluppare sistemi di IA, se non verranno tempestivamente adottate misure e regole appropriate. Cosa significa “avere il controllo” sull’IA? Ciò significa principalmente quando i sistemi prendono decisioni senza il controllo umano. Quando i suoi creatori non riescono a spiegare come e perché l’IA prenda determinate decisioni? Quando le persone usano potenti strumenti di IA per scopi illeciti (disinformazione, manipolazione, armi autonome…)? Quando si teme che l’IA avanzata possa iniziare a migliorare se stessa al di là del controllo umano? … Ciò che stiamo affrontando oggi, come sottolineano alcuni esperti, è una nuova entità che imita l’elaborazione delle informazioni e processi di pensiero. I sistemi dell’IA non hanno emozioni, si evolvono e sviluppano, comunicano, producono pensieri e diventano rapidamente partner nei processi umani di produzione di conoscenza, trasformandosi in un’entità che agisce con noi. Oggi l’IA può partecipare al processo di creazione di se stessa (o della sua “progenie”), pur restando all’interno del “recinto” definito dall’uomo. L’azienda “Simplilearn”, leader mondiale nella formazione sulle competenze digitali, afferma, tra le altre cose, che le tecnologie militari supportate dall’IA hanno già creato sistemi d’arma autonomi che vengono utilizzati nelle guerre attuali. L’IA sta già cambiando le regole della nostra vita quotidiana. I cambiamenti più grandi appena stanno arrivando: nel sistema sanitario, nell’educazione tradizionale, nel lavoro, formazione, nei processi decisionali… È importante sottolineare che l’IA altrettanto rispecchia la nostra realtà. Lo stato attuale della società moderna, tra l’altro, è determinato dall’aumento dell’aggressività, dalla massiccia crescita dei disturbi mentali (ansia, depressione, alienazione…), di una grave crisi d’identità soprattutto tra i giovani, l’ascesa di ideologie distruttive… Simultaneamente l’IA “impara” dall’uomo, molte cose che non sono positive: malizia, ipocrisia, odio, ansia, violenza, bugie, criminalità, disinformazione… In altre parole, se l’IA non è consapevolmente orientata verso obiettivi positivi, essa può rafforzare notevolmente le attività distruttive nella società. Pertanto, molti si chiedono giustamente: come impedire in tempo che sistemi dell’IA, non agiscano contro gli interessi dell’uomo? L’esperienza ci insegna – attraverso la storia – che quando la tecnologia finisce nelle mani sbagliate o prende decisioni sbagliate di sua iniziativa, le conseguenze sono disastrose. Proprio per questo fatto, le virtù e i punti di forza umani, devono essere in tempo rafforzati; l’empatia, il pensiero critico, la responsabilità, la resilienza, tolleranza… È particolarmente importante rafforzare l’autodisciplina, perché senza un controllo interno e assunzione di responsabilità, è difficile raggiungere obiettivi personali e sociali positivi. Altrettanto non dobbiamo dimenticare che la fiducia e l’onestà sono il fondamento di tutte le relazioni umane: private, aziendali e sociali. In breve, è essenziale che lo sviluppo dell’IA sia accompagnato da un’attenta regolamentazione e da un dibattito etico, per garantire che i benefici vengano equamente distribuiti e che i rischi siano gestiti in modo appropriato.

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