L’INTERVENTO Con Biden più tensioni fra Usa e Russia

Joe Biden nello Studio Ovale della Casa Bianca

L’elezione di Joe Biden sicuramente porterà a un consolidamento dell’Occidente su una piattaforma antirussa. Biden in veste di vicepresidente degli USA, in passato si era già occupato delle relazioni Stati Uniti e Ucraina. Durante la sua recente campagna elettorale, Biden ha promesso anche supporto militare all’Ucraina. Dall’altro lato, già da anni il Presidente russo Vladimir Putin era convinto che l’Occidente si stesse preparando per rovesciare il suo governo. Allo stesso modo aveva condannato la cosiddetta “rivoluzione arancione” in Ucraina, sostenuta da Washington, che stava dietro agli eventi di Maidan (2013-2014). L’unico scopo del colpo di Stato in Ucraina, era, come andava dicendo Putin, quello di far cadere il governo in modo incostituzionale. “Sto mandando un messaggio chiaro al mondo: l’America è tornata. L’alleanza transatlantica è tornata. Non stiamo guardando indietro, stiamo guardando avanti – insieme”, aveva detto Biden in un recente messaggio trasmesso dalla Casa Bianca ai leader occidentali (“Defense One”). Il Presidente degli USA, già nei suoi primi appuntamenti internazionali da quando è tornato alla Casa Bianca, ha voluto che gli alleati percepissero appieno come le cose fossero radicalmente cambiate, dopo quattro anni di isolazionismo e nazionalismo di Donald Trump (“Il Messaggero“). Secondo fonti ufficiali della NATO, “il segretario generale del Patto Atlantico Jens Stoltenberg ha ascoltato con attenzione il Presidente J. Biden sulla ricostruzione delle alleanze, sottolineando che la NATO è il luogo in cui europei e americani s’incontrano ogni giorno e dove insieme possono affrontare sfide che nessuna delle nostre nazioni può affrontare da sola“. Biden e Stoltenberg hanno pure discusso delle tante sfide che gli alleati della NATO devono affrontare, inclusa quella relativa al modo di raffrontarsi con la Russia. “La Russia di Vladimir Putin è una minaccia per le nostre democrazie”, ha detto Biden. E poi ha sottolineato: “Putin cerca di indebolire il progetto europeo e la NATO“. In ballo non c’è solamente la questione della Crimea o del Donbass, ma principalmente quella del possibile ingresso di Kiev nell’Alleanza Atlantica. Da questa amministrazione americana ci si può aspettare una posizione molto più aggressiva verso la Russia di quella precedente. La nomina a nuovo segretario di Stato di Anthony Blinken – ex viceconsigliere per la sicurezza nazionale e vicesegretario di Stato nell’amministrazione Obama, che nel 2014 aiutò a coordinare le sanzioni contro la Russia dopo l’invasione della Crimea – non fa prospettare nulla di buono per i rapporti USA-Russia, specialmente se Washington insisterà sull’integrazione euroatlantica dell’Ucraina. In quel caso, la rottura con Mosca potrebbe essere molto pericolosa. Basta poi dare uno sguardo alle nuove nomine volute da Biden nei ruoli chiave dell’amministrazione USA, per capire quale sia l’atteggiamento generale della politica estera USA verso la Russia. Il nuovo direttore della CIA è Williams Burns, ex Ambasciatore americano a Mosca. Ma soprattutto Victoria Nuland, nuovo sottosegretario al Dipartimento di Stato per gli Affari Politici, tempo fa, coordinò le politiche dell’amministrazione Obama durante la rivolta di “Euro-Majdan” (Kiev). La scorsa settimana, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba ha rivelato i dettagli della sua conversazione con il nuovo segretario di Stato americano Antony Blinken. Kuleba ha detto che Kiev, con il sostegno di Washington, inizierà a formare un’alleanza militare trilaterale composta da Ucraina, Georgia e Moldova (“Global Research“). Il Presidente ucraino Vladimir Zelensky, sta lavorando al rafforzamento delle sue truppe. È già partito un nuovo martellamento ucraino sulle aree del Donbass. Però quando parliamo di una possibile entrata dell’Ucraina nella NATO e nell’UE, non dobbiamo dimenticare il grande deficit democratico di questo Paese, dove le forze nazionaliste sono ancora molto forti. Qui stiamo parlando anche di strutture paramilitari come ad esempio il famigerato battaglione “Azov“. Questo battaglione portava uno stemma pressoché identico a quello di una formazione nazista. In seguito agli Accordi di Minsk IIdel febbraio 2015, il battaglione “Azov” è stato incorporato nella Guardia nazionale ucraina come formazione speciale di Polizia.

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