L’INTERVENTO Come reagiscono i cittadini alla vaccinazione?

Nessuno può negare che persuadere le persone a farsi vaccinare sia un atto profondamente immorale. Perché non c’è persona su questo pianeta, che si tratti di un medico o di uno scienziato, che possa affermare categoricamente che i nuovi vaccini contro il SARS-CoV-2 siano sicuri e innocui, perché semplicemente non sono stati testati a sufficienza né sono stati utilizzati abbastanza a lungo. Contemporaneamente la censura del discorso libero, finora centrale nel dibattito scientifico, è molto rigida. Non c’è la possibilità di essere informati in modo obiettivo attraverso i media meinstream, che sono pienamente in linea con la “narrativa ufficiale”, spesso proveniente da agenzie oppure da istituzioni globali avulse dalle istituzioni democraticamente elette.
Medici e scienziati, ugualmente esperti che la pensano diversamente, non hanno altra scelta che far sentire la propria voce attraverso portali indipendenti, con la possibilità eventualmente di perdere il lavoro, oppure di essere ridicolizzati.
Il vaccino è trattato come un feticcio da adorare, come l’unica via d’uscita dalla pandemia. Chi osa mettere in discussione la “verità ufficiale” viene automaticamente etichettato come omofobico, “antivaxer” oppure sostenitore di “teorie della cospirazione”. Nonostante questa situazione, alcuni media riportano la reale situazione sul campo: “Quasi quattro persone su dieci in Francia, più del 25 p.c. di quelle negli Stati Uniti e il 23 p.c. in Germania, affermano che sicuramente o probabilmente non si vaccineranno contro il Covid-19. Solo l’11 p.c. dei cittadini statunitensi e il 13 p.c. dei cittadini francesi credono che i loro governi siano una fonte affidabile di informazioni sui vaccini” (“The Guardian”).
Il “Washington Post” ha riferito recentemente che quasi un terzo del personale militare (USA) ha annullato l’iscrizione alla lista delle vaccinazioni e che i principali giocatori della NBA sono riluttanti a promuovere il vaccino. “FranceSoir“ recentemente ha pubblicato: “Vaccinazioni in Israele: cifre sulla mortalità. Esiste una grande discrepanza tra i dati ufficiali pubblicati e la situazione reale sul campo“.
Un rapporto della “British Medicines Regulatory Agency”, del 4 marzo 2021, afferma che 460 decessi e 243.612 effetti collaterali sono stati registrati nel Regno Unito da parte della popolazione vaccinata (26,9 p.c.).
Il “Los Angeles Times“ informa; “Circa il 50 p.c. dei lavoratori in prima linea nella regione ha rifiutato il vaccino“. “Forbes“: “Circa il 55 p.c. dei Vigili del fuoco di New York intervistati ha dichiarato di non avere intenzione di vaccinarsi”.
Sul sito web “Children’s Health Defense“, gestito dall’importante avvocato statunitense Robert Kennedy jr., troviamo gli ultimi dati rilasciati dal “Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS)”, sistema ufficiale statunitense che pubblica i dati ufficiali sugli effetti collaterali dei vaccini e che opera all’interno del Centro statunitense per il controllo e la prevenzione delle malattie: “Entro il 18 febbraio 2021, VAERS aveva ricevuto 19.907 segnalazioni di effetti collaterali del vaccino”. Si sostiene che ci siano serie indicazioni che i vaccini sviluppati da “Pfizer” e “Moderna” possano potenzialmente “causare lesioni microvascolari (infiammazione e piccoli coaguli di sangue, microtrombi) a cuore, cervello, fegato e reni in modi non valutati negli studi di sicurezza”. Un altro esempio: Hervé Seligmann, ricercatore del Dipartimento di malattie infettive e tropicali (Università di Aix-Marseille, Francia), e il suo collega ingegnere Haim Yativ hanno pubblicato dati rilevanti sulla vaccinazione della popolazione in Israele sul sito Nakim, sottolineando che i dati pubblicati non corrispondono alla realtà.
A questo punto si pone il quesito: perché si nascondono le opinioni diverse e i dati se i risultati sono favorevoli? Questa situazione nella quale viviamo oggi, profondamente condizionata della “verità ufficiale”, tra l’altro, ha portato anche a situazioni ridicole e tragicomiche. Per esempio la vaccinazione di alcuni politici e personaggi dello spettacolo davanti alle telecamere.
Questo atto diffuso, registrato in tutto il mondo, mostra chiaramente il totale disprezzo per le persone. Cioè gli adulti sono trattati come bambini piccoli che non sono in grado di pensare e decidere da soli. Questo tipo di comportamento, come sappiamo, spesso fallisce, perché i bambini sono più intelligenti di quanto pensiamo.
La libertà di scelta per la quale i nostri antenati hanno combattuto da secoli sacrificando anche le proprie vite, non è un patrimonio da sperperare così facilmente.

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