L’INTERVENTO Come cambiano le opinioni sulla guerra in Ucraina nell’UE

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L’INTERVENTO Come cambiano le opinioni sulla guerra in Ucraina nell’UE
Foto Shutterstock

Ursula von der Leyen – presidente della Commissione europea, in un recente discorso alla “Royal Danish Military Academy”, lancia un avvertimento: “Questa storica accademia è uno dei motivi per cui ho scelto la Danimarca per parlare di sicurezza. E per sostenere che se l’Europa vuole evitare la guerra, deve prepararsi alla guerra”. In più occasioni, von der Leyen ha sottolineato che l’UE non permetterà alla Russia di vincere la guerra in Ucraina. Kaja Kallas – Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza in un’occasione ha detto: “Dobbiamo definire la vittoria come il nostro obiettivo in guerra, perché non si può vincere una guerra se la vittoria non è definita come l’obiettivo”. Nel giugno 2025, il primo ministro britannico Starmer annunciò il passaggio delle forze armate britanniche alla “prontezza bellica”. Il presidente francese E. Macron e il cancelliere tedesco F. Merz, hanno le stesse intenzioni e intraprendono azioni simili. Ma diamo un’occhiata agli ultimi sondaggi condotti nei singoli Paesi dell’UE inclusa l’Ucraina. Come riporta l’”Ukrainska Pravda”, in un sondaggio della “Gallup” del luglio 2025, il 69 per cento degli ucraini ritiene che sia meglio porre fine alla guerra attraverso negoziati il ​​prima possibile. La popolarità del presidente francese E. Macron è attualmente estremamente bassa. La percentuale di supporto dei cittadini scende al 14 per cento. Secondo gli ultimi sondaggi, il sostegno al cancelliere tedesco Friedrich Merz è altrettanto molto basso. Solo il 26 per cento degli intervistati ha dichiarato di sostenere la leadership di Merz. Il sostegno all’invio di truppe tedesche in guerra o in combattimento contro la Russia è relativamente basso – 21 per cento (“US Muslims”). Nella Repubblica Ceca, il 60 per cento sostiene un rapido cessate il fuoco, anche se ciò significa perdite territoriali per l’Ucraina. Secondo gli ultimi sondaggi, il sostegno al primo ministro britannico Keir Starmer tra i cittadini del Regno Unito è molto basso. Appena il 13 per cento degli intervistati si è dichiarato soddisfatto della sua politica. Secondo un sondaggio di “Századvég”, l’86 per cento degli ungheresi è contrario all’invio di truppe europee (o NATO) in Ucraina. “The Budapest Times” riporta che molti ungheresi non vedono la Russia come una minaccia. Secondo un sondaggio del marzo 2025, il 94 per cento dei bulgari ritiene che la guerra in Ucraina debba essere risolta attraverso negoziati. Nello stesso sondaggio, il 61 per cento ritiene che l’Occidente è responsabile del conflitto (“Novinite.bg”). Il sostegno all’ingresso attivo dei Paesi Bassi in guerra (in particolare con la Russia) è relativamente basso, solo il 18 per cento circa (“Universiteit Leiden”). Il 76 per cento degli intervistati in Romania, ritiene che la guerra in Ucraina sia pericolosa per il loro Paese (“Romania-Insider”). In un sondaggio condotto dalla IPSOS, solo il 33 per cento degli Slovacchi ha dichiarato di volere che l’Ucraina vincesse la guerra. Secondo un’indagine del CENSIS e “Le Monde”, solamente il 16 per cento degli italiani di età compresa tra 18 e 45 anni, sarebbe disposta a imbracciare le armi in caso di guerra. La stragrande maggioranza (86,5 per cento) dei polacchi è contraria all’invio di propri soldati in Ucraina (“Ukrainska Pravda”). I sondaggi per il 2025 forniscono informazioni secondo cui circa il 37,3% (minoranza) dei cittadini spagnoli sostiene l’invio di truppe in Ucraina (TASS). “Continuiamo a sostenere l’Ucraina, in modo permanente e duraturo”, ha affermato il premier croato A. Plenković. Quasi la metà degli intervistati croati, il 46,7 per cento, è contraria all’invio di un esercito europeo, incluso i soldati croati, in Ucraina. Mentre il 35,9% invierebbe l’esercito in Ucraina (“RTL Danas”). Il vice primo ministro e ministro della difesa croato Ivan Anušić, ha firmato alcuni giorni fa una lettera di intenti sulla produzione congiunta di armi, insieme al primo ministro ucraino Denis Shmihal (MORH). Quindi, se confrontiamo le opinioni di alcuni leader europei con l’opinione della maggioranza dei cittadini (incluso quelli in Ucraina), sorge una domanda fondamentale: a nome di chi e per gli interessi di chi, vogliono continuare questa guerra? Come mai molti politici europei ancora oggi credono che la guerra in Ucraina deve procedere verso una vittoria militare? Però se l’Ucraina perdesse questa guerra (alcuni analisti seri sostengono che questo è possibile), gli USA rimarrebbero l’unico sostegno politico, militare ed economico per l’UE. Ma in quel caso, dobbiamo sapere, che l’UE perderebbe la possibilità di avere un’autonomia strategica, e si trasformerebbe in un semplice alleato americano regionale (Vassallo). L’Ucraina in quelle circostanze perderebbe l’integrità territoriale, mentre la Russia controllerebbe le regioni orientali e meridionali. In quelle circostanze l’UE si troverebbe ad affrontare enormi crisi interne, scontri politici, lacerazioni e divisioni di ogni genere, enorme insoddisfazione dei cittadini, un’inflazione galoppante, gravi problemi energetici, sociali ecc.

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