LE VIE D’EUROPA La Croazia verso l’adozione dell’euro

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Non si arresta il processo di integrazione europea in Croazia, che approda a una nuova e cruciale tappa verso l’adozione della moneta unica. Come si apprende infatti da un comunicato stampa dello scorso luglio, i ministri delle finanze degli Stati membri, unitamente al Presidente della Banca Centrale Europea, hanno approvato la richiesta precedentemente effettuata da parte delle autorità croate per l’ingresso della kuna nel Meccanismo Europeo di Cambio. La conferma è stata resa possibile grazie al significativo miglioramento dell’economia croata, la cui vulnerabilità è stata notevolmente ridotta attraverso “la ripresa economica, la crescita delle esportazioni, il calo della disoccupazione, l’adeguamento fiscale e la caduta del debito”.
Il Meccanismo Europeo di Cambio, comunemente noto come “l’anticamera dell’euro”, è il procedimento comunitario attraverso il quale si mira a ridurre la variabilità del tasso di cambio tra la valuta di uno Stato membro e la moneta unica. Ancorando quindi la kuna all’euro per un periodo di tempo di due anni, la Croazia si impegna ad ottemperare alle condizioni necessarie per accedere formalmente all’Eurozona. A questo proposito, oltre al perentorio contenimento delle fluttuazioni del valore nominale della kuna entro un range del 15 p.c., Zagabria dovrà implementare diverse riforme in sei macro settori: intensificazione della supervisione del sistema bancario, così da rafforzare la cooperazione tra la Banca nazionale croata e la BCE; potenziamento delle politiche macroprudenziali e introduzione di un mandato specifico per le misure destinate ai debitori privati; rafforzamento delle politiche di antiriciclaggio; riduzione degli oneri amministrativi e finanziari; perfezionamento del sistema di raccolta ed elaborazione dei dati statistici; miglioramento della gestione del settore pubblico. Altra conditio sine qua non dell’accordo bilaterale è il risoluto impegno da parte dell’esecutivo croato di continuare a perseguire una politica economica sostenibile e coerente con gli obiettivi europei, mirata a preservare la stabilità economica e finanziaria del Paese. A tal fine, a partire dal 1ª ottobre 2020 la Banca Centrale Europea sarà incaricata di supervisionare direttamente l’andamento dell’accordo per il prossimo biennio.
Buone notizie quindi per la Croazia, che si appresta a compiere gli ultimi passi per coronare il processo di adesione all’Unione Europea cominciato nel 2013. Ma cosa ne pensano i cittadini? Nonostante la prospettiva dell’introduzione dell’euro si dimostri alquanto vantaggiosa sul piano economico, soprattutto considerando i benefit derivanti dal mercato unico e dalla presenza maggioritaria dell’euro nei depositi bancari del Paese, i sondaggi confermano una spaccatura del Paese piuttosto netta: la percentuale di cittadini favorevoli si attesta intorno al 52 p.c. Rimane dunque scettica una cospicua fetta di popolazione, legata al valore simbolico della kuna come elemento distintivo della nazionalità croata e preoccupata di precipitare in una nuova recessione. Ciononostante, l’ipotesi di sottoporre la popolazione a un referendum è esclusa e l’adozione dell’euro rimane una prerogativa irrinunciabile per l’agenda politica di Plenković. Realisticamente, considerando il biennio obbligatorio di permanenza nel Meccanismo Europeo di Cambio e il notevole peso istituzionale delle riforme in programma, l’euro comincerà a circolare nelle tasche dei croati non prima del 2023.

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