LE VIE D’EUROPA Da Sabbioncello a Pompeo: nuove influenze politiche su Zagabria?

Il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo

Che la penisola balcanica abbia da sempre giocato un ruolo sostanziale nello scacchiere delle relazioni internazionali è cosa più che nota. Basti pensare alle delicate operazioni diplomatiche di bismarckiana memoria, condotte allo scopo di assestare il balance of power in un territorio tanto determinante dal punto di vista geostrategico quanto complesso e imprevedibile da gestire. Pur contemplando i più drastici mutamenti politici e sociali succedutisi negli anni, l’importanza geopolitica della penisola resta impreteribile.
Lo sa bene la Cina, che nel più ampio contesto del suo approccio proattivo alla politica estera non perde occasione per infiltrarsi in ogni pertugio possibile per estendere la propria sfera d’influenza. Un esempio calzante in questo senso è offerto dal ponte di Sabbioncello, progettato per sanare l’annosa questione della separazione dell’area di Ragusa (Dubrovnik) dal resto della Croazia. Una separazione figlia di scelte storiche antiche, dettate dai giochi di alleanze del momento, ma da sempre foriera di numerosi problemi legati, appunto, alla presenza di un doppio valico frapposto tra l’ambita meta turistica croata e il resto del territorio nazionale. Con la prospettiva della ventura adesione di Zagabria all’area Schengen, lo scenario di una doppia frontiera diventa semplicemente inconcepibile. In considerazione di ciò e nel quadro più ampio del progetto d’integrazione, nel 2017 la Commissione europea prese la decisione di stanziare un fondo di 357 milioni di euro per finanziare l’edificazione del ponte. È proprio qui che nasce il paradosso che fa storcere il naso a Bruxelles: ad aggiudicarsi la gara d’appalto è stata infatti la China Road and Bridge Corporation, azienda di Stato controllata da Pechino che, oltre a intascarsi la lauta prebenda, assicura alla Cina una notevole influenza politica sulla zona. Influenza che s’inserisce perfettamente nell’ambizioso progetto della “Nuova via della seta”, già rodato nei mesi precedenti mentre il Dragone rosso, sopperendo alle inadempienze dell’Unione europea, inviava nei Balcani mascherine e altri dispositivi di protezione per contrastare la pandemia da Covid-19.
Ma se la penetrazione della Cina è ormai acclarata, lo è altrettanto il bilanciamento a stelle e strisce. In quest’intricato gioco di soft power s’inserisce, infatti, anche la missione del segretario di Stato americano Mike Pompeo, atteso domani in Croazia. Focus della missione la direzione della politica estera americana e il rafforzamento dell’asse atlantico, di cui la Croazia è partecipe dal 2009. Lo scopo appare quindi quello di smuovere lo scacchiere delle influenze laddove Cina e Russia sono i maggiori competitors, consolidando la propria influenza politica anche attraverso iniziative autorevoli come la vendita a Zagabria di aerei militari F-16, che Washington evidentemente spera che possa andare in porto nell’ambito del concorso bandito da Zagabria per l’acquisto di uno stormo di cacciabombardieri e al quale sono in lizza ancora Israele (F-16 usati), Francia (Rafale usati) e Svezia (Gripen nuovi). La partita rimane dunque aperta, con buona pace dell’Unione europea.

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