La stoffa del campione

Se c’è una squadra che ha vinto e convinto finora ai Mondiali di Russia è certamente quella capitanata da Zlatko Dalić, con Luka Modrić a illuminare il gioco. Certo, anche la nazionale russa ha segnato fior di reti nelle prime partite, ma non ha dovuto affrontare uno squadrone stellare come quello argentino. La Croazia, già qualificata agli ottavi di finale, ha pertanto buone ragioni per festeggiare e gioire, mentre all’Argentina battuta non resta che leccarsi le ferite e prepararsi per cercare rapidamente di risalire la china ed evitare un’umiliante eliminazione. È difficile parlare di rivelazione per una compagine come quella croata che vanta giocatori di primo piano che militano nei più blasonati club europei. Semmai possiamo parlare di una conferma in grande stile. La vittoria netta contro Messi e compagni lancia di diritto la nazionale croata tra le favorite, almeno sulla carta, della competizione. Siano al cospetto di un Mondiale particolare, caratterizzato dalla crisi delle squadre cosiddette grandi. Germania, Argentina, Brasile per non parlare dell’Italia che con la sua mancata qualificazione ha forse lanciato un segnale di come il calcio mondiale si stia trasformando. Siamo in presenza di una sorta di “caduta degli dei”, in un torneo in cui non vi sono o quasi squadre materasso, in cui tutti possono sognare il colpaccio. Ma la cautela è d’obbligo. Il passo dall’euforia alla scivolata improvvisa può essere breve. Anche se i valori tradizionali sembrano sconvolti non si può escludere a priori che le grandi possano ritrovare il mordente necessario per tornare in auge. Anche qui l’Italia nei Mondiali del passato ha fatto scuola, passando dalle enormi difficoltà delle qualificazioni a vittorie esaltanti, storiche. È nei momenti più duri che emergono i campioni. Chissà se stavolta questa tradizione sarà confermata o se avremo una nuova stella, magari la Croazia, con campionissimi che si sono dimostrati tali già a livello di club.

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