LA RIFLESSIONE A Fiume (non) c’è posta per te…

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LA RIFLESSIONE A Fiume (non) c’è posta per te…
Foto Patrik Macek/PIXSELL

A Fiume – ma probabilmente non soltanto a Fiume –, aspettare una lettera per via postale, è diventato ormai un vero e proprio esercizio di pazienza, che spinge molti cittadini all’estremo del “fai da te”. In una scena sempre più comune, per non restare nell’incertezza, molti si recano, infatti, direttamente alla Posta 2 in via Krešimir, per prelevare da soli la propria corrispondenza, diventando, di fatto, i postini di sé stessi. Il servizio postale è in affanno: la posta arriva spesso in ritardo, a volte con giorni o settimane di distanza, o in certi casi sembra proprio sparita. Il motivo principale è, a quanto pare, una crisi di lunga data che riguarda i postini: non ce ne sono abbastanza per servire tutta la città. La situazione, che tocca il servizio gestito dalle Poste Croate (Hrvatska pošta), sta creando disagi che vanno ben oltre la semplice attesa.
Non è giusto che i cittadini debbano subire le conseguenze di un problema organizzativo, al punto da dover ricorrere a soluzioni estreme come l’auto-ritiro. In un mondo moderno, ci si aspetta che un servizio essenziale come la consegna della posta funzioni in modo regolare. Se il sistema non è in grado di assumere abbastanza personale o di trattenerlo, l’azienda dovrebbe trovare alternative, perché il ritardo della posta non è un fastidio da poco.
Oggi, molte comunicazioni importanti viaggiano ancora in forma cartacea e le conseguenze di una mancata consegna possono essere serie come ad esempio avvisi di scadenze importanti, multe o tasse che, se non viste in tempo, possono trasformarsi in problemi legali o costi aggiuntivi (interessi di mora), referti medici o convocazioni per visite che richiedono una risposta rapida, contratti o atti che necessitano di una firma o di una presa in visione immediata. Quando la posta non arriva, il cittadino si ritrova in difficoltà e deve spendere tempo ed energie non solo per capire cosa è successo, ma anche per recarsi fisicamente a ritirare la posta, pagando in pratica il prezzo dell’inefficienza del servizio in termini di tempo perso e fatica.
Fiume è una città che vuole crescere e puntare sull’efficienza, ma questa situazione rallenta la vita di tutti. Le Poste Croate si trovano di fronte a un bivio: da un lato, non riescono a coprire tutti i posti di lavoro con i postini, costringendo i cittadini a un surreale “servizio di auto-postino”; dall’altro, la soluzione di appoggiarsi a servizi di corrieri privati – una possibilità che garantirebbe consegne più rapide – è certamente più costosa. E qui sta il punto: è meglio accettare che la posta non venga recapitata correttamente e lasciare i cittadini nell’incertezza, costringendoli ad agire da soli, o è necessario investire risorse, anche maggiori, per garantire che il servizio funzioni? Per una città come Fiume, è fondamentale che l’azienda trovi presto una via d’uscita, che sia con un piano di assunzione più attrattivo o con l’uso di aiuti esterni, per assicurare a tutti i cittadini il diritto di ricevere la propria posta in modo affidabile e puntuale, mettendo fine alla necessità per i cittadini di svolgere un lavoro che spetta al servizio pubblico.

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