Carissimi lettori e stimati colleghi, dopo quasi cinque anni di collaborazione, più di cento bozzetti e una ventina di articoli vari, è arrivato il momento di lasciarci. Questo è il mio ultimo contributo per il nostro giornale (consideratelo un regalo d’addio), per cui spero vi piaccia. Da qui in poi le nostre strade si avviano in direzioni diverse, perciò, auguro a tutti buona fortuna e tante cose belle per il futuro.
Sia che la vostra reazione alla notizia qui sopra sia un sentito “ohhh” oppure un “era ora!”, vi prego di trattenerla per un secondo e di controllare la data odierna. Ebbene sì, ci son voluti cinque anni, ma finalmente il nostro appuntamento coincide con il primo di aprile. A scanso di equivoci, soprattutto per i miei superiori, sottolineo che è tutto uno scherzo e assicuro i presenti che qui non si va da nessuna parte e rimane tutto come prima.
Non si sa di sicuro da dove origini la consuetudine di fare scherzi il primo di aprile. Tra le varie ipotesi citate online, ci sono la Bibbia, una tradizione induista, l’età classica (greca e romana), il passaggio al calendario gregoriano in Francia, i Canterbury Tales di Chaucer in Inghilterra e altri riferimenti letterari francesi e fiamminghi. Quello che è certo è che la tradizione è secolare, anche se non viene chiamata dappertutto con lo stesso nome. La formula “pesce d’aprile” si usa in Francia, Belgio e Italia, nei paesi scandinavi e in inglese ci si riferisce al “giorno degli sciocchi” (April Fool’s Day), i polacchi lo chiamano in latino “prima Aprilis”, mentre in altri paesi si fa riferimento alle “bugie di aprile”. In ogni caso il concetto rimane quello.
In passato in certi paesi gli scherzi erano standardizzati, come la pratica di attaccare qualcosa di nascosto sulla schiena di un malcapitato (un pesce di carta oppure un messaggio che legge “dammi un calcio”). In Irlanda e Scozia c’era lo scherzo della “lettera importante” che la vittima prescelta doveva consegnare ad una certa persona, che a sua volta, dopo averla letta, la “inoltrava” a qualcun altro e così via, in quanto il messaggio nella busta diceva “fai scarpinare lo sciocco per un altro miglio”.
Con il tempo gli scherzi si sono diversificati e raffinati. I più belli sono quelli dove ci cascano in molti, forse perché “mal comune mezzo gaudio”, mentre quelli in cui in molti si fanno le beffe di uno solo, risultano sempre un po’ crudeli. Inoltre l’avvento, prima dei mezzi di comunicazione tradizionali (giornali, radio e TV), e poi di Internet e dei social, è riuscito a estendere le burle a numeri impressionanti di persone. Anche qui ci sono scherzi e scherzi. Di cattivo gusto tutti quelli che provocano panico o allarme, come la notizia di una fuga di gas riportata da una radio in Virginia nel 1992 o quella di un canale TV di Boston che nel 1980 aveva annunciato l’eruzione del Great Blue Hill a Milton nel Massachussetts. Mentre ce ne sono di sopraffini pensati ad hoc dalle televisioni di stato europee, in primo luogo dalla BBC che ha aperto le danze già nel lontano 1957 usando come mezzo il proprio serissimo programma di attualità Panorama. In quell’occasione furono trasmesse le immagini della “raccolta degli spaghetti” che crescevano sugli alberi in Svizzera (!). Nel documentario si davano anche consigli sul come coltivare tali piante. Otto anni dopo, il canale annunciava il lancio della nuova tecnologia Smell-O-Vision in grado di trasmettere gli odori via etere. Il giorno dopo molti telespettatori telefonarono al canale per confermare il successo dell’esperimento. Più tardi la BBC ha cominciato ad avvalersi di personaggi ineccepibili per le sue bufale, così nel 1976 l’eminente e molto amato astronomo inglese Sir Patrick Moore aveva annunciato che, a causa di un rarissimo allineamento tra Giove e Plutone, la terra avrebbe subito uno spostamento gravitazionale, per cui alle 9:47 esatte, spiccando un salto si sarebbe riusciti a “galleggiare in aria”. Anche questa volta molti hanno telefonato raccontando le delizie della propria lievitazione. Un altro recente colpo storico per la BBC è stato quello del 2008 in cui Terry Jones dei Monty Python presentò il documentario “Miracoli dell’evoluzione”, che rivelava la scoperta di una nuova specie di pinguini volanti che compivano le proprie migrazioni dall’Antartide alle foreste tropicali del Sudamerica, il tutto con location e riprese alla David Attenborough ed effetti speciali hollywoodiani.
Simpatico anche lo scherzo dell’emittente pubblica olandese NTS, che nel 1969 aveva annunciato che ci sarebbero state ispezioni tramite radar per identificare gli evasori al canone televisivo e che l’unico modo per sfuggirle era quello di avvolgere gli apparecchi radio e TV con l’alluminio. Come prevedibile, il giorno dopo nei negozi non si trovava neanche l’ombra di rotoli di alluminio e, come ulteriore effetto collaterale ci fu un picco di abbonamenti a radio e TV.
In anni recenti si è diffuso uno scherzo che viene fatto in uffici, ristoranti, centri commerciali, ecc. ovvero luoghi con fotocopiatrici, asciugamani elettrici, dispenser vari, accanto ai quali appare un cartello ufficiale con tanto di logo del produttore, che informa che “Il funzionamento dell’apparecchio è passato al vocale” per cui bisogna avvicinarsi alla macchina e con voce chiara dare il proprio ordine (“stampa quattro copie”, “attiva asciugatura”, “acqua fredda”, “sapone”, ecc.). Ripetere se di prima non funziona. Le conseguenze si possono immaginare.
Per finire uno scherzo da fare in presenza di un gruppo di persone, quindi ideale per gli insegnanti. Prendete un bel vaso di maionese vuoto e riempitelo di yogurt o budino alla vaniglia o limone, comunque qualcosa di buono color giallino chiaro. Presentatevi in classe, svitate il coperchio e cominciate a mangiare il contenuto con abbondanti cucchiaiate (optional la leccata della posata). Dopo un po’ il veder trangugiare quell’enorme quantità di “maionese” farà venire la nausea a tutti. Buon appetito.
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