IL CALAMO Lo spirito del diavolo in corpo – perché tutti mentono

Nella 2a lettera ai Tessalonicesi, attribuita a Paolo di Tarso e redatta tra I-II secolo d.C., si parla dell’Anticristo come di una forza maligna non solo antitetica al Cristo Redentore, poiché è suo desiderio minare l’operato salvifico di quest’ultimo nei confronti dell’umanità; l’Anticristo mira a delegittimare l’autorità suprema di Dio, proponendosi esso stesso come il nuovo Dio, a partire dal momento in cui ne usurpa il trono (Cap. II, vv. 3-4). Quanto descritto da Paolo è l’attuazione di un processo di “ambiguazione”. Una sostituzione o mascheramento, insomma: indossare i panni altrui per assumerne l’identità, con lo scopo di ingannare coloro che credono in ciò che vedono, dato che vengono deviati da ciò che non è, poiché solo appare. Un rapporto subdolo di specchi, illusioni e inganni che, di questi tempi, cavalca alla grande. Ha fatto il giro del web la foto del prelato Stephen Klasek di Tullahoma, nel Tennessee, in cui lo si vede intento a battezzare un neonato puntandogli contro una pistola, mentre papà Kyle Nielsen, a distanza di sicurezza Covid-19, sorride, e mamma Mary tiene il pargolo offrendolo divertita alla traiettoria della gettata. Non è un caso isolato: a Detroit padre Tim Pelc usa un bazooka di plastica stile Rambo per “sparare” benedizioni ai suoi fedeli anche in casa (!), mentre Peter Leick, pastore a Wadgassen, diocesi tedesca di Trier, a messa usa nientemeno che lo spazzolone dei gabinetti e rotoli di carta igienica per “ripulire” le anime degli astanti. È solo acqua, è per la tutela della salute, è per gioco, dicono. Per i cristiani il battesimo è il più importante dei sacramenti: simboleggia non solo l’ingresso di un nuovo membro nella comunità, ma ne rappresenta la salvezza eterna. Il battezzato, attraverso un rito di purificazione a mezzo dell’acqua benedetta, indossa vesti bianche e rinasce a nuova vita. Curioso che, tra i tanti oggetti in grado di spruzzare acqua a distanza, per altro già in dotazione dei ministri della Chiesa (tipo l’aspersorio), si siano scelti proprio quelli che simboleggiano l’esatto contrario di ciò che il rito vuole: salvare e purificare. La pistola uccide, mentre lo spazzolone, assolvendo al suo tradizionale servizio, si imbratta con resti di escrementi umani. Quanto all’acqua benedetta, basta citare le parole di Bergoglio quando, ricevuta in dono una bottiglia di whisky da un gruppo di seminaristi scozzesi, in visita in Vaticano l’autunno scorso, disse “Questa è la vera acqua santa!” Frase poi censurata dal video su facebook. Se si dissolve il sacro, deriso e vituperato con toni blasfemi proprio da coloro che per primi dovrebbero tutelarlo, in quanto espressione di una suprema dimensione della dignità umana a prescindere dal credo religioso, si dissolve anche la propensione al sacrificio che ad esso è intimamente connesso (dal latino sacrum facere = operare il sacro). I sacrifici si compiono nel rispetto dei valori e degli ideali che sono alla base della nostra civiltà umana. È questo “pacchetto etico” a dare qualità alla nostra vita, insegnandoci a nutrire rispetto sia per noi stessi, sia per il prossimo, sia per il mondo che ci circonda. Se tale struttura referenziale viene a meno, ne consegue un rifiorire maligno di soli abusi, violenze e menzogne. La degenerazione del sacro, come in un gioco di domino dove a ribaltarsi sono una pedina dopo l’altra, porta alla degenerazione progressiva dell’intera collettività, in cui nessuno è più ciò che dovrebbe essere in base a quanto rappresenta, ma è solo ciò che appare: una mera maschera. Questa è la peggiore premessa ad uno stato di caos diffuso, di cui siamo solo agli esordi. Chi dovrebbe tutelare la legge, diventa il primo a violarla (scandalo dei magistrati), chi è posto a garante di un’istituzione mondiale (la OMS) finisce col fungere da garante di una singola parte (la Cina), guarda caso l’imputata primaria; chi reclama la verità è il primo a manipolarla in difesa dei propri interessi (come nel caso dell’impeachment andato a monte negli USA), chi dovrebbe difendere i cittadini è il primo ad abusare dei loro diritti (la polizia americana) e chi protesta contro la violenza, diventa esso stesso violento (bande di varia nomenclatura, lupi solitari e personaggi sospetti che negli USA stanno per essere bollati a giusto titolo come “responsabili politicizzati”). Le rivolte nelle città americane sono state ascritte con gran zelo di sintesi a delle dinamiche razziali. Ma questa è solo una verità parziale. Secondo uno studio condotto dalla Statista Media Platform, dal 2017 al 2019 il numero di neri uccisi dalla polizia negli USA sarebbe 667 contro ai 1226 bianchi. Esaltare ora un elemento divisivo qual è quello razziale, a fronte di un significativo abbassamento del tasso di disoccupazione nella fase pre-Covid proprio degli afro-americani, può tornare utile a chi spera ora, in piena crisi economica causata dalla pandemia, di far leva su altro per discolparsi e riversare sul proprio avversario politico ogni responsabilità. Certo sarebbe meno saggio sottolineare con altrettanta enfasi che, a capo sia del Minnesota (il governatore Tim Walz) che di Minneapolis (sindaco Jacob Frey), dove l’omicidio di George Floyd è avvenuto e da dove la protesta è divampata, ci sono 2 rappresentati dei democratici. Distogliere, mentire, illudere. Fintanto che la Chiesa continuerà a “giocare”, non ne uscirà nessuno, da questo gigantesco Luna Park globale fatto di specchi e abbagli. A meno che, a darci una dritta, non sarà l’Islam, per cui il sacro, è ancora cosa seria. Anzi, serissima.

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