ETICA E SOCIETÀ Un ponte accademico tra Marrakech e Fiume

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ETICA E SOCIETÀ Un ponte accademico tra Marrakech e Fiume
Foto Shutterstock

Recentemente ho avuto l’eccellente opportunità di essere ospite dell’Università Cadi Ayyad di Marrakech. Non scriverò degli aspetti turistici, gastronomici, culturali, artistici della città dei quali si scrive generalmente. Parlerò soltanto della stupenda esperienza accademica.
Le colleghe e i colleghi mi hanno offerto un’ospitalità e una gentilezza molto attente e cordiali. Il primo contatto è avvenuto all’ufficio internazionale della direzione dell’università. È stata l’occasione per alcune conversazioni molto piacevoli, per conoscere l’ambiente, le persone, le loro prospettive ed i loro progetti. Ed è stato bello apprendere la conversione di desideri, come pure la coscienza comune dell’importanza e non solo della volontà di collaborare. Ho pensato sempre alle università come a una delle risorse principali per avvicinare i popoli, aumentare la comprensione e la conoscenza reciproca, accrescere la coscienza di una comune umanità. Già in queste prime conversazioni ho capito che il viaggio sarebbe stato promettente. È stata anche un’occasione per parlare di Fiume, della sua peculiare posizione geografica e della sua storia complessa.

Ma la mia sede naturale è la Facoltà di Lettere e Filosofia, ovviamente. Non vedevo l’ora di raggiungerla, per dialogare con i colleghi. E, in effetti, non sono rimasto deluso. Al contrario, questi contatti mi lasciano dei ricordi che rimarranno impressi. Nuovamente, una grandissima ospitalità. Scambio di idee, voglia di trovare intersezioni, voglia di capire quali sono i temi di ricerca nei quali ci possiamo incontrare. I colleghi hanno elencato alcuni temi e autori che mi erano meno conosciuti, o anche sconosciuti. Alcuni autori nominati, dei quali si occupano, sono stati, invece, per me un’occasione bella per ricordare il master in logica e metodologia della scienza che ho concluso, ormai qualche decennio fa. Quando gli autori della loro tradizione erano una parte essenziale del programma di storia della logica.

Altri autori nominati sono comuni, perché fanno parte del curriculum che insegno e del mio programma di ricerca. Le intersezioni sono sufficienti per avere uno stimolo forte per continuare a collaborare. E le cose che ignoro, tra ciò che i miei colleghi di Marrakech conoscono, sono sufficienti per stimolare la mia curiosità e la voglia di approfondimento. Ho trovato molto interessanti anche alcune situazioni comuni che incontriamo nella didattica. Ad esempio, un collega mi ha detto di incontrare l’opposizione di alcune studentesse al pensiero di Aristotele, giudicato misogino.

Si tratta di un tema frequente presso molte università occidentali. Il problema che incontriamo noi è quello di valutare i classici, alla luce di come percepiamo oggi l’uguaglianza tra le persone. Qui l’elenco è lungo e vi troviamo nomi irrinunciabili. In alcuni casi si richiede semplicemente di abolirli dai programmi scolastici e universitari. Forse qualcuno ricorda l’editoriale nel quale criticavo una docente americana che, invece, si vantava, per essere riuscita a far escludere Omero dal programma scolastico. In altri casi, la richiesta è di abolire alcune parti del pensiero dei classici (quelle misogine, razziste, discriminatorie, o valutate tali). Sono convinto, invece, che sia necessario confrontarsi con tutte le parti delle teorie o opere d’arte delle colonne del pensiero dell’umanità. È utile per vari motivi. Capire che anche i geni possono sbagliare. Comprendere che i pregiudizi e gli stereotipi ingannano anche le menti più eccelse. Rendersi conto del fatto che ogni generazione deve contribuire al progresso con il pensiero critico. Il che vuol dire migliorare e non rigettare la tradizione.

È da dopo la conversazione su Aristotele che sto pensando di proporre ai colleghi di Marrakech un piccolo convegno sul tema – come insegnare i classici, avendo presente il valore dell’uguaglianza di tutte le persone.

Concludo con un episodio particolarmente bello. Uno dei colleghi ha invitato mia moglie e me a un concerto privato di musica andalusa medievale. Grande musica e grande ospitalità, anche lì. Belle conversazioni ed eccellenti dolci e thè dopo il concerto. Il modo come Goga ed io siamo stati ospitati in quest’occasione è stato commovente.
Viaggiare è molto importante, per imparare, capire e conoscersi.

*Professore ordinario di Filosofia Politica

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