ETICA E SOCIETÀ Prudenza, ma non panico

Foto: Pixsell

Il coronavirus COVID-19 è, ormai, geograficamente, vicino a Fiume. Quando questo articolo sarà accessibile ai lettori si saprà con certezza se i sospetti saranno confermati, o meno. Così come saranno noti altri aggiornamenti. Al momento, mentre scrivo, in Italia sono contagiate più di 300 persone, in dieci Regioni. Le misure sanitarie divengono gradualmente più severe.
Nel frattempo, dobbiamo esseri pronti a una probabile convivenza con questo virus, per un periodo. Non ho cose particolarmente originali da dire, ma offro il mio contributo di persona che ha accesso ai media per sostenere quanto sostengono gli scienziati, gli esperti e le istituzioni competenti.
In primo luogo, penso sia utile leggere le informazioni fornite dal Ministero della Salute, in Croazia, che si possono trovare, ad esempio, sul sito https://www.tportal.hr/vijesti/clanak/ministarstvo-zdravstva-objavilo-video-i-letak-sve-sto-treba-znati-o-koronavirusu-20200223.
Purtroppo, si tratta di un virus nuovo e le risorse per combatterlo non sono molte. Il vaccino ancora non c’è, e non ci sarà per parecchio tempo, così come non ci sono dei trattamenti efficaci. Le migliori risorse che abbiamo sono la disciplina e seguire le indicazioni su come rendere meno agevole la diffusione del contagio. L’igiene personale è importantissima e si consiglia di evitare i contatti non necessari.
Come detto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, si confida sulla collaborazione dei cittadini, ma non si evitano misure restrittive sostenute dalla forze dello Stato, ovvero forze dell’ordine ed, eventualmente, dall’Esercito. Lo possiamo leggere su https://www.corriere.it/cronache/20_febbraio_22/coronavirus-conte-impedire-l-allontanamento-focolai-9c506950-55c2-11ea-8418-2150c9ca483e.shtml. Nel frattempo, ho sentito alla televisione che c’è già stata una persona che ha avuto la “bella” idea di uscire dal territorio per il quale è prevista la limitazione nei movimenti. La speranza è che ciò non abbia delle conseguenze per la comunità, ma pure che simili atti non si ripetano. In considerazione delle poche risorse delle quali disponiamo al momento, per contenere il contagio, è importante applicare con la massima disciplina quelle che possediamo. Al momento, è questo il modo principale per esibire il proprio senso civico, il patriottismo e la solidarietà con l’umanità.
È importante, pure, mantenere un atteggiamento ragionevole. Il virus non è una sentenza. Nella maggior parte dei casi, le sue manifestazioni non sono gravi. L’invito è espresso, ad esempio, da Maria Rita Gismondo, direttrice responsabile di Macrobiologia clinica, Virologia e Diagnostica Bioemergenze dell’ospedale Luigi Sacco di Milano. Le sue parole sono: “Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale”. Lo possiamo vedere su https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/20_febbraio_23/coronavirus-direttrice-laboratorio-sacco-non-esagerate-state-calmi-follia-che-fara-male-72442dca-562d-11ea-b447-d9646dbdb12a.shtml. Prudenza e serietà, quindi, ma non panico e paura.
È fondamentale essere informati bene. L’ho già detto e scritto iteratamente, fino alla noia, ma ora è proprio il caso di ripetere quanto rimarcato, in questo periodo, da fonti autorevoli. Non si devono fare ricerche incontrollate sulla Rete. Probabilmente si moltiplicheranno disinformazioni, notizie false, teorie del complotto… Cerchiamo, allora, di consultare soltanto le fonti che sono sostenute da autorità scientifica. Queste sono le istituzioni scientifiche, oppure, istituzioni che hanno la capacità di sintetizzare e trasmettere le conoscenze scientifiche, come, ad esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, o il Ministero della Salute.
Il virus si è democratizzato, nel senso che colpisce e viene trasmesso da persone di origine etnica, razziale e sociale diversa. Spero che, anche se indesiderato e da estirpare al più presto, sia utile a ricordarci la nostra comune umanità, che distingue la nostra comune vulnerabilità e ad affermare la solidarietà reciproca.

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