Alla celebrazione dei 140 anni dell’edificio del nostro teatro fiumano, oltre ad aver ascoltato il Nabucco, ci è stata offerta una rassegna storica, con le diverse epoche e con le diverse denominazioni. Sottolineo la lodevole inclusività nelle descrizioni, con la presentazione in forma bilingue e la valorizzazione della presenza e dei contributi anche della componente italiana. L’orientamento inclusivo è coerente con l’idea di teatro sensibile socialmente, come appare anche nel repertorio della sovrintendente Dubravka Vrgoč. Bello ricordare altri contributi all’inclusività nella società civile della nostra regione, ad esempio nella nostra arcidiocesi e da parte dell’arcivescovo Mate Uzinić.
A volte, invece, non comprendo le omissioni dei e delle rappresentanti delle istituzioni politiche. Spiegherò le mie difficoltà di comprensione con l’esempio di un discorso della sindaca di Pisino, Suzana Jašić. Parlo del discorso nella seduta solenne del Consiglio comunale dedicata all’82esimo anniversario delle Decisioni di Pisino del 13 settembre 1943. L’illustrazione mi sembra importante, poiché il partito della sindaca è generalmente attento all’inclusività.
Non vedo problemi in quello che la sindaca ha detto, ma nelle omissioni. La sindaca ha fatto molto bene a ricordare il male rappresentato dal fascismo. È pertinente pure rammentare che in Istria (e non solo) questo si è manifestato anche come oppressione nazionale. È stato utile menzionare gli orrendi pensieri di Mussolini sulle popolazioni slave, vergognosamente valutate da questi, direi, in una dimensione subumana (l’atteggiamento inclusivo deve essere bi o multilaterale, e, pertanto, sarebbe saggio se questi pensieri sciagurati fossero ricordati con regolarità pubblicamente anche dalle istituzioni della CNI).
È importante celebrare la sconfitta del fascismo. Il pensiero è stato espresso anche dalla presidente del Governo italiano, Giorgia Meloni, dicendo che la sconfitta del fascismo era la condizione necessaria per la nascita della democrazia. Non vedo come l’idea possa essere controversa.
Ma credo ci sia stata un’omissione importante nel discorso della sindaca. Ritorno al tema dell’inclusività rivolta alla CNI. Non vedo come in Istria si possa parlare in modo equo e completo di sconfitta del fascismo senza nominare il contributo della parte antifascista italiana. Spero che quest’omissione sia rimediata in futuro.
Ma temo di riscontare inibizioni simili anche nella timidezza su tali temi nelle istituzioni CNI e in chi le rappresenta. E omettere di affermare il contributo della propria comunità alla vittoria in una guerra riconosciuta quale giusta nel mondo democratico appare un atto masochista.
Ma mi discosto, ora, dal tema dell’inclusività nazionale, per esprimere alcune idee sulla celebrazione della sconfitta del fascismo in generale. Questa deve essere espressa ricordando anche i crimini commessi da persone schierate contro questo ordinamento repressivo. Ma qui sottolineo soprattutto la necessità delle riflessioni su quanto il crollo del fascismo abbia portato a società libere. La risposta è positiva in Austria, Germania e Italia. Ma non si può dirlo per la Jugoslavia. Credo che, nel nome dell’inclusività, in questo caso di tutte le persone che ne hanno sofferto e dei loro discendenti, sia importante evidenziare le speranze di libertà tradite dopo la sconfitta del fascismo.
In effetti, la sindaca ha qualificato le parti coinvolte nelle guerre come non giudicabili moralmente in modo univoco. E ha menzionato anche le repressioni in Jugoslavia. Ma questi fatti non sono stati solo errori o deviazioni, bensì componenti strutturali di questo sistema politico. Dopo il crollo di un ordinamento strutturalmente pessimo e brutale (com’era il fascismo) si è affermata una nuova realtà repressiva e violenta (anche se un’analisi storica completa deve analizzare la diversità e l’evoluzione delle fasi della Jugoslavia). Credo che affermazioni pubbliche simili siano indispensabili per una società (non solo nazionalmente) inclusiva. E pure per una sinistra che possa fronteggiare in modo effettivo le resurrezioni di nostalgie fasciste. Il pensiero è importante anche per la CNI, che, come ogni persona e comunità, deve affermare il valore della sconfitta del fascismo, ricordando che questa non è stata seguita in Jugoslavia dall’affermazione di una società libera.
*Professore ordinario di Filosofia Politica
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