ETICA E SOCIETÀ Inclusione e voglia d’eccellenza

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ETICA E SOCIETÀ Inclusione e voglia d’eccellenza
Foto Mauro Bernes

Le amministrative a Fiume si sono concluse con una vittoria convincente della candidata Iva Rinčić, ora sindaca. Meno schiacciante l’affermazione del nuovo presidente della Contea, Ivica Lukanović, ma anche la sua vittoria è stata tranquilla. Vedremo in quale direzione procederanno la città e la regione. Per ora, è cambiata la provenienza politica della sindaca, non più socialdemocratica, e sono mutati gli equilibri nel Consiglio comunale, con l’SDP ridotto a sole tre presenze. Tuttavia, non credo si possa parlare di una rivoluzione sul piano dei valori politici, né di una svolta a destra. Questo è quanto traspare dagli interventi delle principali figure politiche nella serata del ballottaggio, dopo l’annuncio dei risultati. Tutti i saluti e i messaggi sono stati sereni e inclusivi. Hanno parlato così la nuova sindaca, il nuovo presidente della Regione, il sindaco uscente e i rappresentanti dell’HDZ, senza euforia e rivolgendosi allo stesso modo a tutte le cittadine e a tutti i cittadini. Se si volesse pensare che questo atteggiamento non sia particolarmente indicativo, si considerino i messaggi rivolti in altre città.

L’inclusività, peraltro, per una città propulsiva, non deve abbracciare solo la popolazione originaria, ma anche chiunque desideri portare novità e occasioni di sviluppo. Così è stato negli anni d’oro di Fiume. Le opportunità nel contesto attuale si possono cogliere nell’ambito dell’arte, soprattutto con il teatro, e della ricerca scientifica, con l’università. Ci sono opportunità anche nel campo economico, purché si favorisca l’inserimento di chi desidera creare e investire. Tuttavia, perché l’afflusso di nuove persone sia veramente fruttuoso, è necessario che la città possieda un’identità chiara, capace di offrire una cornice accogliente in modo attivo e non casuale, insieme a una visione di sviluppo coerente, affinché le novità non risultino frammentarie o incoerenti. Attualmente, mancano sia un’identità definita sia un’idea precisa di sviluppo. L’idea che propongo è questa: fare il meglio possibile partendo da dove si è, risvegliando l’energia di chi è già presente e accogliendo chi vuole portare nuovi impulsi.

Direi che, nella notte del ballottaggio, l’atteggiamento sereno mostrato dalla nuova sindaca e dal presidente della Regione ha trasmesso la volontà di analizzare lo stato attuale, rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro. Non sono un profeta, quindi non so come si evolverà la situazione, ma auspicando il bene della città e della regione, non posso che augurare a lei e a lui i migliori successi.

Tuttavia, sarebbe un errore da parte delle cittadine e dei cittadini limitarsi ad aspettare che siano solo le figure al vertice a promuovere la rinascita di una città assopita. Una città è vitale solo se la sua popolazione è impegnata nella costruzione della qualità della vita e della crescita comuni, ispirandosi all’eccellenza in vari ambiti. Con uno sguardo attento ai criteri di valore internazionali e a una rete di collaborazioni non solo nazionali, ma anche internazionali (per Fiume, mi pare naturale dirlo, soprattutto nello spazio dell’Europa Centrale e del Mediterraneo settentrionale). Nel settore economico-produttivo, nell’arte, nella ricerca scientifica, nelle soluzioni urbanistiche, nell’accoglienza turistica, nella gastronomia, nella civiltà dei rapporti tra le persone e nello spirito comunitario (che rispetta le diversità e le libertà individuali).

Il discorso è solo parzialmente elitista. Penso anche a valori realizzabili nella quotidianità, dove basta un atteggiamento umano e solidale nei confronti di chi ci è vicino. Anche qui si può coltivare l’eccellenza. Da questo punto di vista, è lodevole, ad esempio, il lavoro delle persone del Comitato di quartiere della zona dove vivo, Cosala. Ho rappresentato con piacere la CI durante la Giornata del rione, quando è stato consegnato un riconoscimento all’istituzione. In quell’occasione, si è esibito anche il nostro coro. L’atmosfera, sostenuta dal presidente del Comitato Kristian Starčić e dal vicepresidente Filip Jakovac, è stata molto cordiale. Quando parlo di una città in evoluzione, penso anche a queste situazioni, dove le persone si incontrano in iniziative di vita comune. Serve molto impegno da parte di chi organizza o coordina queste occasioni. A tutte le altre persone si richiede solo la buona volontà ed esserci.

*Professore ordinario di Filosofia Politica

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