Elezioni a Fiume. Come vada, si cambia

Foto Roni Brmalj

L’appuntamento con le elezioni amministrative 2021 è fissato per il 16 maggio. Sarà uno di quelli che faranno versare i proverbiali fiumi d’inchiostro che l’attualità ha trasformato in caratteri postati sui profili social alla ricerca di un like in più e di quella condivisione capace di far diventare il messaggio virale. In tempi di lockdown, per gli appassionati la Rete è diventata la piazza, ha sostituito il bar che li vedeva tenere banco con le loro analisi, più o meno attinenti; per i candidati in cerca di conferme il numero di follower potrebbe tradursi in numero di voti e fare la differenza nella corsa alla poltrona di sindaco. Lo scenario è più o meno lo stesso in tutte le Regioni, Città o Comuni, in alcune realtà però si presenta più interessante che in altre. A Fiume, dopo più di 20 anni tutto sta per cambiare. Una volta proclamati i risultati delle elezioni 2021 per il capoluogo quarnerino si concluderà un’epoca; fatte le consegne, Vojko Obersnel dirà addio al suo ufficio in Corso 16.
Scontato dire che il suo auspicio è che tutto avvenga all’insegna della continuità, con una stretta di mano con chi da otto anni è al suo fianco nel ruolo di vicesindaco, Marko Filipović. Le statistiche che parlano di maggioranza dei voti tradizionalmente orientati a sinistra, con una significativa preferenza per l’SDP, sulla carta dovrebbero infondere tranquillità; ma… quanto peso hanno nel 2021 le previsioni basate su quanto avveniva in tempi di vecchia normalità quando nei seggi elettorali si sceglieva il candidato per effetto di un vincolo quasi emotivo con il simbolo che accompagna il nome? La domanda e il dubbio che ne consegue non sono banali e alcune recenti battute non propriamente in stile buonista sembrano confermarlo. In tempi in cui la libertà di scelta è sempre più imbrigliata da mille regole e influenzata da algoritmi pensati per suggerire la direzione da prendere, la segretezza del seggio elettorale diventa un’occasione rara, da non sciupare. Lo sanno gli elettori e lo sanno i partiti. Risultato: un proliferare di candidati mai visto prima. Ad oggi siamo a sette, l’ottavo è scontato e nessuno scommette che il filone si sia esaurito. Dopo i primi annunci di candidatura giunti già all’indomani delle Parlamentari 2020 sulla scia del successo ottenuto in quell’occasione, si è registrata, nell’area del centrosinistra, una tendenza a rompere alleanze più o meno formali, più o meno consolidate, e a correre in solitaria. Altri ancora sono scesi in campo confermando le attese oppure destando sorpresa, ma trovando un buon riscontro da parte di chi da tempo chiede che le cose cambino, questa volta proponendosi in forma organizzata e dando apertamente il proprio endorsement a un candidato. La lista comprende pertanto, oltre al già citato Marko Filipović in quota SDP, Marin Miletić del Most, Katarina Peović di Radnička fronta, Nikola Ivaniš per il PGS, Ana Blečić Jelenović della Lista per Fiume, Hrvoje Burić (Bura) e Davor Štimac, unico indipendente che gode però del sostegno dell’associazione GPS (Građani prije svega), un think tank che si presenta come “un correttivo” del potere. Scontato che a breve la lista si allungherà con il nome del candidato dell’HDZ. Il coro di voci ufficiose vorrebbe già iscrivere nella casella quello di Denis Vukorepa, direttore esecutivo dell’Autorità portuale, con un passato da dirigente del Porto di Fiume, ma al momento non trova conferme ufficiali in tal senso. In casa HDZ sono fermi nel ribadire: si saprà tutto in tempo. Le elezioni non sono dietro l’angolo e al momento le priorità sono altre, a cominciare dalla ricostruzione delle aree terremotate.
Il dibattito è aperto e l’esito è tutt’altro che scontato. Affidarsi ai sondaggi potrebbe rivelarsi un errore, certo è che questa volta la noia non sarà di casa a Fiume. Saranno le elezioni della svolta? Lo decideranno gli elettori il 16 maggio, giorno in cui non è detto che si abbia già il nome del nuovo sindaco – forse bisognerà attendere il ballottaggio –, ma di certo saranno noti gli equilibri nel Consiglio municipale. Ed è da questi che dipenderanno molte cose, a iniziare dalle posizioni delle forze politiche – e delle liste civiche – al tavolo delle trattative. Il sindaco, è vero, ha i suoi poteri, ma ha anche bisogno di una maggioranza in Consiglio…

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