L’INTERVENTO La pandemia e il ruolo della politica

Wolfgang Kubicki

Uno dei politici che ha deciso coraggiosamente e apertamente di parlare del ruolo della politica e dei partiti nel periodo della pandemia è Wolfgang Kubicki, economista, avvocato e vicepresidente del Partito Liberale Democratico tedesco (FDP). Kubicki nel 2017 ricopriva la carica di vicepresidente del Bundestag. Nel suo libro intitolato “La libertà schiacciata – come un virus mina il nostro ordinamento costituzionale”, ha messo in discussione l’ordine costituzionale in Germania. In questo periodo di pandemia ci sono poche notizie su come si stia comportando la politica e quale sia la linea di alcuni partiti. Kubicki mette in guardia sulle conseguenze delle tattiche politiche intimidatorie del governo federale e sull’ignoranza di molta gente, rilevando che siamo di fronte a un tentativo di repressione che mina il sistema giuridico. Wolfgang Kubicki il 12 giugno 2021 alla conferenza del partito FDP, tra l’altro, ha dichiarato: “A un certo punto ti senti come l’asino con una carota tenuta davanti al naso”. Con queste parole Kubicki ha lasciato trasparire la sua opinione sulla politica del governo federale nell’emergenza coronavirus. “Si pongono sempre nuovi obiettivi, il che significa che sono emotivamente e di fatto sempre più lontani dalla gente. La paura è la forza trainante delle misure”, ha affermato il leader dell’FDP. “La paura è stata particolarmente pronunciata durante la pandemia, il che ha reso più facile l’applicazione delle norme. Ero preoccupato che il valore della Costituzione non fosse più riconosciuto in quei giorni, persino frainteso”, ha detto il politico dell’FDP, ripensando all’azione politica all’inizio della pandemia nella primavera del 2020. “Chi vuole ingannare le persone in modo così audace, distrugge la fiducia nel discorso pubblico quale base del nostro ordinamento che fa leva sulla libertà”, ha sostenuto Kubicki. Questa è una delle contraddizioni che traspare dalla visione e dalle affermazioni di Kubicki, specie là dove stigmatizza il “brutale abbandono” non solo degli anziani, ma anche delle generazioni più giovani a causa della politica dettata dal coronavirus. Le persone nelle case di riposo sono state “rinchiuse” invece di essere efficacemente protette: “Alla fine si è scoperto che non era il virus il responsabile della chiusura degli assistiti, ma il governo federale”, ha fatto notare Kubicki. Di fronte alle numerose voci che hanno accolto e sostenuto questo andamento, l’esponente politico si è chiesto: “Se la Costituzione non si applica più, cosa si applica invece?”. Il deputato dell’FDP ha così concluso: “L’immagine filantropica della Carta fondamentale, che ovviamente deve anche essere una linea guida vincolante per tutti quanti sono chiamati a prendere decisioni politiche, è stata calpestata nella crisi innescata dal coronavirus per ragioni di opportunità politica”. Con la sua politica sulla pandemia, il governo federale “non di rado ha superato i limiti legali”: “È successo in parte per motivi di dilettantismo e ignoranza, ma anche intenzionalmente”. Kubicki ha affermato che nell’ambito della crisi innescata dal coronavirus “varie parti hanno cercato” di “abbattere l’ordine costituzionale della Repubblica federale”. Si è rammaricato in questo contesto che, a fronte a ciò, “sono stati pochissimi quelli che hanno sostenuto fermamente i valori democratici”.
Non ha citato tutti quelli che in questo Paese hanno fatto proprio questo dalla primavera 2020, con la Legge fondamentale in mano, nelle strade e nelle piazze, in varie forme. Per questo motivo tali persone sono state diffamate e a volte anche picchiate e arrestate dalla Polizia. Alla fine l’ex vicepresidente del Bundestag ha avvertito chiaramente: “In uno Stato dove regna l’arbitrarietà e dove i principi giuridici sono soggetti a considerazioni politiche, la libertà muore”.

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