La faccenda si ripete. Come per Natale, così anche per Pasqua. Pola fa di tutto per non smentirsi e, da medico curante, ci tiene sempre alla linea dei suoi cittadini più anziani. Mentre tantissime altre Città e Comuni di Croazia si lanciano nello sperpero e non hanno cura della salute dei nonni, da noi al Municipio continuano a mantenere la festività a livello superiore, offrendo la dovuta ferrea disciplina dietetica. Possibilmente niente cioccolata, niente colombe e buoni soltanto per chi realmente vive la quotidianità a livello di massima indigenza – persone sole con meno di 399 euro di quiescenza o domicili con meno di 336 euro pro capite – che potendo contare sull’assegno da 80 euro, non andranno a sperperarlo in uova pasquali, ma a comprarsi l’essenziale, che non incide sull’elevamento del tasso di colesterolo. Per tutti gli altri solo pura e autentica gioia di vivere la festività, grazie a questo atteggiamento di nobiltà della Città di Pola, che trasforma la tradizione cristiana, di per sè caritatevole, in un austero e protratto digiuno quaresimale. Ma bravi davvero. Audaci rispetto ad altre unità d’autogoverno locale per il solo fatto di saper abbinare condizioni frugali e colesterolo zero. La motivazione? La cioccolata fa male e la colomba gonfia. Ma è anche giusto non elargire bonus. Dopo tutto Pasqua è solo consumismo. Nonostante i tentativi di Pola per un approccio più parco e consapevole, la Pasqua rimane un evento caratterizzato da alti consumi, spesso sproporzionati rispetto alle esigenze reali. Ci vuole un calmiere che non tutti sanno apprezzare. A Pola la spesa per il pranzo pasquale è vista come una forte incidenza sul budget familiare, tanto vale non incoraggiare la mentalità dello spendere e spandere e indirizzarsi verso un comportamento sociale giudizioso e alternativo. D’altra parte, chi ha bisogno di un uovo di Pasqua quando si può detenere la consapevolezza di aver contribuito al pareggio di bilancio municipale e al risparmio dei soldi pubblici?
Tanta è la parsimonia di Pola che per crederci e prenderne atto per davvero, va sempre individuato il paragone con le Città e i Comuni irriverenti. Rovigno, che evidentemente ci tiene all’obesità, verserà 75 euro a tutti i pensionati – la stragrande maggioranza – con una quiescenza che non supera gli 800 euro. Peggio di prima, perché a Natale avevano fatto altrettanto, soltanto per coloro che non percepivano più di 550 euro. Albona non esagera in questa maniera, ma investe comunque nell’ipercolesterolemia: 120 euro per i pensionati con meno di 200 euro di introito mensile; 80 euro per quelli con retribuzioni da 200 a 300; quindi 70 per chi ne riceve da 300 a 400 e 60 euro per i pensionati che vivono con 400-600 euro al mese. Nota bene: in nessun caso si va a sindacare se si tratta di anziani soli o in famiglia. Usciamo un attimo dall’Istria, la super-sviluppata di Croazia, per spiare un po’ il resto della Nazione. Osijek, città slavone, non esattamente omaggiata da guadagni turistici, con oltre 96mila abitanti, sta distribuendo a destra e a manca buoni pasquali da un minimo di 60 ad un massimo di 120 euro, a tutti i suoi pensionati con quiescenza inferiore ai 520 euro. Un budget cittadino da ben 600mila euro finirà dilapidato a tavola nella domenica pasquale. Poco saggi e previdenti anche a Slavonski Brod (45mila abitanti), dove si elargiranno buoni a tutti gli anziani single con pensione fino a 540 euro, come pure ai non single con entrate fino a 440. Nell’elenco degli scialacquatori di risorse pubbliche vi è poi Varaždin (43mila abitanti), che sparpaglierà buoni da 60-75 euro, a tutti gli anziani che non nuotano nei soldi, ossia con non più di 650 euro mensili. E la Città di Fiume? In palio 70 euro per 1.400 beneficiari, la maggior parte con pensioni basse, con ciò che non è dato a sapere “quanto” basse. Andiamo a scendere dal Monte Maggiore, tornando in Istria per una tournée attraverso i comuni. I nostri vicini di casa a Dignano, con non più di 600 euro di pensione, faranno invidia agli anziani di Pola sventolando tagliandi da 50 euro? Finiranno per amare gli alti valori della massima festività cristiana assieme agli alti valori del colesterolo, della pressione e del tasso glicemico. Peggio per loro. Male per tutti anche a Valle tra colombe e uova da comprare con 40 euro, mentre i pensionati più poveri (con meno di 400 euro mensili), di euro, ne riceveranno 50. E mentre Gimino non si preoccupa manco del censo – 30 euro per tutti i quiescenti e punto – Fasana perde tempo in alta matematica con gratifiche che partono da un minimo di 100 ad un massimo di 140 euro per anziani con assegnazioni pensionistiche che vanno fino a 700 euro. Indigestione pasquale assicurata. Quanto a Medolino. É una vergogna: 50 euro per tutti i pensionati, anche se proprietari di 8 appartamenti turistici. Invero imbarazzante.
Pola è diversa, autentica, impareggiabile, dedita ai valori spirituali. Premia la memoria con il “ricordatevi quando eravate più giovani e c’era l’uovo con la pinza” e ci dice “meno abbiamo e più ci sentiamo leggeri… di stomaco. Per l’ennesima volta, Grazie Città
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