Censimento. Il futuro dipende da noi

Foto: Davor Puklavec/PIXSELL

Per le comunità nazionali minoritarie ogni censimento della popolazione rappresenta una sfida e un potenziale pericolo che non va mai sottovalutato. I fattori determinanti, in senso positivo e negativo, sono molteplici e sempre complessi e solo un’attenta politica nazionale volta a incentivare l’interesse e l’orgoglio di esprimere l’appartenenza nazionale italiana può evitare che il pericolo dell’assimilazione abbia il sopravvento, innescando un processo irrecuperabile. L’appartenenza nazionale e linguistica è da sempre un qualcosa di estremamente mutevole, soprattutto nelle aree di confine, e va quindi attentamente preservata e salvaguardata con azioni concrete volte perlomeno a contenere i tanti rischi che corre l’esistenza di ogni minoranza.
Dobbiamo affrontare il censimento con grande senso di responsabilità e spirito di appartenenza nazionale italiana dato che i suoi risultati avranno inevitabilmente delle pesanti implicazioni in tanti campi di primaria importanza per il mantenimento delle nostre associazioni e istituzioni e in generale dei nostri diritti come italiani residenti nella Repubblica di Croazia. Credo sia fondamentale in questo senso organizzare una capillare campagna di sensibilizzazione per informare dettagliatamente i nostri connazionali sull’importanza di dichiararsi di nazionalità e di madrelingua italiane.
Tutti devono essere coscienti che i diritti di cui godiamo non dipendono soltanto dalla nostra presenza storica sul territorio, ma scaturiscono anche dall’ufficiale presenza numerica oggi. Una nostra consistente diminuzione porterà inevitabilmente al pericolo di tagli dei diritti e dei finanziamenti e credo che molti non si rendano minimamente conto del grande rischio che stiamo correndo e di quanto sia importante affermare la nostra presenza numerica nella Repubblica di Croazia e lo stesso naturalmente vale anche in Slovenia. Dai risultati del censimento dipenderà il mantenimento di molti dei diritti della CNI ed è quindi di primaria valenza confermare la nostra presenza numerica. Si tratta di garantire la continuità dell’identità italiana nei nostri territori non solo a parole, ma con dati demografici ufficiali e inconfutabili. Una sensibile riduzione del numero di italiani nella Repubblica di Croazia significherà fatalmente un ridimensionamento dei diritti collettivi riconosciuti in base alla nostra quota nella popolazione totale. Dalla nostra situazione numerica dipenderà il mantenimento del bilinguismo come pure la garanzia di una rappresentanza italiana negli organi amministrativi a livello regionale e locale e queste sono questioni che influiscono sulla vita di tutti noi, nessuno escluso.
L’obiettivo è continuare a essere una comunità nazionale che conta e per farlo ci vogliono i numeri. Se mancheranno significherà che siamo diventati irrilevanti con tutte le implicazioni che ciò comporta. Senza una copertura reale come numero di connazionali perderemo la credibilità e la valenza che storicamente godiamo e che non è possibile mantenere nel tempo senza una presenza reale oggi sul territorio. Durante il periodo jugoslavo fu costante la flessione storica dell’elemento nazionale italiano in Istria, Quarnero e Dalmazia. Di censimento in censimento i numeri si fecero sempre più sconfortanti fino al minimo registrato nel censimento del 1981. Una netta inversione di tendenza si ebbe però nel 1991, in seguito alle trasformazioni democratiche, con una riaffermazione ufficiale della presenza italiana che testimoniò quanto fossero ancora sentite la lingua, la cultura e l’identità italiane a prescindere dai trend negativi dei censimenti jugoslavi. Molti riscoprirono l’importanza della propria appartenenza nazionale e linguistica che ora potevano essere espresse liberamente senza impedimenti di carattere politico.
Oggi, a distanza di trent’anni da quella ritrovata appartenenza italiana siamo di nuovo chiamati ad affermare con orgoglio la nostra coscienza nazionale e linguistica. Farlo è indispensabile come esigenza storica, per ribadire che l’identità italiana dell’Istria, del Quarnero e della Dalmazia è ancora viva, e come scelta di responsabilità in nome delle tante battaglie politiche condotte che ora non possono essere vanificate nel segno dell’indifferenza e dell’egoismo individuale. Il futuro della Comunità Nazionale Italiana dipende soltanto da noi. Quindi, dichiariamoci con orgoglio italiani per garantire il mantenimento dei nostri diritti alle future generazioni, per ribadire la nostra rilevanza nella società croata e per contribuire al clima di convivenza tra popoli e nazioni alla base dell’odierna identità europea.

*direttore del Centro di ricerche storiche di Rovigno

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