Il 2025 è un anno importante per il rinomato pianista liburnico Zvjezdan Ružić: in agosto ha avuto un concerto di successo sulla Scena estiva di Abbazia, dove ha presentato il suo ultimo progetto musicale “A storm in a teacup”, mentre lunedì 6 ottobre alle ore 20 al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume proporrà al pubblico un programma speciale, intitolato “Playlista mog djetinjstva” (La playlist della mia infanzia) con il quale celebrerà il decimo anniversario dell’uscita del suo album di debutto “The Knightingale Cabaret”, ovvero l’inizio del suo progetto d’autore Zvjezdan Ružić Sextet.
Un progetto particolare
Il concerto è stato concepito in maniera particolare, in quanto non sarà basato sui brani tratti dal succitato album, bensì sulla musica che ha segnato l’infanzia di Zvjezdan e che ha acceso in lui la scintilla d’amore per il magico mondo dei suoni. Sul palcoscenico del Teatro fiumano verranno così proposti evergreen e successi indimenticabili della scena musicale di questa parte d’Europa della seconda metà del XX secolo, il tutto con la partecipazione del Coro giovanile “Josip Kaplan” e del Coro da camera “Val”, entrambi diretti da Doris Kovačić.
“Mio papà aveva a casa un impianto stereo Hitachi con giradischi e cassetta e quando ero piccolo usavo registrare canzoni che venivano riprodotte dalle stazioni radio e creare delle compilazioni – ci ha spiegato Zvjezdan –. La mia infanzia e adolescenza erano segnate in primo luogo dalle canzoni provenienti da questi territori, in minore misura dalla musica straniera. Uno dei gruppi che ascoltavo di più erano i ‘Bijelo dugme’. L’idea di realizzare un concerto di questo tipo mi era venuta già nel 2016, ma all’epoca non avevo ancora abbastanza fiducia in me stesso. Quest’anno, in cui ricorre il decimo anniversario del mio album di debutto, ho voluto celebrare in maniera diversa, ovvero realizzando l’idea delle canzoni che mi hanno segnato arrangiate a modo mio. Ho deciso di non forzare nulla. Mi sono messo in contatto con Doris Kovačić, direttrice artistica dei cori ‘Josip Kaplan’ e ‘Val’, bravissima nel suo lavoro, che conosco da molti anni, per chiederle se volesse prendere parte al progetto. Avevo deciso che se si fosse rifiutata questo sarebbe stato il segnale di lasciar perdere e di fare un concerto con i miei brani d’autore e senza il coro. Per fortuna, ha acconsentito di imbarcarsi in quest’avventura, il che vuol dire che questo è il momento giusto per realizzare l’idea”.
Diverse generazioni messe insieme
“Ho voluto mettere insieme diverse generazioni – ha proseguito Ružić –, quindi non soltanto i giovani del ‘Kaplan’ ma anche i coristi più maturi del ‘Val’, in quanto la mia playlist si compone di canzoni che hanno segnato più generazioni, come ‘Pristao sam biću sve što hoće’ dei ‘Bijelo dugme’, ‘Da sam ja netko’ degli ‘Index’, ‘Za koji život treba da se rodim’ dei ‘Time’ e di Dado Topić, ‘Par godina za nas’ degli ‘EKV’, ‘Soba 23’ dei ‘Denis&Denis’, ecc. Visto che ultimamente ho messo un po’ in disparte il jazz e mi sono concentrato sulla musica da film, gli arrangiamenti saranno una via di mezzo tra il ‘vecchio’ e il ‘nuovo’ me. Ci saranno quindi elementi jazz, ma non molti, prevarrà un suono cinematografico, la batteria avrà degli elementi aggiuntivi. Il coro canterà i ritornelli e il tutto sarà molto emotivo, l’accento sarà proprio sull’emozione. Verranno proposte dodici canzoni che a mio avviso possiedono un valore artistico. Non mi interessava selezionare i brani più celebri, bensì quelli che hanno un significato per me. Credo che anche per il pubblico sarà una serata piena di emozioni e che si uniranno al coro nel canto”.
Il coro come una reminiscenza
“Nei miei arrangiamenti ho concepito la parte del coro come una reminiscenza del passato – ha osservato –. Non abbiamo avuto molto tempo per preparare questo progetto, in quanto mi sono dedicato agli arrangiamenti soltanto dopo il mio grande concerto abbaziano di agosto. Non avevo bisogno di molto tempo per scrivere gli arrangiamenti, sono soltanto sgorgati dalla mia mente visto che tutte queste canzoni le conosco molto bene. Ciascun brano ha un arrangiamento molto diverso dall’originale. Il coro non ha avuto molto tempo per preparare la propria parte e per me questo non è un problema, in quanto fin dall’inizio avevo detto a Doris di non voler ottenere un suono corale perfetto. La musica che eseguiremo era fantastica proprio perché non era perfetta. Sono sicuro che il concerto sarà eccezionale perché Doris ha degli standard molto alti e lavora con dedizione con i suoi cori. Questa è una novità sia per i coristi che per i musicisti del mio sestetto e non vedo l’ora di salire sul palcoscenico dello ‘Zajc’ e presentare questo progetto al pubblico fiumano”.



«Ottima selezione di canzoni»
Il progetto è una delle numerose sfide che la direttrice artistica dei due cori, Doris Kovačić, ha affrontato e superato con successo negli anni di lavoro con le due compagini. “Le canzoni che Zvjezdan ha scelto di proporre hanno segnato la gioventù di diverse generazioni – ha osservato –. I coristi del ‘Val’ conoscono più o meno tutti i brani ai quali stiamo lavorando, mentre a quelli del ‘Kaplan’, che sono più giovani, queste canzoni sono in pratica sconosciute. Loro non avevano molte possibilità di sentire questa musica mentre crescevano e non l’ascoltano privatamente. La sfida sta proprio qui, in quanto devono imparare canzoni che non hanno sentito prima. Personalmente, ritengo che Zvjezdan abbia fatto un ottimo lavoro nella scelta dei brani per il concerto. Non abbiamo molto tempo per imparare gli arrangiamenti, ma ci impegniamo al massimo e come sempre puntiamo a dare il nostro meglio. Il coro non canta le canzoni dall’inizio alla fine, bensì si unisce ai musicisti in diversi punti di un determinato brano, per cui è necessario sapere molto bene in che punto iniziare a cantare. Questa è la parte che è necessario apprendere bene. Vedremo come funzioneremo assieme ai musicisti jazz, che amano l’improvvisazione, mentre nel canto corale sono importanti la struttura e la forma. Sono sicura, però, che il concerto sarà una bellissima esperienza”, ha concluso Doris Kovačić.

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