La settimana scorsa sono state sistemate al loro posto le tre porte dell’ingresso del palazzo del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume, che lo scorso settembre erano state smontate per venire sottoposte a un intervento di restauro. Si tratta di un’operazione resasi indispensabile al fine di rendere più curata la facciata principale di uno dei palazzi più belli di Fiume, il cui manto esterno attende da molto tempo di venire rinnovato.
I lavori, che verranno completati fra circa un mese, sono portati avanti dalla Società cooperativa artigiana Gradin (il direttore è Marko Čule, mentre l’ingegnere principale è Zdravko Brdar) in base al progetto realizzato dall’architetta Irena Jurin della Adria projekt, incaricata pure per la supervisione dei lavori.
Un restauro indispensabile
Sanja Kučić, responsabile dei lavori di restauro della Gradin, ha spiegato che l’opera di restauro è stata avviata il 19 settembre 2024. In quest’ambito le porte, sia quelle esterne che quelle interne (queste ultime sono porte a vento), nonché gli stipiti e i sopraluce, sono stati smontati e trasportati nell’officina del falegname Aleksandar Zečević, che possiede la licenza per poter svolgere lavori di restauro dei beni storico-culturali. Per ora sono state collocate al loro posto soltanto le tre porte esterne e i sopraluce, mentre tra circa un mese il tutto verrà completato con il montaggio dei pannelli decorativi nell’ingresso e delle porte a vento. “L’intervento di restauro si svolge sotto la supervisione di Gordana Sobota Matejčić dell’Istituto di conservazione dei beni storico-culturali di Fiume”, ha spiegato Sanja Kučić.

Foto: IVOR HRELJANOVIĆ
Una sfida particolare
Aleksandar Zečević si occupa di restauri da una quindicina di anni e ha una grande esperienza in questo campo. “Finora ho lavorato a una trentina di progetti a Fiume (tra questi c’è anche la bellissima porta d’ingresso di Palazzo Modello, nda), ma posso dire che il lavoro alle porte d’ingresso del Teatro è stato per me una sfida particolare – ci ha riferito –. Si tratta di un intervento molto complesso, in quanto l’opera di rimozione delle varie parti dell’ingresso ha richiesto molta attenzione e delicatezza al fine di non danneggiare la pietra circostante e gli stucchi decorativi all’interno. Sono stati smontati, infatti, anche gli stipiti, il che si fa raramente. Dopo la rimozione di tutti questi elementi abbiamo capito che si tratta di porte originali risalenti al 1885, anno in cui il Teatro (all’epoca Teatro Comunale, nda) venne inaugurato. Anche se si tratta di elementi vecchi 140 anni, questi erano in buone condizioni, per cui è stato possibile recuperarli tutti. Ovviamente, durante il restauro ho dovuto attenermi alle condizioni stilate dagli esperti dell’Istituto di conservazione, per cui ho utilizzato le tecniche antiche di lavorazione. Tutti gli elementi delle porte sono pertanto originali, mentre le repliche sono minime e riguardano soltanto la parte inferiore degli stipiti esterni, che sono stati intaccati e danneggiati dalle intemperie in tutti questi anni”, ha precisato il restauratore, il quale ha osservato come sia una vera fortuna avere le porte originali su un edificio così importante per la cultura di Fiume.

Foto: IVOR HRELJANOVIĆ
Il fascino degli elementi originali
“Provo grande rispetto per gli artigiani che hanno lasciato la loro impronta in numerosi palazzi di Fiume, per cui mi sono dedicato a questo intervento con tutto il cuore, impegnandomi al massimo nel lavoro – ha proseguito –. Ovviamente, sarebbe stato molto più facile e più veloce realizzare delle porte nuove, ovvero delle repliche, ma personalmente amo pensare che quelle originali abbiano un fascino particolare essendo state aperte così tante volte in quasi un secolo e mezzo. Ora esse sono più solide e dureranno ancora per almeno un secolo. Dal momento che l’ingresso nell’edificio è abbastanza ben protetto in quanto è sovrastato da un ampio balcone, le porte, ripeto, non hanno subito molti danni. Per quanto riguarda il tipo di legno, si tratta di larice, con alcuni elementi in legno di abete. Stando al progetto, le tre porte dovevano essere sostituite del tutto, ma quando abbiamo visto che queste erano in buone condizioni è stato deciso di sottoporle a un’opera di restauro”, ha rilevato Zečević, aggiungendo che la collaborazione tra l’Istituto di conservazione e la Gradin è stata ottima, per cui è stato molto piacevole lavorare.

Foto: IVOR HRELJANOVIĆ
La sostituzione dei segmenti danneggiati
Stando a Zečević, durante il grande intervento di restauro del palazzo negli anni Settanta del secolo scorso le porte erano state soltanto riparate in certi punti. “L’intervento attuale ha compreso la rimozione degli strati di vernice da tutti gli elementi, lo smontaggio delle varie parti, la sostituzione di eventuali segmenti danneggiati, che erano davvero pochissimi, e la riverniciatura con una vernice sintetica”, ha puntualizzato Zečević.
Come spiegatoci da Sanja Kučić, le maniglie purtroppo non sono originali, bensì risalgono probabilmente agli anni Cinquanta, ma sono state ripulite e sono le stesse su tutte le finestre e le porte del palazzo. L’intervento ha compreso anche la pulitura della pietra intorno alle porte. “I pannelli di vetro nelle porte non erano quelli originali, per cui sono stati sostituiti con pannelli in vetro di sicurezza, in quanto questo è molto più solido e resistente agli urti”, ha puntualizzato Zečević.
Il valore complessivo dell’investimento, incluse le spese di supervisione, ammonta a poco più di 203mila euro, di cui la Regione litoraneo-montana ha stanziato poco meno di 70mila euro, mentre la Città di Fiume ha fornito poco più di 134mila euro. Ricordiamo che la Città di Fiume ha finanziato pure la ricostruzione, ovvero la realizzazione delle repliche di sei porte e sei finestre sulla facciata meridionale e quella settentrionale del Teatro nel 2017. Un anno prima era pure stato incorporato un sistema di protezione dall’umidità capillare e sono stati risanati i pavimenti e i muri in una parte del palazzo

Foto: IVOR HRELJANOVIĆ
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