«Viva Marga», gli studenti raccontano Margherita Hack

Nell'aula magna del liceo Carducci-Dante di Trieste i vincitori del concorso hanno illustrato idee, percorsi e strumenti dietro i progetti premiati

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«Viva Marga», gli studenti raccontano Margherita Hack
Il corto “Margherita sbarca a Cormòns” ha vinto il premio ex aequo della sezione “Gorizia”

TRIESTE

Dopo la cerimonia di premiazione del giorno precedente, il progetto “Viva Marga – Margherita Hack e la Luna” ha vissuto ieri il suo momento più vicino allo spirito della celebre astrofisica. Nell’aula magna del liceo Carducci-Dante di Trieste non sono stati consegnati riconoscimenti né pronunciati discorsi ufficiali: la parola è passata direttamente agli studenti, chiamati a presentare i lavori premiati. Dopo la proiezione del video “Big Bang!” creato in collaborazione con Margherita Hack, è intervenuta la dirigente scolastica Carmela Testa, che ha invitato gli studenti a non lasciarsi scoraggiare dagli insuccessi e dai giudizi altrui. Si è passato poi alle presentazioni degli elaborati.

Realtà minoritarie
Ad aprire la rassegna è stato “Margherita Hack e il colloquio lunare”, realizzato dalla Scuola Media Superiore Italiana “Antonio Borme” di Rovigno. Il giovane sceneggiatore Davide Polo e la docente Virna Dalino Polo hanno mostrato il cortometraggio che immagina una giovane Margherita intenta a dialogare con la Luna durante una notte trascorsa in osservatorio. Prima della proiezione, l’insegnante ha ricordato il valore del plurilinguismo nelle scuole italiane della Croazia, sottolineando come l’italiano rappresenti per gli studenti “non solo una lingua di studio, ma di vita”.
Dall’Albania è arrivato invece “Luna Hack”, progetto digitale presentato da Rigers Xhuferaj e dalla docente Monika Wilmer del liceo “28 Nëntori” di Scutari. Il lavoro prende la forma di un sito web dedicato all’astronomia, alla biografia di Margherita Hack e ai rapporti culturali tra Italia e Albania. Un’attenzione particolare è stata riservata alla figura di Eda Gjergo, giovane albanese il cui percorso è stato messo in relazione con quello dell’astrofisica italiana.

Gli studenti dell’Istituto Comprensivo “Rossella Casini” di Scandicci presentano la loro rivista

Curiosità e approfondimenti
A seguire è stato “Hack-er, smontare il cielo per capire come funziona”, presentato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo “Rossella Casini” di Scandicci. Più che una ricerca scolastica, come hanno spiegato gli autori, il lavoro è stato concepito come una rivista arricchita da articoli sulla Luna, curiosità dedicate ad Hack, quiz, cruciverba e persino istruzioni per costruire un astrolabio.
Un taglio differente ha caratterizzato “Project Hack: pronti all’allunaggio?”, realizzato dagli studenti dell’Istituto Comprensivo “Teresa Mattei” di Bagno a Ripoli. Attraverso fotografie e approfondimenti biografici, il progetto ha ricostruito l’infanzia, le passioni sportive e l’attività scientifica dell’astrofisica, affiancando alla ricerca documentaria un lavoro visivo ispirato all’estetica romantica studiata in classe durante l’anno scolastico.
Il premio ex aequo della sezione “Gorizia”, “Margherita sbarca a Cormòns”, ha invece scelto la strada dell’ironia. Lo sketch, costruito come un telegiornale umoristico, immagina una Margherita Hack alle prese con la ricerca della Luna, alternando gag e curiosità scientifiche prima di concludersi con la lettura de “Alla Luna di Giacomo Leopardi”.
Più intimista “Una notte stellata” di Matteo Travanut, racconto nel quale un bambino incontra Margherita Hack e le rivolge una serie di domande sull’universo e sulla conoscenza, trasformando la curiosità infantile nel motore dell’intera narrazione.

L’intervento di Carmela Testa

Osservando le stelle…
Dopo l’intervallo, impreziosito dalla presenza in sala di Maria Luisa Princivalli, amica storica dell’astrofisica, sono stati presentati altri cinque elaborati. “Torneo stellare a Basovizza”, realizzato dalla classe 2B della scuola “Ascoli” di Gorizia, ha assunto la forma di un podcast nato dalla lettura del libro “Nata in via delle Cento Stelle”. Leonardo Vecchiet ha raccontato il contributo di Radio Fragola nella fase di progettazione e la scelta di affidare alla Luna il ruolo di conduttrice.
La stessa scuola ha presentato anche “Universo Marga”, una vasta raccolta di opere realizzate a mano tra collage, modellini e manufatti in cartapesta. Tra le creazioni più originali figuravano un sistema solare popolato da pianeti con baffi e orecchie, omaggio alla passione di Hack per i gatti, e un gatto astronauta protagonista di uno dei lavori esposti.
Con “Marga: la conoscenza che porta alla verità”, Maria Bonetto ha invece proposto una riflessione poetica accompagnata dalle note del “Chiaro di Luna” di Debussy. La studentessa ha spiegato che l’idea nacque osservando il cielo in una sera qualunque e interrogandosi sul desiderio umano di comprendere ciò che si nasconde oltre le apparenze.

La docente Virna Dalino Polo e Davide Polo

Quiz e giochi
Le scuole triestine hanno chiuso la mattinata con due progetti molto diversi tra loro. “Marga’s Space the game” è un gioco da tavolo ispirato al gioco dell’oca, nel quale i partecipanti avanzano verso l’allunaggio affrontando quiz astronomici e carte imprevisto. Gli studenti hanno illustrato sia le regole sia il processo di progettazione grafica della plancia. “HTML Marga!” ha invece portato online il percorso del concorso attraverso un sito dedicato all’astronomia e alla figura di Margherita Hack, sviluppato direttamente dagli studenti utilizzando strumenti di programmazione web.
La giornata si è conclusa con la proiezione del video “Come diventare astronauti” realizzato da Volare con Anthea Comellini e Jakidale e con il saluto finale di Giulia Basso, che ha augurato buon viaggio ai partecipanti diretti a Venezia per una visita dedicata ai luoghi legati alla memoria di Margherita Hack. Un epilogo coerente con lo spirito dell’intero progetto: usare l’esempio della figura dell’astrologa per stimolare nuove domande, nuove idee e nuove forme di racconto.

Rigers Xhuferaj e la docente Monika Wilmer

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