Vittorio Depiera, una fonte di sapere storico dell’Istria

La monografia scritta da Ivan Smoljan e Nina Brečević analizza la vita dell'avvocato dalla grande passione per la nascente arte della fotografia

Il pubblico presente alla serata letteraria

La località istriana di Antignana quest’anno ospita una varietà di eventi artistico-culturali: tra le numerose attività allestite nell’ambito dell’”Estate sotto il lodogno” (Lito spod Ladonje), ha avuto luogo la presentazione del volume “Vittorio Depiera. (Ne)poznati odvjetnik i fotograf amater” (Vittorio Depiera. Avvocato (s)conosciuto e fotografo amatoriale)”.

La veste grafica del libro è stata curata da Cerovac

Immagini di concittadini e paesaggi

La monografia scritta da Ivan Smoljan, presidente dell’Associazione Collezione d’archivio Enriko Depiera (Udruga Zavičajna zbirka Enriko Depiera) e Nina Brečević, insegnante di lingua croata presso la Scuola elementare “Edmondo De Amicis” di Buie, analizza la vita di un personaggio grazie al quale è possibile acquisire nuove conoscenze in merito alla vita sociale, politica e culturale dell’Istria a cavallo tra Ottocento e Novecento. Vittorio Depiera, nato ad Antignana nel 1871, fu un avvocato con una grande passione per la nascente arte della fotografia. Sviluppò un gran numero di immagini, raffiguranti concittadini e paesaggi istriani, utilizzando la tecnica della calotipia o talbotipia (erede della dagherrotipia, brevettata nel 1841, pochi anni dopo l’invenzione di Daguerre). Come spiegato da Smoljan, alcune delle immagini realizzate da Vittorio Depiera e conservate nella Collezione d’archivio Enriko Depiera, erano già state esposte nell’ambito della mostra “Il tesoro fotografico di Antignana”, allestita a ottobre del 2019 in occasione della Fiera internazionale del prosciutto. La presentazione del libro è stata introdotta dal sindaco di Antignana, Goran Hrvatin, che ha espresso il suo supporto per le attività culturali promosse dall’Associazione Collezione d’archivio Enriko Depiera.

Uno dei precursori della fotografia

Oltre agli autori del volume, all’evento hanno preso parte Lana Skuljan Bilić e Gordana Milaković, curatrici museali superiori presso il Museo storico e navale dell’Istria, nonché Tajana Ujčić, direttrice del Museo della Città di Rovigno. La monografia incentrata sulla vita di Vittorio Depiera “rivela, grazie a un contenuto ricco e interessante, nuovi segmenti della storia della prima fotografia amatoriale in Istria”, come affermato dall’editrice Lana Skuljan Bilić. “Nella monografia – ha aggiunto – la vita personale e quella professionale di Depiera spesso si intersecano e sovrappongono, in modo da fornire un’immagine quanto più approfondita del contesto storico e sociale in cui egli operò”. Una delle particolarità che rende le fotografie di Vittorio Depiera delle opere degne di studio è il fatto che l’autore “si fosse occupato di fotografia in un momento quando essa non era disponibile a un gran numero di persone”, come puntualizzato da Gordana Milaković, recensore del volume.

Da sinistra Tajana Ujčić, Gordana Milaković, Nina Brečević, Lana Skuljan Bilić e Ivan Smoljan

Soggetti in pose naturali

Il libro di Nina Brečević e Ivan Smoljan è il risultato di un progetto avviato all’inizio del 2020 e sostenuto grazie al Bando pubblico per le associazioni nell’ambito del Programma delle necessità pubbliche per la cultura della Regione istriana. L’idea di studiare Vittorio Depiera è nata, come spiegato dalla Brečević, in seguito alla scoperta di un gran numero di immagini fotografiche da egli realizzate, che corrispondono, cronologicamente, al periodo della nascita dei primi studi artistici nella penisola. “Fortunatamente – ha puntualizzato – quasi tutte le fotografie di Depiera sono datate e corredate di didascalie in cui viene specificato il soggetto dell’immagine”, il che fa delle stesse dei documenti d’epoca di un valore inestimabile. “I soggetti di Depiera – come spiegato invece da Gordana Milaković – non assumono pose, bensì si presentano in momenti di spontaneità”, a differenza di tante fotografie contemporanee realizzate nei primi atelier con l’aiuto di scenografie particolari.

Meta preferita di studenti

Dall’altro lato, il lavoro svolto dagli studiosi rivela una diversa immagine del periodo tra fine Ottocento e primo Novecento. “Dalla monografia risulta che, in passato, l’Istria fosse molto più collegata di quanto si pensi di solito”, ha affermato Tajana Ujčić. “Sappiamo che – ha proseguito – Vittorio Depiera sposò una discendente della ricca e influente famiglia Bartoli, di Rovigno. Antignana, invece, non era, come oggi, un paesino di provincia, ma un centro culturale e meta preferita di tantissimi studenti e intellettuali dell’Impero austroungarico”.

Al termine della presentazione della monografia, il programma dell’”Estate sotto il lodogno” è proseguito con la proiezione di “Un’occasione da Dio”, film di Terry Jones del 2015, mentre gli spettatori hanno avuto l’occasione di assaggiare alcuni dolci preparati da Nina Brečević in base alle ricette di Lidvina Depiera, sorella di Vittorio, che prossimamente verranno raccolte e pubblicate.

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