Vid Veljak incanta con il suo violoncello

Il giovane e talentuoso musicista ha festeggiato vent’anni di carriera con un concerto alla CI di Fiume

Vid Veljak con le sorelle Maja e Nataša e il padre Valter. Foto Ivor Hreljanović

È stato un grande successo di pubblico il concerto del giovane e sommamente talentuoso violoncellista Vid Veljak, “Vent’anni con il violoncello – Vid Veljak e amici”, tenutosi giovedì sera nella sede della Comunità degli Italiani di Fiume, a Palazzo Modello. Vid Veljak, della nota famiglia di musicisti fiumani, proprio l’altra sera compiva 23 anni, venti dei quali dedicati al suo adorato strumento.
Il suo felice percorso musicale – e addirittura il suo debutto, a San Girolamo, la Notte di Natale con delle canzoncine natalizie –, inizia quando aveva appena tre anni. Da allora non si è staccato più dal suo violoncello. In realtà, Vid è stato una specie di bambino prodigio, se si considera che fu ammesso all’Accademia di Musica di Zagabria a soli quattordici anni.
Ma torniamo al concerto.
L’inizio – con Prayer di Ernst Bloch e Jewis life, suonato assieme alle musicalissime sorelle Maja e Nataša, violiniste laureate, e al padre Valter, già primo contrabbasso dell’Orchestra di Fiume – è stato dei più felici. Vid, musicista nato, è uno che “sente” profondamente la musica e che con il suo stupendo suono caldo, potente, vellutato e il fraseggiare tornito, ha espresso in maniera vibrante tutto un vasto ventaglio di nostalgie, drammaticità, sofferenza, speranze, che pervadono questa supplica.

Gran finale della serata con la Klapa Vinčace

Ha fatto seguito l’intrigante Sonata di Debussy per violoncello e pianoforte in re min., questa volta in duo con la giovane e provetta pianista Dora Iveković, che si distingue per spiccata musicalità e bel suono. Dall’interessante interpretazione è emersa la loro stretta complicità e affinità di sentire in una narrazione musicale sentita e intelligente.
Vid e Nataša Veljak si sono quindi prodotti con ottimi esiti nella virtuosistica trascrizione di Johann Halvorsen della Passacaglia di Haendel. Tutta la famiglia, ovvero il Quartetto Veljak ha proposto la Sinfonia di Luka Sorkčević (Sorgo) n. 3 in re magg.,con la quale ha palesato il perfetto e vivace affiatamento, la trasparenza costruttiva e il vezzoso approccio musicale.
Vid, con il suo temperamento focoso, il suono vibrante e poderoso, la freschezza giovanile – rivelasi pure nelle lamentevoli melodiosità di sapore orientaleggiante – complice l’ottima pianista, ha da subito conquistato il pubblico con la Rapsodia concertante di Papandopulo per violoncello e pianoforte, conclusasi nel migliore dei modi con la concitata Danza finale.
In finale di serata ospite la Klapa Vinčace, vincitrice dei quattro primi premi al Festival di Omišalj, che ha eseguito con dosata emissione vocale “Sve usalo” e “Osta je rog bez uja”, accompagnati dal Quartetto Veljak, guadagnandosi le acclamazioni e gli scroscianti applausi del folto pubblico.
Noi, da questo giovane artista eccezionale ci aspettiamo ancora molto. Lo vediamo negli importanti concorsi internazionali e alla conquista delle grandi sale da concerto. Per aspra ad astra. Auguri!

Facebook Commenti