«Victoria Adriatic». La musica corale come punto d’incontro

Nel Salone delle Feste della Comunità degli Italiani di Fiume si è tenuto il concerto inaugurale del concorso internazionale, svoltosi alla Casa croata di Cultura (HKD) di Sušak

0
«Victoria Adriatic». La musica corale come punto d’incontro
Il coro “Ars cantandi” dell’Università di Economia di Wrocław. Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Il Salone delle Feste della Comunità degli Italiani di Fiume ha ospitato il concerto inaugurale del concorso corale internazionale “Victoria Adriatic”, che si è svolto ieri nella Casa croata di Cultura (HKD) di Sušak. La rassegna è stata organizzata dall’associazione musicale “We are singing” di Rovigno e dall’associazione “Rijeka – Sempre allegro” di Fiume e vi hanno preso parte due cori della Lituania (il coro di voci bianche Gaida di Vilnius e il coro di voci bianche Gama di Šiauliai), come pure compagini provenienti da Ungheria (il coro femminile Béla Bartók), Polonia (il coro “Ars cantandi” dell’Università di economia di Wrocław), Slovacchia (l’ensemble vocale Quirin), Slovenia (il coro giovanile della Scuola di musica di Rogaška Slatina) e Serbia (il coro da camera “Lavirint” di Zaječar). In veste di ospiti all’incontro ha partecipato il coro misto VoCI della Comunità degli Italiani di Abbazia, diretto da Petar Čučak Migliaccio, il quale si è esibito con grande verve proponendo i brani “Day-O (The Banana boat song)” di Harry Belafonte e “Anđele moj”, uno dei successi di Oliver Dragojević.

Il coro VoCI di Abbazia diretto da Petar Čučak Migliaccio.
Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Sei edizioni del concorso
Come rilevato da Helga Dukarić Dangubić, direttrice artistica del coro misto “Rijeka – Sempre allegro” la cui associazione collabora da diversi anni con “We are singing”, la competizione corale è stata avviata sei anni fa ad Abbazia e dopo qualche anno si è trasferita a Fiume, più precisamente nella Sala dei marmi del Museo di Marineria e di Storia del Litorale croato, ora chiuso in attesa di un complesso intervento di restauro.
“La nostra associazione ha contribuito al concorso dando una mano nella ricerca di uno spazio adatto per lo svolgimento della gara, ovvero l’HKD, concessoci dalla Città di Fiume, che ringrazio – ha spiegato la dirigente –. Al concorso hanno partecipato sette cori, ma nessun coro proveniente dalla Croazia. Si tratta di compagini che riuniscono coristi appartenenti a diverse fasce d’età – cori di voci bianche, cori giovanili e cori adulti – e si esibiscono in tre categorie: classico, folklore e jazz/pop. La giuria, della quale faccio parte da diversi anni, prende in considerazione l’impressione artistica e altri elementi nella valutazione di ciascuna esibizione, a prescindere dalla fascia d’età: la qualità del timbro e del suono, l’intonazione, l’interpretazione e via dicendo”.
Emil Petrović, presidente dell’associazione “We are singing”, ha rilevato che la stessa organizza concorsi di cori in diversi Paesi, in tutto dodici festival canori in giro per l’Europa. “Alcuni di questi festival sono competitivi, mentre altri sono rassegne e incontri tra corali provenienti da diversi Paesi – ha precisato –. Prima della tappa a Fiume, abbiamo organizzato concorsi a Vienna, Praga e Cracovia e prossimamente questi si terranno a Roma, poi nuovamente a Cracovia, quindi a Belgrado, Lubiana e Barcellona”.

Helga Dukarić Dangubić ed Emil Petrović.
Foto: HELENA LABUS BAČIĆ

Ciò che conta è l’entusiasmo
In passato, in questi territori si coltivava una forte tradizione corale ed erano numerose le compagini che contavano decine e decine di cantori, mentre negli ultimi decenni la situazione è cambiata e i grandi cori sono diventati una rarità. “Direi che il motivo di questo declino vada ricercato innanzitutto nella quantità di fondi che vengono investiti nella loro attività – ha osservato Petrović –. Molto dipende dalle persone che dirigono i cori e dalla loro intraprendenza e passione. Inoltre, i giovani oggi richiedono che il loro impegno venga remunerato. Personalmente, appartengo ancora alla vecchia scuola, il che vuol dire che per me è importante fare qualcosa anche perché credo che meriti di venire fatta in quanto bella e di valore, non solamente per guadagnare. Molto spesso veniamo contattati da giovani musicisti e per me è importante fare sì che queste persone conoscano il nostro patrimonio musicale e ciò che accade sulla nostra scena musicale. È vero che in passato la musica corale era tenuta in grande considerazione, mentre oggi dipende da poche persone e dal loro entusiasmo. Purtroppo, ogni volta che c’è qualche crisi, la prima a farne le spese è la cultura”, ha puntualizzato Emil Petrović.

Il concerto ha visto esibirsi anche ragazzi e giovani.
Foto: GORAN ŽIKOVIĆ
Il pubblico nel Salone delle Feste.
Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display