Vergarolla. Ottant’anni di memoria e testimonianze

A Trieste inaugurata una mostra itinerante che ricostruisce la tragedia del 18 agosto 1946 e il contesto storico e umano dell’esodo istriano, intrecciando associazioni e istituzioni lungo le sponde dell’Adriatico orientale

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Vergarolla. Ottant’anni di memoria e testimonianze
La sala della Lega Navale durante l’apertura della mostra

Una sala gremita, il mare oltre le finestre e, alle pareti, fotografie, documenti e testimonianze che riportano a una città scomparsa dalla geografia italiana ma non dalla memoria di chi la abitò. È stata inaugurata alla Lega Navale Italiana – Sezione di Trieste la mostra itinerante “Pola, Ricordi – Vergarolla e le rotte della memoria”, prima tappa di un progetto promosso dal Gruppo Ermada “Flavio Vidonis” in occasione dell’80esimo anniversario della tragedia di Vergarolla. L’esposizione, allestita nella Palazzina servizi del Molo Fratelli Bandiera 9 del capoluogo giuliano, rimarrà visitabile fino al 30 settembre prossimo. Il percorso nasce con l’intento di raccontare la strage del 18 agosto 1946 senza separarla dal contesto storico, civile e umano della Pola del dopoguerra. Fotografie, documenti e materiali d’archivio ricostruiscono così le vicende dell’esodo e le trasformazioni che interessarono l’Istria e l’intero Adriatico orientale. Il progetto è realizzato nell’ambito dell’avviso pubblico della Regione Friuli-Venezia Giulia dedicato alle iniziative culturali per l’80esimo anniversario di Vergarolla.

La Società Nautica Pietas Julia
L’inaugurazione è stata aperta da Roberto Benedetti, presidente della Sezione di Trieste della Lega Navale, seguito da Massimo Romita, presidente del Gruppo Ermada “Flavio Vidonis” e coordinatore del progetto. Sono quindi intervenuti l’assessore alle Politiche sociali e welfare del Comune di Trieste, Massimo Tognolli e il consigliere regionale Claudio Giacomelli, promotore dell’iniziativa legislativa e del bando regionale dedicato alla commemorazione di Vergarolla. A illustrare il percorso espositivo è stata Linda Simeone, curatrice della mostra e direttrice de Le Vie delle Foto. Uno dei fili conduttori dell’esposizione è la storia della Società Nautica Pietas Julia, fondata a Pola nel 1886 e oggi attiva nella baia di Sistiana. A rappresentarla durante l’inaugurazione è stato il presidente Alberto Valenti. Proprio la Pietas Julia aveva organizzato sulla spiaggia di Vergarolla le tradizionali gare natatorie della Coppa Scarioni che si stavano svolgendo il 18 agosto 1946, quando l’esplosione di ordigni bellici provocò una delle tragedie più drammatiche della storia dell’esodo. Il 2026 segna inoltre il 140esimo anniversario della fondazione della società, aggiungendo un ulteriore significato al percorso che unisce Pola e Sistiana.

Mantenere viva la memoria
Un secondo itinerario conduce invece verso Gaeta. Nel corso della serata il tenente colonnello Pietro Spanò, comandante del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Trieste, ha richiamato la storia della Scuola Nautica delle Fiamme Gialle, istituita a Pola nel 1926 e successivamente trasferita nella città laziale. Anche questo spostamento diventa così parte delle “rotte della memoria” evocate dal titolo della mostra: istituzioni e comunità cambiano sede, ma conservano tradizioni e legami con la città di origine.
Il progetto non si esaurisce tuttavia nella mostra. Alla sua realizzazione partecipano una rete di istituzioni e associazioni che comprende, fra gli altri, i Comuni di Trieste, Muggia e Monfalcone, la Lega Navale Italiana, la Società Nautica Pietas Julia, le associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati e l’Associazione Italo Gabrielli per la valorizzazione del patrimonio culturale dell’Istria.

I relatori intervenuti all’inaugurazione

Numerosi gli appuntamenti
Durante l’inaugurazione erano presenti anche rappresentanti delle realtà associative coinvolte, fra cui Mauro Depetroni dell’ANA Trieste e Donatella Pross dell’Associazione Italo Gabrielli. L’ambizione dichiarata dagli organizzatori è infatti quella di andare oltre la semplice commemorazione. “Vogliamo fare qualcosa che vada oltre la mera commemorazione”, ha spiegato Romita, indicando nella ricostruzione del contesto storico, civile e umano e nelle storie delle persone e delle comunità coinvolte il cuore dell’iniziativa. La memoria viene così presentata non come un esercizio rivolto esclusivamente al passato, ma come uno strumento di conoscenza e di riflessione sul rapporto fra le comunità dell’Adriatico orientale. A questa impostazione corrisponde anche la struttura del programma, che affianca all’esposizione conferenze, pubblicazioni, iniziative per le scuole, approfondimenti radiofonici e appuntamenti musicali. Tra questi è previsto il “Concerto del Ricordo” del 2 ottobre nella chiesa di San Mauro a Borgo San Mauro, nel Comune di Duino Aurisina, mentre un secondo appuntamento si svolgerà a novembre a Muggia. Sono inoltre previste pubblicazioni dedicate alla vicenda, fra cui il volume “Dove l’Italia non poté tornare”, curato dall’Associazione Italo Gabrielli, il catalogo della mostra e un libretto commemorativo realizzato con il Comune di Monfalcone. Dopo la tappa triestina, “Pola, Ricordi” proseguirà il proprio itinerario a Monfalcone, a Palazzo Veneto, dal 5 ottobre al 4 novembre, per poi raggiungere Gaeta nel mese di novembre. Un percorso che rispecchia quello suggerito dal titolo: non una memoria immobile, confinata a una singola città o a una singola data, ma una memoria che si sposta lungo le stesse rotte percorse nel dopoguerra da persone, associazioni e istituzioni. A ottant’anni da Vergarolla, la mostra sceglie dunque di partire dal mare per raccontare ciò che il mare non è riuscito a cancellare. Pola rimane al centro del percorso ma intorno alla città si ricompone una geografia più ampia, fatta di partenze e approdi, di luoghi perduti e di nuove sedi, di istituzioni trasferite e di comunità che hanno continuato a conservare la propria memoria.

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