Val, la rivista giovanile che abbatteva i tabù

Verrà presentata venerdì, 26 marzo nell’Aula consiliare la monografia che racconta la storia curata da Edi Jurković

La copertina della monografia

Avrà luogo venerdì, 26 marzo alle ore 11 nell’Aula consiliare la presentazione della monografia dedicata alla rivista giovanile Val, intitolata “Kad je život bio novi val”. La pubblicazione sarà presentata dall’autore Edi Jurković e dall’editore Dragan Ogurlić, direttore della casa editrice Naklada Val.

 

Attesa pure la presenza del sindaco di Fiume, Vojko Obersnel, uno degli iniziatori di questo progetto editoriale.

La monografia della rivista giovanile cult racconta su quasi 400 pagine la storia alternativa di Fiume negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, una storia che ha determinato in gran misura l’identità attuale della città. Il libro segue cronologicamente i 15 anni di storia della rivista Val, che veniva pubblicata dal 1975 al 1990. Il designer grafico Ivica Oreb, membro della redazione della rivista, assieme a Jurković, ha firmato la veste grafica della pubblicazione.

Mille collaboratori
Ciascuna stagione editoriale ha avuto le sue specificità e i propri caporedattori, mentre i mille collaboratori che negli anni hanno dato il loro contributo alla rivista hanno influito in maniera decisiva sul profilo mediatico della città, ma anche di un’area più vasta. Inoltre, Val è stata la rivista giovanile più longeva in Croazia.

La rivista è stata un’oasi di libertà sia dal punto di vista delle idee che dell’espressione artistica ed è stata pure un terreno ideale per scoprire dove si trovassero i limiti nella società di quell’epoca. Lontana dai fasti delle riviste giovanili dell’epoca, Val si articolava in una ventina di pagine di grande formato e fu in alcuni periodi una delle riviste più influenti e più citate nell’ex Jugoslavia, mentre la fusione di uno spirito politico costruttivo e di leggerezza pop si dimostrò una combinazione vincente nel campo della cosiddetta stampa giovanile, finanziata di solito dalle strutture politiche.

La cronaca del punk
In molti campi, Val fu il primo a scoprire fenomeni di potenziale mediatico. Fu così il primo giornale nell’ex Jugoslavia che scrisse sistematicamente del fenomeno del punk, aprendo così uno spazio mediatico ai giovani ribelli pieni di idee nuove e caratterizzati da un approccio sincero alla musica. Fu proprio su queste basi che cominciò a svilupparsi la scena rock alternativa oggi così riconoscibile e ormai parte imprescindibile dell’identità di Fiume.

La rivista Val non si occupava soltanto delle questioni dei giovani a Fiume, bensì anche di quelli residenti in un territorio più vasto e si trasformò così in una piattaforma e rampa di lancio per numerosi progetti artistici di stampo alternativo. Fu proprio il team della Val a dare vita alla rivista letteraria Rival e all’omonima biblioteca, a rivitalizzare il Castello di Tersatto come spazio in cui organizzare eventi culturali e fu proprio nella redazione della Val che venne creato il primo progetto band-aid Ri-Val che con la canzone “Učinimo nešto“ avviò l’iniziativa che portò alla chiusura della cokeria di Buccari e via dicendo. La rivista fu una vera e propria fucina di giornalisti oggi affermati, ma fu pure un fattore politico importante, un giornale che abbatteva i tabù e si opponeva alle convenzioni sociali dell’epoca. In questo contesto, la censura vietò il 268.esimo numero della rivista: fu la prima volta che accadde a un giornale fiumano e l’ultima nel territorio dell’ex Jugoslavia.

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