Uno spaccato della Fiume che fu, porto delle diversità

FIUME | Un piccolo inno alle culture in contatto per raccontare, soprattutto alle giovani generazioni, parte della Fiume che fu. È questo lo scopo dello spettacolo trilingue – croato, serbo e italiano – per bambini, “I zvijezde štucaju/I zvezde štucaju/Anche le stelle hanno il singhiozzo”, presentato con successo giovedì sera nel Salone delle Feste della Comunità degli Italiani di Fiume. In scena un giovanissimo gruppo di attori, tra cui alcuni ragazzi della Scuola elementare italiana “San Nicolò” e della Scuola elementare “Sveti Matej” di Viškovo, diretti dalla pedagogista teatrale Denis Kirinčić. Il testo e l’adattamento drammaturgico sono invece di Laura Marchig che è anche il produttore del progetto. Portato avanti a sua volta dall’Associazione Stato Libero di Fiume, quale appuntamento nell’ambito delle manifestazioni in occasione dei festeggiamenti dei 300 anni del Porto franco di Fiume, ma anche come un omaggio per la storica Comunità serba che dal 1768 è parte integrante dell’identità cittadina.
La vicenda si svolge nel 1905, in un periodo in cui Fiume sta vivendo il suo miracolo economico. Ci sono tante fabbriche, le donne possono lavorare e conservare la propria libertà e indipendenza. Il porto è più che mai attivo, salpano e arrivano navi da tutte le parti del mondo. Da qui partono anche tanti emigranti che vanno in America in cerca di fortuna. Una giovane vedova, Dragica (Sara Cvjetak Blažić), e la sua piccola figlia Vukica (Anja Sabol), sono costrette a scappare dal loro villaggio che è situato tra le colline di un lontano paese, per sfuggire alle insidie di un ricco e prepotente commerciante di tappeti orientali, tale Šerif (Martin Grđan), che vuole sposare Dragica a ogni costo. Arrivano a Fiume, città prospera e dinamica, e vengono accolte dal piccolo pescatore Eneo (Enea Dessardo) e dalla sua Mamma Fiume (Vanda Velagić), anche lei vedova. Mamma Fiume che affitta una stanza, accoglie premurosa le due profughe. Eneo e Vukica fanno amicizia.
Tutto potrebbe andar bene, ma purtroppo il cattivo Šerif riesce a scoprire il luogo dove si nasconde la vedova Dragica. L’intera situazione sarà risolta con l’intervento del sindaco fiumano, Francesco Vio (Dorian Mataija).
Sono diversi i momenti piacevoli e innocenti che il giovane cast di attori, dietro la guida di Denis Kirinčić, riesce a trasmettere al pubblico. L’intero gruppo interviene in scena con repentini e veloci cambi. Portando a movimentate scene, come quella della fervida piazza fiumana, con tutte le prelibatezze in vendita, oppure quelle quando Vukica ed Eneo tentano di mischiare due ricette delle loro rispettive tradizioni culinarie, quella serba e quella fiumana. A unire, in altre parole “la busara de scampi” con le “sarme”.
Il risultato porta al singhiozzo di tutti quelli che assaggiano il piatto.
“Anche le stelle hanno il singhiozzo” è un piacevole spettacolo che racconta di un “porto delle diversità” dove le parlate s’intrecciano, spesso amalgamandosi, con lingue e dialetti diversi. Il tutto per evocare quel crogiolo di lingue e culture che la città quarnerina è stata per diversi secoli.
Allestita grazie al patrocinio della Città di Fiume e della Regione litoraneo-montana, la rappresentazione vede l’apporto di Martino Šesnić per i video filmati, le musiche originali di Darko Jurković Charlie e la collaborazione del Coro femminile “Fratellanza” che nello spettacolo ha offerto due deliziosi cammei canori.

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