Un’esibizione corretta ma priva di espressività

L'Ukrainian classical ballet ha proposto ad Abbazia «Lo schiaccianoci», uno dei balletti più affascinanti della storia della danza classica

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Un’esibizione corretta ma priva di espressività

Il Festival Opatija ha ospitato al Centro Gervais di Abbazia, la compagnia di danza Ukrainian classical ballet, composta da celebri danzatori professionisti ucraini. Ad andare in scena è stato “Lo schiaccianoci” di Čajkovskij, uno dei più celebri balletti classici della storia, diventato ormai sinonimo delle festività natalizie.

Un anno di successo

La serata è stata introdotta dai saluti dal direttore del Festival Opatija, Ernie Gigante Dešković, il quale ha ringraziato soprattutto gli spettatori per il grande successo del programma artistico-culturale di quest’anno. Ringraziando il pubblico e ricordando la grande quantità di iniziative promosse nell’arco del 2021, Gigante Dešković ha affermato: “Nonostante la pandemia, siamo riusciti a realizzare uno dei più ricchi programmi a livello non solo locale, ma, oserei dire, anche nazionale. Da concerti – ha proseguito – di artisti croati e internazionali alla Scena estiva, a mostre allestite al Padiglione artistico ‘Juraj Šporer’, a spettacoli teatrali al Centro Gervais, a simposi, serate musicali e iniziative per il pubblico dei più piccoli. Ci sono stati più di 365 eventi, il che ci rende estremamente fieri dato che vi è stato dedicato tanto impegno. Il nostro successo, in realtà, è merito del nostro magnifico pubblico”. A salutare i presenti è stato anche il sindaco di Abbazia, Fernando Kirigin. “Negli ultimi anni, lo ‘Schiaccianoci’ è diventato uno dei simboli dell’Avvento di Abbazia”, ha spiegato. “Sono molto felice – ha puntualizzato – per il fatto che già a settembre di quest’anno avevamo deciso di organizzare l’Avvento senza sacrificare nessun programma, di proseguire, insomma, come se la pandemia non ci fosse, essendo ciononostante pronti ad annullare gli eventi nel caso fosse stato necessario. Siamo riusciti a realizzare tutto, senza sospendere nessun programma. Stiamo persino registrando dei numeri da record: infatti, rileviamo addirittura il 10 p.c. di pernottamenti in più rispetto al 2019”.

Il discorso di Ernie Gigante Dešković

Esibizione senz’anima

Uno dei più importanti appuntamenti dell’Avvento di Abbazia ha visto in scena “Lo schiaccianoci” di Čajkovskij nell’interpretazione della compagnia di danza Ukrainian classical ballet, formata da celebri danzatori professionisti, la maggior parte dei quali membri dei corpi di ballo dei Teatri Nazionali dell’Ucraina. Si tratta di uno dei più celebri balletti a livello mondiale che, di anno in anno, rappresenta un sinonimo delle festività natalizie. Un lavoro che esprime sentimenti di allegria e amore per la fantasia, uno spettacolo per tutta la famiglia. Nella versione dell’Ukrainian classical ballet, tuttavia, il risultato è una performance piuttosto blanda. Nonostante l’ottima esecuzione tecnica delle coreografie – specialmente da parte dei protagonisti Ilona Kravchenko e Denys Panchenko – lo spettacolo dell’ensémble ucraino non riesce a trasmettere alcuna emozione allo spettatore. La Kravchenko – membro della compagnia del Balletto del Teatro dell’Opera e del Balletto di Leopoli – riesce a eseguire con una buona precisione (a parte alcuni errori tollerabili) le coreografie, ma offre una performance che manca di espressività. Nell’esibizione di Panchenko si percepisce più passione nei movimenti del corpo, ma, tutto sommato, si tratta di un’esecuzione assai fredda. I due protagonisti si muovono in perfetta sintonia, ma data la carenza d’espressività, l’esito si presenta come una performance senz’anima. Piuttosto che assistere a una rappresentazione della magia del Natale, si ha l’impressione di osservare una lezione di danza classica o, al massimo, una prova generale dello spettacolo. “Lo schiaccianoci” – composto da Čajkovskij tra il 1891 e il 1892 su indicazioni del coreografo Marius Petipa e ispirandosi alla “Storia di uno schiaccianoci” di Alexandre Dumas padre, a sua volta basata sul racconto “Schiaccianoci e il re dei topi” di E.T.A. Hoffmann – è, nell’interpretazione dell’Ukrainian classical ballet, uno spettacolo che non riesce a emozionare il pubblico e a farlo avvolgere dallo spirito festivo. Pur contenendo tutti gli elementi che ci fanno amare il capolavoro del compositore russo – dalle coreografie in stile classico ai costumi e alle scenografie sontuose –, li presenta attraverso movimenti eseguiti in modo automatico da pressoché tutti gli interpreti. Nonostante il tutto esaurito, anche il pubblico della serata è apparso sostenuto, premiando raramente – una reazione del tutto comprensibile – con applausi spontanei le esibizioni dei danzatori.

Il pubblico in sala

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