Si è svolta ieri, mercoledì 26 novembre, ad Abbazia una nuova edizione del percorso di aggiornamento professionale rivolto agli insegnanti della verticale scolastica della Comunità Nazionale Italiana. L’iniziativa, ospitata dalla Comunità degli Italiani locale, è stata organizzata dal Settore Istituzioni prescolari, scolastiche e universitarie della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana, guidato da Patrizia Pitacco, in collaborazione con il sodalizio abbaziano.
Un approccio attento e consapevole
Il ciclo formativo, che negli ultimi anni si è affermato per l’approccio attento e consapevole alle trasformazioni educative, ha nuovamente richiamato l’interesse del corpo docente impegnato nella tutela e nella trasmissione della lingua e cultura italiana. Ad accogliere i partecipanti è stata Sonja Kalafatović, presidente della Comunità locale, che ha sottolineato come la presenza degli insegnanti rappresenti un segnale importante di vitalità culturale per la minoranza. Nelle sue parole, la scuola è emersa come presidio quotidiano della lingua madre, spazio di crescita e veicolo di tradizione, ma anche come ambito sempre più esigente, in cui si richiedono competenze aggiornate per rispondere alle sfide poste da una società in rapida evoluzione. Ha inoltre evidenziato la responsabilità dei docenti nel sostenere i percorsi delle giovani generazioni e ha espresso un sentito riconoscimento a chi, con passione e professionalità, opera nella formazione in lingua italiana sul territorio.
Ha quindi preso la parola Patrizia Pitacco, la quale ha ricostruito in modo articolato la genesi del percorso formativo e le tappe salienti delle edizioni precedenti. Dal 2022, il programma ha esplorato temi legati alla gestione dello stress, alla comunicazione espressiva tramite teatro e musica, e ai processi relazionali che caratterizzano il contesto scolastico. L’edizione attuale introduce una riflessione sul tempo come dimensione soggettiva, profondamente connessa all’equilibrio interiore e all’ascolto, tematica che verrà approfondita nei moduli successivi attraverso il linguaggio visivo e l’arte, strumenti privilegiati per favorire consapevolezza e introspezione. Nell’occasione, Pitacco ha voluto anche ringraziare Marin Corva, presidente della Giunta esecuitiva dell’UI, per il sostegno offerto alla realizzazione dell’iniziativa.
Ritmi antichi per pensare il presente
Ad aprire simbolicamente i lavori è stata una lectio magistralis “a sorpresa”, condotta da Pitacco e proposta senza preavviso, secondo una formula volutamente inattesa. Ispirata alla struttura delle lezioni classiche, la stessa ha voluto riattivare l’immaginazione e stimolare la riflessione individuale, restituendo alla parola scritta e pensata uno spazio attivo. Ai partecipanti è stato chiesto di lavorare con carta e penna, seguendo parole chiave e sollecitazioni che li hanno guidati nell’esplorazione di nuclei tematici fondanti: la percezione del sé, la continuità dell’esperienza, la relazione con l’altro e il legame tra sviluppo personale e contesto sociale.
La riflessione si è poi estesa ai cambiamenti introdotti dalla cultura digitale, che spesso sottrae spazio alle pratiche cognitive basate sull’attenzione e sull’approfondimento. Si è discusso della memoria come capacità profonda di trattenere e trasformare l’esperienza, distinguendola dal semplice ricordo, e della crescita come processo evolutivo segnato da passaggi critici, secondo la visione di Erikson. Sono emersi spunti anche sulla definizione della lingua come codice sonoro ancorato alla realtà, e del linguaggio come sistema simbolico complesso, idoneo a preservare e diffondere significati. Il discorso ha accompagnato i presenti verso una prima elaborazione condivisa del concetto di identità, intesa come struttura interiore che si definisce nel bilanciamento tra radici personali e stimoli provenienti dal mondo esterno.
Riflessioni e proposte emerse nel corso della lectio hanno aperto la strada ai lavori previsti per la giornata odierna. Quest’ultima si svolgerà presso gli spazi dell’albergo Continental e vedrà protagoniste Stefania Como e Rossella Lomello, del Centro Studi EducArte di Torino, che guideranno il modulo intitolato “Il tempo di chi crea – il tempo di chi riceve la creazione – il tempo è un tempo personale intriso di soggettività”, seguito da un laboratorio dedicato alla poesia visiva.
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