Una pinna nobilis per l’Apossiomene

La scultura in vetro, opera della giovane artista zaratina Zvonimira Karavida, è stata posta in una delle vetrine del Museo di Lussinpiccolo

La pinna nobilis in vetro

Una magnifica pinna nobilis in vetro di grandezza naturale è stata posta in una delle vetrine del Museo dell’Apossiomene. Il materiale è trasparente ma emana un luccichio sia se l’opera viene osservata dal di fuori che da dentro, dove al calar del sole proietta raggi multicolori a seconda dall’angolo dove si è posizionati e dell’altezza del sole. Autrice dell’opera è la scultrice zaratina Zvonimira Karavida, che ultimamente viene attratta da questo materiale scoperto agli albori del tempo di cui il metodo di lavorazione e la “ricetta” sono stati trovati negli scritti su tavolette d’argilla della biblioteca del re assiro Assurbanipal nella città di Ninive in Babilonia nel VII a.C. Si crede, però, che la scoperta del vetro sia avvenuta molto prima, dato che in Mesopotamia sono state trovate perle di pasta vitrea datate intorno al 2500 anni a.C. La giovane scultrice ha rilevato di essersi innamorata di questo materiale per la “poeticità e l’estetismo del vetro con cui si possono fare delle sculture quasi invisibili”. La serie di sculture di pinne nobilis riflette l’identità personale dell’autrice, il suo attaccamento al mare e la vita nel mare, che va tutelata al massimo se non vogliamo perdere per sempre la biodiversità.

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