“Il tango è antico come l’uomo. Nasce con il primo dolore dell’anima. È una lacrima viva”. Sono le parole con le quali inizia il progetto d’autore degli attori del Dramma Italiano del Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume, Leonora Surian Popov e Giuseppe Nicodemo, nel quale hanno voluto unire il loro amore per la ricerca storica e la musica, il tango e le emigrazioni. Si tratta di un progetto presentato nell’ambito delle Notti estive fiumane nel 2013 e nel 2015, riproposto in versione aggiornata l’altra sera in piazza Mattia Flacio Illirico e accolto con entusiasmo dal pubblico.
Il teatro all’aperto
In linea con l’idea principale delle Notti estive fiumane di trasformare i luoghi pubblici della città in un teatro all’aperto, offrendo così al pubblico la possibilità di vedere spettacoli e concerti e altri eventi culturali in un ambiente informale, sotto il cielo stellato dell’estate, così anche “Tango InCanto: una milonga a Fiume” ha sfruttato l’ambientazione del progetto in una milonga di Buenos Aires per “insediarsi” in una delle piazzette della Cittavecchia, tra i tavolini di un vero e proprio bar.
Sorseggiando una bibita o un cocktail, il pubblico ha seguito uno spettacolo che mette insieme canzoni, danza e testi per parlare di emigrazione, di nostalgia, di passione e amore espressi nei passi del tango, nelle parole di canzoni di Carlos Gardel, Lacalle, Piazzolla e nei versi di Jorge Luis Borges, Pier Paolo Pasolini, Pablo Neruda, Alfredo Le Pera, Cesare Pavese, Enrique Santos Discepolo e Izet Sarajlić. I segmenti recitati di Leonora Surian Popov e Giuseppe Nicodemo, che comprendevano la lettura di lettere di emigrati croati e italiani in Argentina e la narrazione delle origini e della storia del tango, si alternavano con le canzoni interpretate da Leonora Surian Popov (accompagnata dai bravissimi musicisti Mirko Satto al bandoneon e Alberto Mesirca alla chitarra), con gli interventi dei danzatori Aurora Cimino e Jody Bet e del Coro dell’Opera diretto dal Maestro Matteo Salvemini.
Un tema attuale
Nonostante l’idea chiara del progetto e il tema dell’emigrazione che oggigiorno si presenta più attuale che mai lo spettacolo, il cui testo e la regia sono firmati da Giuseppe Nicodemo, ci è sembrato però un insieme di segmenti sconnessi tra di loro in cui sarebbe stato auspicabile un maggiore rigore drammaturgico e forse qualche prova in più per conferire all’interpretazione nel suo insieme più disinvoltura. Per quanto riguarda gli interventi dei danzatori, questi sono risultati piuttosto ripetitivi e in generale avremmo voluto vedere un po’ più di quell’energia passionale che un tango dovrebbe trasmettere. Di grande effetto è stato l’intervento del Coro dell’Opera con il brano “Tango Trentino” (Leonardo Franchini/Roberto Di Marino) all’inizio e alla fine dello spettacolo. Il Coro è stato invece leggermente insicuro nell’esecuzione del celeberrimo “Por una cabeza – Tango d’amore”, reso famoso in una scena di tango nel film “Scent of a woman” con Al Pacino.
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