Una lingua, tre Paesi, quindici anni di storia. Il Festival dell’Istroveneto guarda al futuro

La kermesse dedicata alla tutela e alla promozione del dialetto italiano locale ha celebrato a Buie l'importante anniversario, omaggiando persone, progetti e passioni che ne hanno segnato la storia

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Una lingua, tre Paesi, quindici anni di storia. Il Festival dell’Istroveneto guarda al futuro

Sabato sera è stata inaugurata ufficialmente in Piazza del Duomo a Buie la 15esima edizione del Festival dell’Istroveneto, una manifestazione che nel corso degli anni ha saputo trasformarsi in un simbolo di identità, memoria e appartenenza, diventando custode e ambasciatrice di un patrimonio linguistico e culturale di inestimabile valore. In una serata intitolata “Cuindi… ze el festival!”, si sono intrecciati emozioni, ricordi e gratitudine dal forte valore simbolico, capace di rendere omaggio a quanti, con passione, impegno e lungimiranza, hanno contribuito a far crescere una rassegna che oggi rappresenta una delle più autorevoli e prestigiose espressioni della cultura istroveneta.

È stato un viaggio carico di significati, un percorso attraverso quindici anni di storie, voci, melodie e incontri che hanno saputo superare i confini geografici per consolidare un senso di comunità fondato sulla salvaguardia e sulla valorizzazione della parlata istroveneta. A fare da guida lungo questo percorso della memoria sono stati tre volti storici che, con professionalità, eleganza e immutata passione, hanno contribuito a dare voce e anima a tutte le edizioni della manifestazione quali Rosanna Bubola, Bruna Alessio e Daniele Kovačić, che hanno saputo regalare momenti di autentica emozione, rievocando attraverso aneddoti, testimonianze e filmati i momenti più significativi di un cammino condiviso, segnato dall’impegno di migliaia di persone accomunate dall’amore per la lingua e la cultura istroveneta.
In questo scenario di rara bellezza e profonda partecipazione, il Festival ha celebrato non soltanto il traguardo della sua 15esima edizione, ma soprattutto il valore delle persone, delle idee e delle passioni che ne hanno scritto la storia, restituendo al pubblico un momento di intensa condivisione e lasciando riaffiorare quel sentimento di orgoglio e appartenenza che da sempre costituisce l’anima più autentica di questa straordinaria avventura culturale. È stata una celebrazione della memoria e della riconoscenza. Dai fondatori ai sostenitori, dai collaboratori ai partner mediatici, dagli autori ai musicisti, dai coristi ai più giovani protagonisti dei numerosi progetti che hanno arricchito il Festival negli anni, nessuno è stato dimenticato. La serata inaugurale ha così riaffermato, con rinnovato orgoglio, il valore di un’eredità culturale che continua a vivere e a rinnovarsi, custodita con amore e tramandata alle nuove generazioni.

Maurizio Tremul, Tea Tidić, Ivo Vidotto, Monika Bertok, Stefano Lusa e Mauro Giorgi

Conferiti i riconoscimenti
Sul palcoscenico è stata Marianna Jelicich Buić, titolare del settore Cultura della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana, a consegnare un riconoscimento all’assessore alla Cultura della Regione istriana, Vladimir Torbica, per il costante sostegno e la vicinanza dimostrati al festival sotto ogni aspetto. Un riconoscimento particolarmente sentito è stato poi conferito a Roberto Ciambetti, che fin dagli esordi ha creduto in questo progetto, dapprima come assessore al Bilancio della Regione Veneto, poi presidente del Consiglio regionale del Veneto e successivamente insignito del titolo di Cittadino onorario della Città di Buie. Lo stesso Ciambetti ha rivolto parole di profonda gratitudine a Marianna Jelicich Buić, oggi unanimemente riconosciuta come l’anima del festival.
È stata quindi la volta dei riconoscimenti ai media che, fin dalla prima edizione, hanno accompagnato l’evento con tavole rotonde, servizi e reportage, contribuendo a questo lungo percorso di riscoperta delle nostre radici. A consegnarli è stato Maurizio Tremul, presidente uscente dell’Unione Italiana, ente organizzatore della manifestazione. I riconoscimenti sono andati al nostro quotidiano “La Voce del Popolo”, rappresentato dal caporedattore Ivo Vidotto, a TV Capodistria, rappresentata dalla caporedattrice responsabile Monika Bertok, a Radio Capodistria, rappresentata dal caporedattore del programma informativo Stefano Lusa, a Radio Pola, rappresentata dal redattore musicale Mauro Giorgi e al quotidiano “Glas Istre”, rappresentato dalla f.f. di caporedattrice Tea Tidić.
Successivamente è arrivato il momento della consegna dei riconoscimenti a coloro che sostengono finanziariamente il festival. A consegnarli è stato Marin Corva, neoeletto presidente dell’Unione Italiana. In rappresentanza del Governo croato ha ritirato il premio Tibor Varga, presidente del Consiglio per le minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, mentre per il Governo italiano il riconoscimento è stato ricevuto da Paolo Trichilo, ambasciatore d’Italia a Zagabria, in rappresentanza del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per la Regione istriana il premio è stato ritirato dal presidente Boris Miletić, mentre per la Città di Buie dal sindaco Fabrizio Vižintin. Per quanto riguarda la Regione Veneto, Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, e Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, impossibilitati a essere presenti per impegni inderogabili, hanno fatto pervenire sentiti messaggi di augurio e sostegno. A ritirare il riconoscimento a loro nome è stato pertanto Roberto Ciambetti.

Marin Corva, Paolo Trichilo, Tibor Varga, Boris Miletić, Fabrizio Vižintin e Roberto Ciambetti

Un riconoscimento speciale è stato conferito anche a Sergio Preden – Gato, che nel corso delle sue undici partecipazioni al festival ha collezionato numerosi premi e regalato al pubblico indimenticabili serate. Per le sue dodici presenze al Festival è stato premiato anche Mauro Giorgi, autore e arrangiatore di numerosissimi brani del “Dimela cantando” e prezioso collaboratore di tanti artisti, sia sul palco sia dietro le quinte. Un riconoscimento è andato inoltre a Marko Radolović per le sue undici partecipazioni alla manifestazione. Un omaggio particolare è stato infine dedicato a Edi Acquavita che, pur essendo salito sul palco come interprete una sola volta, fin dalla prima edizione ha contribuito con sigle, musiche e arrangiamenti di numerosi brani, ottenendo nel tempo anche molti importanti premi. I riconoscimenti consegnati erano costituiti da originali sculture realizzate dall’artista buiese Lovorka Lukani.
Nel corso della serata sono stati ricordati anche tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito a rendere il Festival un punto di riferimento per la salvaguardia e la valorizzazione dell’istroveneto. Parole di gratitudine sono state rivolte ai sindaci e alle città che negli anni hanno ospitato gli eventi, così come ai Servizi amministrativi dell’Unione Italiana, con un particolare ringraziamento a Marina Krušić e Federico Guidotto. Tra le numerose parole di riconoscenza non sono mancate quelle rivolte a Ettore Beggiato, Davide Guiotto e Roberta Vincoletto, insieme ai tanti artisti che, con il loro talento e la loro passione, hanno saputo regalare al pubblico momenti indimenticabili e contribuire alla crescita di una manifestazione ormai divenuta patrimonio condiviso di un’intera comunità.

Marianna Jelicich Buić e Vladimir Torbica

Viaggio nel «Dimela cantando»
Un ampio spazio è stato dedicato anche alla rassegna delle canzoni inedite in istroveneto “Dimela Cantando”, con un commosso ricordo rivolto a quanti hanno contribuito alla sua storia e oggi non sono più tra noi. È stato ricordato come fino al 2018 la competizione si svolgesse con le basi musicali, mentre dal 2019 l’introduzione della band dal vivo abbia rappresentato una svolta che ha elevato ulteriormente il livello artistico della manifestazione. Sotto la guida di Aleksandar Valenčić alle tastiere, sono entrati a far parte stabilmente della Band de “Dimela Cantando” Tonči Grabušić alla batteria, Vanja Vitezić alle percussioni, Damjan Grbac al basso, Zvonimir Radišić e Miro Lešić alle chitarre, con Ana Jakšić, Katarina Jurić e Andrej Babić alle voci, maestri che con professionalità e passione continuano ad accompagnare e a reinterpretare i brani in concorso.
Tra un riconoscimento e l’altro, il pubblico ha potuto rivivere alcune delle pagine più belle della rassegna attraverso l’esecuzione delle canzoni vincitrici delle passate edizioni. Si è partiti dal 2013 con “Canto amorozo”, proposta allora da Tamara Obrovac, autrice anche del testo, della musica e dell’arrangiamento, riproposta per l’occasione da Ana Jakšić e Katarina Jurić, essendo l’artista impegnata in un altro concerto. Nel 2014 a imporsi era stato “Tango dela recession”, interpretato da Alba Nacinovich, con testo di Elvia Nacinovich e musica e arrangiamento di Bruno Nacinovich. L’anno seguente il successo era andato a “Beata l’ora”, proposta da Mario Lipovšek-Battifiaca, con parole di Jessica Acquavita e musica e arrangiamento di Edi Acquavita, eseguita durante la serata da Andrej Babić e Aleksandar Valenčić. Nel 2016 aveva conquistato il primo posto “Nono con le ali”, firmata da Andrea Scarcia con l’arrangiamento di Massimiliano Cernecca, mentre nel 2017 lo stesso Scarcia era tornato sul gradino più alto del podio con “Ciapa fià”, di cui è autore di parole e musica, impreziosita dagli arrangiamenti di Gianluigi Destradi, Paolo Amodio, Marco Sterle e Angelo Chiocca. Nel 2018 erano stati i Musicittà a imporsi con “No me par vero”, interpretata durante la serata da Roberta Goldin, con testo di Samanta Stell, musica di Damir Vukelja e arrangiamento firmato dagli stessi Vukelja e Stell. Con il 2019 era arrivata la vittoria di “Ulisse”, interpretata da Stefano Hering e interamente composta e arrangiata da Massimiliano Cernecca.

Suggestiva Piazza del Duomo

Nel 2020 il primo premio era tornato ad Andrea Scarcia con “Gabriele”, brano del quale è autore anche della musica insieme a Giampaolo Bartoli, Paolo Amodio, Giulio Roselli e Giulio Miladossi. Negli anni successivi a distinguersi è stato ancora Massimiliano Cernecca, autore di parole, musica e arrangiamento di “Neverin”, vincitrice nel 2021, e interprete e autore completo di “Màuri”, brano trionfatore dell’edizione 2022. Nel 2023 il successo è andato a Sara Salvi con “I segreti de Saman”, di cui ha firmato testo e musica, con l’arrangiamento di Mauro Giorgi. Nel 2024 a conquistare il pubblico e la giuria è stata “Giulia”, interpretata da Nicole Vidak e interamente firmata da Marko Radolović, mentre l’ultima edizione, quella del 2025, ha visto trionfare “Jera colpa del destin”, portata sul palco da Angelica Zacchigna, con testo di Jessica Acquavita e musica e arrangiamento di Edi Acquavita. Un lungo viaggio musicale che, anno dopo anno, ha raccontato in note e parole l’anima dell’istroveneto, contribuendo a tramandarne la ricchezza e a rafforzarne il senso di appartenenza.
Con l’invito a continuare a vivere e sostenere questa straordinaria manifestazione, è stato ricordato che sul sito ufficiale del Festival dell’Istroveneto, www.istroveneto.com, sono disponibili il calendario completo dei prossimi appuntamenti e le dirette delle serate che accompagneranno il pubblico per tutto il mese di giugno.

Rosanna Bubola, Daniele Kovačić e Bruna Alessio

Maurizio Tremul, Tea Tidić, Ivo Vidotto, Monika Bertok, Stefano Lusa e Mauro Giorgi

«Bravi fioi», premiati i giovani talenti della parlata dialettale

La 15esima edizione del Festival dell’Istroveneto è entrata nel vivo già nel pomeriggio di sabato con il primo appuntamento che ha preceduto l’apertura solenne della manifestazione, con la creatività letteraria e audiovisiva dei più giovani connazionali, protagonisti del concorso “Bravi fioi”. Quest’anno sono stati complessivamente 146 i lavori letterari pervenuti, suddivisi nelle categorie “Pici”, “Medi” e “Grandi”. Le opere scritte, presentate in forma anonima, sono state esaminate dalla giuria composta da Alessandro Lakošeljac Ukmar, Daniela Ušić e Martina Trento Dagostini, che ha anche condotto l’incontro pomeridiano.
Per la categoria “Pici”, riservata ai bambini dai 6 ai 10 anni e che ha raccolto 93 elaborati, i premi sono stati consegnati dal sindaco della Città di Buie, Fabrizio Vižintin. Il primo premio è stato conquistato da Vita Baksa della SEI “Galileo Galilei” di Umago con “El tavolo vecio dela mia fameia”, seguita dalla mentore Svjetlana Pernić Ćetojević. Alla stessa scuola sono andati anche il terzo premio, assegnato a Vita Mei Bogović per “Do ciacole tra visini” con mentore Ilenija Anić, e la menzione onorevole a Matej Rakovac della sezione periferica di Bassania per “Mio nono zioga boce”, seguito da Carmen Rota. Il secondo posto è stato invece conquistato da Evan Santin della SEI “Bernardo Benussi” di Rovigno con “La me barcheta” e mentore Romana Lordanić.
Nella categoria “Medi”, dagli 11 ai 14 anni, che ha visto la partecipazione di 36 elaborati, i riconoscimenti sono stati consegnati da Jessica Acquavita, vicepresidente della Regione istriana. Il primo premio è andato a Lara Vigini della CI di Buie per “El mio posto preferì”, con mentore Lena Korenika. Secondo premio a Damian Codiglia Vidach della SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie per “Vecio olivo”, seguito da Tamara Tomasich. Terza classificata Elena Makovac della SEI “Galileo Galilei” di Umago con “El cucal de casa mia”, con mentore Marianna Jelicich Buić. La menzione onorevole è stata assegnata a Tina Jurman della SEI “Bernardo Benussi” di Rovigno per “El lavoro de sardelina de mia nona Rosy”, con mentore Dea Markovski.
La sezione letteraria si è conclusa con la categoria “Grandi”, dai 15 ai 18 anni, che ha raccolto 17 lavori. I premi sono stati consegnati da Vladimir Torbica, assessore alla Cultura della Regione istriana. Nella categoria “Grandi” si è distinta la SMSI “Antonio Borme” di Rovigno, i cui allievi, seguiti dalla mentore Larissa Degobbis, hanno conquistato il primo premio con Lana Kljajić e il lavoro “Esser ziovini qua”, il secondo premio con Alessia Despot per “No per la scola ma per la vita” e la menzione speciale con Iris Rakić e Lana Zovanović per il tema “Vlado Benussi el maestro de Rovigno”. Il terzo premio è invece andato a Marika Omanović della SMSI “Dante Alighieri” di Pola per “El sogno de poder svolar”, con mentore Alda Trbojević.
Sono stati consegnati anche i premi del Concorso video, che quest’anno ha visto la partecipazione di 25 lavori. A selezionare i vincitori è stata la giuria composta da Ilenia Maticchio, Mate Mekiš e Marko Voštan, mentre ogni premiazione è stata preceduta dalla proiezione dei video finalisti. Nella categoria delle scuole elementari dalla prima alla quarta classe, che ha raccolto otto lavori, Roberto Ciambetti, cittadino onorario della Città di Buie ed ex presidente del Consiglio della Regione Veneto, ha consegnato i premi della sezione individuale. A imporsi sono stati gli allievi della sezione periferica di Bassania, della SEI “Galileo Galilei” di Umago, seguiti dalla mentore Carmen Rota. Antonio Putinja ha conquistato il primo premio con “La mora cantada”, mentre Matej Rakovac si è classificato secondo con “Fritaja co i spàruzi”.
Per i lavori di gruppo, i riconoscimenti sono stati consegnati dalla viceconsole onoraria d’Italia a Buie, Giuseppina Rajko. Il primo premio è stato assegnato a Simone Vežnaver, Alex Acquavita Kozlović, Dino Paljuh e Liam Acquavita Kozlović della CI di Buie per “TG 2050 – notizie assurde dal futuro”, con mentori Lena Korenika ed Erika Trento. Secondo posto per Mia Pernich, Simone Vežnaver, Nikolaj Kramersteter, Emma Cramer e Thomas Dešković della SEI “Edmondo De Amicis” di Buie con “Do ridade in mezo al prà”, seguiti dalla mentore Milena Saina. Terzo premio a Erin Tade, Veronica Šulina, Aria Sirotić, Danijel Jakac, Sheryl Bertoša, Elizabeth e Anastasia Zubin della SEI “Galileo Galilei” di Umago con “Ma dove semo rivadi”, con mentore Ilenija Anić.
Tra le scuole elementari dalla quinta all’ottava classe sono arrivati dodici video. Luciano Monica, presidente della Comunità degli Italiani di Buie, ha consegnato i premi della categoria individuale. Il primo premio non è stato assegnato mentre il secondo è andato ad Anna Brdar della SEI “Galileo Galilei” di Umago per “Un porcospin fa primavera”, con mentore Sabina Maurić. Il terzo premio è stato attribuito ad Andrea Karendziuk della SE di Dignano per “Le palacinche de nona”, con mentore Patrizia Sfettina Jurman.
Per i lavori di gruppo, i premi sono stati consegnati dalla vicesindaco della Città di Buie, Michela Altin. Il primo premio è stato assegnato a Leo e Lara Vigini, Ivana Estelle Beletić, Nika Vižintin ed Emma Markov della CI di Buie per “Genitori de jeri vs genitori de ogi vs genitori de’l futuro”, con mentori Lena Korenika ed Erika Trento. Secondo posto per Sara Bernich, Raoul Bernich ed Enya Grassi Pavletić della SEI “Galileo Galilei” di Umago con “Gnagna Cia e le serieze in perìcolo”, con mentore Sabina Maurić. Terzo premio a Mateo e Chiara Kalcina della SEI “Edmondo De Amicis” di Buie con “Vita de canpanja”, seguiti dal mentore Andrea Sinožić.
Nella categoria delle scuole medie superiori, che ha raccolto cinque lavori, Marianna Jelicich Buić, titolare del Settore cultura della GE dell’Unione Italiana, ha consegnato i premi della sezione individuale. Il primo premio non è stato assegnato. Il secondo è andato a Mattia Banić della SM “Pietro Coppo” di Isola per “El nono e el nipote”, con mentore Gregor Sotlar, mentre il terzo premio è stato conquistato da Noel Bernich della SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie con “Per farme dormir cuando che jero picio”, con mentore Sabina Maurić.
Infine, per i lavori di gruppo delle scuole medie superiori, i riconoscimenti sono stati consegnati dal sindaco di Grisignana, Claudio Stocovaz. Il primo premio è stato assegnato a Serena Basaneže, Roko Nadal, Nika Ponjavić, Eliza Radin, Chiara Zdunić, Sara Calcina e Roko Tanfara della SMSI “Leonardo da Vinci” di Buie per “I oto de la ‘da Vinci’ e Bruno”, con mentore Ketrin Antolović Dešković. Secondo posto per Alex Belušić, Domink Jugovac, Karlo Bartolić, Gioele Romano e Nika Drušković della stessa scuola con “Modi de dir”, seguiti dalla mentore Michela Altin. Terzo premio a Iris Rakić e Lana Zovanović della SMSI “Antonio Borme” di Rovigno per “I veci ne conta”, con mentore Larisa Degobbis. Il pomeriggio dedicato ai giovani talenti ha così aperto il Festival nel migliore dei modi, confermando ancora una volta la vitalità della lingua, della cultura e della creatività delle nuove generazioni della CNI.

 

Firmato il protocollo per la tutela dell’identità linguistica e culturale

Tra i momenti più significativi e solenni della giornata inaugurale della 15esima edizione del Festival dell’Istroveneto vi è stata la sottoscrizione del Protocollo d’intesa per la tutela e la valorizzazione del dialetto istroveneto, un atto che rafforza l’impegno delle istituzioni istriane nella salvaguardia di questo importante patrimonio culturale immateriale. Ad aprire la cerimonia è stato l’assessore alla cultura della Regione istriana, Vladimir Torbica, che nel salutare le numerose autorità presenti ha richiamato il decreto del Ministero della Cultura e dei Media del 16 settembre 2021, con il quale il dialetto istroveneto è stato inserito nel registro dei beni culturali della Repubblica di Croazia. “Con la sottoscrizione del presente protocollo d’intesa assumiamo l’impegno di continuare a tutelare il dialetto istroveneto sostenendo le iniziative dei singoli, delle associazioni e delle istituzioni che lo valorizzano e lo promuovono nel nostro territorio”, ha sottolineato Torbica che ha poi coadiuvato l’intero incontro.
I firmatari
A suggellare questo impegno comune sono state le firme dei rappresentanti delle amministrazioni locali istriane e dell’Unione Italiana. In successione hanno sottoscritto il documento il vicesindaco della Città di Pola in quota CNI, Vito Paoletić, il sindaco di Buie, Fabrizio Vižintin, il sindaco di Cittanova e deputato al Parlamento croato, Anteo Milos, la vicesindaca di Rovigno, Gianfranca Šuran, la vicesindaca di Dignano, Manuela Geissa, la vicesindaca di Umago, Floriana Bassanese Radin, la vicesindaca di Portole, Barbara Vežnaver Antonac, il sindaco di Verteneglio, Neš Sinožić, il vicesindaco di Valle, Fabrizio Fioretti, la vicesindaca di Fasana, Sandra Piljan, il sindaco di Grisignana, Claudio Stocovaz e il vicesindaco di Parenzo, Ugo Musizza.
Per il Comune di Torre-Abrega, impossibilitato a partecipare, il sindaco Nivio Stojnić è stato rappresentato dall’assessore Marino Marković, mentre per il Comune di Visignano, in rappresentanza del sindaco Zoran Dekleva, la firma è stata apposta dalla presidente del Consiglio comunale Gordana Russo. A nome dell’Unione Italiana hanno firmato il presidente uscente Maurizio Tremul e il presidente neoeletto Marin Corva. A chiudere la cerimonia è stata la firma del presidente della Regione istriana, Boris Miletić, a conferma del sostegno istituzionale della Regione alla tutela e alla promozione dell’istroveneto.
Una scelta condivisa
Nel suo intervento Miletić ha definito la firma del protocollo un atto di tutela dell’identità, della cultura e del modo di vivere dell’Istria. Richiamando le battaglie istituzionali degli ultimi decenni, dal riconoscimento del bilinguismo fino all’inserimento dell’istroveneto nel patrimonio culturale immateriale, Miletić ha sottolineato che la salvaguardia dell’identità istriana non deve essere vissuta come un obbligo, ma come una scelta sentita e condivisa.
Fabrizio Vižintin ha ricordato invece con orgoglio il percorso avviato quindici anni fa per dare maggiore valore al dialetto istroveneto, definendolo parte integrante della cultura e dell’identità del territorio. Ha sottolineato il ruolo dei promotori iniziali, tra cui Vladimir Torbica e Marianna Jelicich Buić, il sostegno garantito dalla Regione istriana, dalla Regione Veneto e da Roberto Ciambetti, nonché il coordinamento dell’Unione Italiana.
Roberto Ciambetti ha sottolineato come in quindici anni sia stato compiuto un lavoro significativo rimarcando come questo atto dimostri la volontà della base istituzionale istriana di lavorare in modo coordinato per la tutela dell’identità culturale comune.
Motivo di vanto
Nel suo intervento, pronunciato in istroveneto, la vicepresidente della Regione istriana, Jessica Acquavita, ha evidenziato come uno dei maggiori meriti del Festival dell’Istroveneto in questi quindici anni sia stato quello di rendere la comunità maggiormente consapevole del valore della propria parlata. Maurizio Tremul, da parte sua, ha ricordato come il Festival sia nato a Buie quindici anni fa e come l’Unione Italiana ne sia divenuta ben presto coorganizzatrice insieme alle numerose istituzioni sostenitrici. Ha ripercorso il lungo lavoro che ha portato al riconoscimento dell’istroveneto quale patrimonio culturale immateriale prima in Slovenia e successivamente in Croazia, ringraziando tutti i soggetti coinvolti nel percorso. Marin Corva ha sottolineato come l’istroveneto rappresenti un patrimonio identitario da valorizzare pienamente, evidenziando l’importanza di continuare a parlare l’istroveneto come elemento centrale dell’identità locale e come legame con l’area culturale veneta e friulana. Ha inoltre portato i saluti del futuro presidente della GE dell’UI, Paolo Demarin, auspicando la continuità del sostegno istituzionale al Festival e alle politiche di tutela linguistica e culturale.

Le autorità firmatarie del Protocollo d’intesa

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