Una commedia che mette sotto accusa il culto del successo

Con lo spettacolo scritto e diretto da Emanuele Aldrovandi, andato in scena in Piazza San Martino a Momiano, si è conclusa la quinta edizione della rassegna «Il Carro di Tespi»

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Una commedia che mette sotto accusa il culto del successo
Gli attori a fine spettacolo

La quinta edizione de “Il Carro di Tespi – Teatro italiano in piazza” è giunta al termine con l’ultimo appuntamento del 2026, nel cuore della pittoresca località di Momiano. L’appuntamento momianese di sabato è stato preceduto da quelli di Dignano e Lussinpiccolo ed ha avuto come protagonista lo spettacolo “Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro”, prodotto dall’Associazione Teatrale Autori Vivi di Reggio Emilia, con ERT Emilia Romagna Teatro e Teatro Stabile di Torino.

Ideato dal COMITES di Fiume, il progetto itinerante “Il Carro di Tespi – Teatro italiano in piazza” si propone di avvicinare al pubblico il teatro italiano con tre spettacoli all’anno, ciascuno in una località diversa dell’Istria e del Quarnero. Tutti gli spettacoli del progetto, proprio come quello portato in scena sabato, sono accompagnati da sottotitoli in lingua croata e inglese in modo da essere accessibili a un pubblico che va oltre alla popolazione italofona. In questo modo le piazze, luoghi di comunione, diventano veri e propri centri di cultura e intrattenimento liberi. “Il progetto nasce cinque anni fa con l’intento di portare spettacoli teatrali professionali nelle piazze dei borghi dove sono presenti le Comunità degli Italiani, località piccole che non hanno la possibilità di avere un teatro stabile”, ha spiegato Federico Guidotto, presidente del COMITES. “Per queste serate bisogna saper scegliere bene gli spettacoli: non tutti si possono adattare per essere portati nelle piazze, dove magari ci sono cani che abbaiano o bambini che giocano, come sa succedere a volte. Uscire e doversi adeguare a queste situazioni sa essere molto impegnativo per gli attori che sono abituati a lavorare in uno spazio teatrale tradizionale”.

Il pubblico in Piazza San Martino

Una festa per tutti
“Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro” è il titolo dello spettacolo scritto e diretto da Emanuele Aldrovandi andato in scena sul palco allestito in Piazza San Martino. La vicenda è incentrata sul tentativo di Marta (Serena De Siena) di far sì che Emma, sua figlia di età prescolare che nutre la passione per la pittura, diventi un’artista ricca e famosa. Per raggiungere questo obiettivo pensa di sfruttare la fama dell’attrice Chiara Velati (Silvia Valsesia), madre di una delle compagne d’asilo di Emma. Il piano è semplice: invitare a casa propria Chiara in occasione del compleanno di Emma, mostrarle i dipinti e cercare di invogliarla a dare loro visibilità mediante i suoi profili social. Il piano, già fragile di per sé, va completamente nel verso sbagliato quando al posto di sua sorella, a fare da spalla a Marta è il cognato Carlo (Tomas Leardini). Scacchista per passione e per lavoro, con il suo approccio iper-razionale innesca una catena di fraintendimenti tanto ridicoli quanto devastanti. La situazione viene risolta da Ferdinando (Luca Mammoli), il compagno di Marta. Inizialmente contrario allo schema, decide di agire a fin di bene della piccola Emma e grazie a un approccio ragionevole ed empatico, pone rimedio ai danni causati. Conclusa la festa, Chiara crea un video per i social, subito virale. Emma diventa famosa, vende ed espone i suoi dipinti in importanti gallerie d’arte.

La scenografia fatta da grandi arnie

Saper scegliere
Dopo il frizzante senso dell’umorismo che ha pervaso tutta la serata, il finale, tutt’altro che un lieto fine, è stato un fulmine a ciel sereno. Lo spettacolo termina con una lettera scritta da Emma in cui spiega che nonostante il successo ottenuto, che in teoria dovrebbe essere appagante, prova invece un opprimente senso di infelicità. Fortemente convinta che questo malessere sia inevitabile per l’uomo, saluta la sua famiglia e compie l’atto estremo. Questa scelta è stata indubbiamente una forte presa di posizione e di denuncia da parte di Aldrovandi: a volte le ambizioni premature dei genitori, anche sviluppate a fin di bene, possono avere risvolti catastrofici.
Sulla trama, che in apparenza tratta situazioni prettamente inerenti alla nostra epoca, si innestano delle interessanti questioni filosofiche. Oltre ad analizzare il complesso rapporto tra denaro, fama e felicità, cosciente che dalle prime due non sempre consegue la terza, lo spettacolo propone anche una riflessione sull’arte. Cos’è ciò che dà valore a un’opera? Esistono dei canoni oggettivi per poter fare un giudizio, come le capacità tecniche dell’artista, oppure il valore artistico è solamente frutto del consenso del pubblico che osserva?
La località istriana è stata una cornice perfetta per lo spettacolo, ambientato in una casa di campagna.
A rendere ancor più suggestiva l’atmosfera è stato anche il contesto naturale: alle spalle del palco si intravedeva un’abitazione privata, immersa nel verde quasi al punto di esserne completamente nascosta. Sul palco, invece, la scenografia era composta da grandi arnie che, di volta in volta, diventavano porte o pareti. La scelta è ispirata al mestiere di Ferdinando, apicoltore, attraverso i cui ricordi è filtrato lo spettacolo.

La trama tratta questioni filosofiche

Le autorità presenti alla serata
Tra il pubblico hanno figurato diverse autorità, dimostrando un grande supporto istituzionale all’iniziativa: la console generale d’Italia a Fiume, Iva Palmieri; il viceconsole d’Italia a Fiume, Gianluca di Felice; la viceconsole onoraria d’Italia a Buie, Giuseppina Rajko; la vicepresidente della Regione istriana, Jessica Acquavita; l’assessore regionale alla Cultura e alla Territorialità, Vladimir Torbica; il direttore dell’IIC di Zagabria, Gian Luca Borghese; la vicesindaca di Buie, Michela Altin; la direttrice dell’EDIT di Fiume, Christiana Babić; il presidente del COMITES di Fiume, Federico Guidotto; il titolare del Settore Cultura e Arte della GE dell’UI, Enea Dessardo; e la presidente della CI di Momiano, Arijana Brajko Gall. La rassegna è stata organizzata dal COMITES di Fiume, con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, per il tramite dell’Università Popolare di Trieste, dell’Ufficio per i diritti dell’uomo e per i diritti delle minoranze nazionali della Repubblica di Croazia, per il tramite dell’UI, dell’Istituto Italiano di Cultura di Zagabria, del Consolato Generale d’Italia a Fiume, delle CI di Dignano, Lussinpiccolo e Momiano, della Biblioteca Comunale di Lussinpiccolo e di TRY theatre, con il patrocinio della Regione istriana. Ancora una volta, l’iniziativa è stata un autentico successo, come dimostra la calorosa ricezione del pubblico. Per il momento, “Il Carro di Tespi” si congeda, ma le sue ruote sono già pronte a rimettersi in viaggio verso nuove destinazioni per portare il teatro tra la gente.

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