Un viaggio nei suoni che rischiano di scomparire

La Giornata mondiale del pianoforte è stata celebrata nella sala del cinema dell'UPA di Buie con il concerto del pianista connazionale Andrea Furlan

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Un viaggio nei suoni che rischiano di scomparire

È stato il giovane pianista connazionale buiese, Andrea Furlan, il protagonista dell’”International piano day” tenutosi a Buie. L’evento ha inserito per la seconda volta consecutiva la Croazia nelle celebrazioni della Giornata mondiale del pianoforte, un appuntamento speciale per condividere la secolare gioia di suonare questo strumento meraviglioso.

Tutti gli amanti del piano, giovani e meno giovani, dilettanti e professionisti, si riuniscono per festeggiare questa speciale ricorrenza che si celebra l’88° giorno dell’anno in omaggio agli 88 tasti del pianoforte. Quindi quest’anno ha avuto luogo presso la sala del cinema dell’Università popolare aperta, ente organizzatore, dove ad accogliere il pubblico e a presentare il pianista è stata la direttrice f.f., Tanja Šuflaj.

Tanja Šuflaj.
Foto: Erika Barnaba

Atmosfere novecentesche

Andrea Furlan, classe 1999, oggi conosciuto in diversi Paesi per i suoi numerosi primi posti in Concorsi nazionali e internazionali, ha inaugurato la serata con Notturni op. 62 (Andante e Lento) di F. Chopin, opera che è riuscita a catturare l’essenza del canto notturno, tipico del sentire romantico. Come spiegato, con l’op. 62 Chopin utilizza il canto in modo particolare, non solo rimanendo in suoni teneri, ma anticipando quella ricerca novecentesca dell’atmosfera sonora rievocando figurativamente attraverso la musica scene notturne di luna piena, in mezzo ad una natura silenziosa, priva di elementi umani, entrando quindi in una quiete e ritrovando quella simbiosi con la natura e il cielo persa nei secoli, cosa riuscita a trasmettere a pieno dal giovane pianista. Questo viaggio musicale è continuato sempre nello stesso periodo, ma con un diverso utilizzo della melodia. Con l’ungherese F. Liszt e la sua 2 Polonaise S.223 (Polonaise in C minore e Polonaise in E major) la tecnica è diventata piuttosto ardua ma intrisa di un sentimento romantico molto presente, ma non tanto atmosferico quanto quello di Chopin, in quanto il pianista attraverso Liszt è riuscito ad ammaliare il pubblico con melodie molto semplici ma mai scontate.

La melodia, fonte di immagini

Dopo un viaggio nel XIX secolo, il pianista ha portato i presenti nel primo Novecento attraverso un incredibile sviluppo di nuovi stili e tipologie di musica. Con la Sonata di rarissima esecuzione op. 62 no. 6 (Modéré: mystérieux, concentré) di A. Skrjabin, uno dei più grandi compositori e ricercatori in fatto di suoni ed effetti sonori, come è stato sottolineato: “la melodia diventa fonte di immagini, l’armonia che fino a questo punto era la base si scioglie in infinitesimali movimenti melodici ai quali Skrjabin affida ad ognuno un ruolo, un livello e un colore preciso”.

Freschezza e novità

Il concerto ha visto in conclusione la Sonata Sz. 80 (Allegro moderato, Sostenuto e pesante, Allegro molto) di B. Bartók con un’impronta melodica ben diversa dove l’elemento melodico cerca di rievocare il più fedelmente possibile i canti più arcaici delle zone della Transilvania e dell’Ungheria in generale, portando un’incredibile ondata di freschezza e novità all’interno della musica classica. “Partendo da una melodia ostinata, passando per un movimento funebre, fino ad arrivare ad una danza popolana, Bartók porta l’ascoltatore a sentire e toccare con mano luoghi e suoni che altrimenti rischiano di scomparire”, conclude così il repertorio di sala.

Un talento innato

L’incredibile talento buiese, che a partire dall’età di sei anni si dedica a questa passione, ha frequentando con successo numerose scuole, masterclass e corsi in vari Paesi europei per arrivare ad oggi, dopo aver conseguito il diploma con il massimo dei voti al Liceo di Musica “I.S.I.S. Carducci-Dante” di Trieste ed essere iscritto attualmente al Biennio dello stesso, ad esordire con l’Orchextrà di Trieste al Ridotto del Teatro Lirico G. Verdi di Trieste e sempre con la stessa orchestra si esibisce al Teatro lirico di Gorizia e al Politeama Rossetti di Trieste. Con l’Orchestra d’Archi “Ferrucio Benvenuto Busoni” diretta dal M° Alessio Cioni, ha eseguito a Vinci il Secondo concerto di S. Rachmaninoff. Non è mancata l’esibizione in diversi recital solistici e cameristici in Italia, Spagna, Croazia e Slovenia con numerose partecipazioni a masterclass con docenti di fama internazionale. Grazie al suo impegno, passione e talento, ha vinto una borsa di studio per la propria formazione offerta dalla Williamson foundation of music. Attualmente detiene la cattedra di pianoforte e solfeggio presso il Centro Studi di Musica Classica “Luigi Dallapiccola” nelle sedi di Verteneglio e Pola.

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