Un variopinto carosello musicale apprezzato dal pubblico fiumano

Al TNC di Fiume ha avuto inizio la quadriennale collaborazione tra la Filarmonica di Zagabria e l’Opera dello «Zajc»

Il Maestro Valentin Egel, la Filarmonica di Zagabria e l’Opera del TNC “Ivan de Zajc” di Fiume

Con il concerto “Insieme” dell’altra sera all’”Ivan de Zajc”, ha avuto inizio la, così si configura, quadriennale collaborazione tra la Filarmonica di Zagabria e l’Opera dell’”Ivan de Zajc” di Fiume.

Dopo un’assenza di dieci anni, la Filarmonica di Zagabria è stata nuovamente di scena, diretta dal Maestro Valentin Egel, con la partecipazione delle primadonne Kristina Kolar e Anamarija Knego dell’Opera di Fiume.

Il Maestro Valentin Egel alla fine della serata

Nuove possibilità

È stata una serata certamente felice, salutata dal pubblico fiumano nel modo più caloroso, il quale ha giustamente apprezzato le qualità dei valenti musicisti zagabresi. Riteniamo che tale progetto di collaborazione tra i due enti musicali potrà avere esiti fruttuosi in quanto la sinergia, in questo caso tra soggetti artistici, può essere portatrice di vantaggi e di nuove possibilità a vari livelli, sia per i musicisti che per il pubblico. Pensiamo a vari tipi d’interazione tra le due compagini, certamente delle uscite nella capitale, come pure un’offerta musicale più variegata sia per il pubblico zagabrese, che per quello del capoluogo quarnerino.

Un esempio più che felice di collaborazione tra i citati enti è stato realizzato già l’anno scorso con una magnifica esecuzione della mahleriana sinfonia “Risurrezione”, tra l’altro registrata per la TV croata.

L’esecuzione della Filarmonica e dell’Opera è stata brillante e suggestiva

Sonorità di qualità

Il concerto al quale abbiamo assistito è stato un allegro e variopinto carosello musicale che ha toccato generi, autori e Paesi diversi, dando agio alla Filarmonica di Zagabria di mettere in luce le sue qualità: ossia le sonorità ricche e di qualità, nei vari settori e in conseguenza una vasta gamma di impasti timbrici, come pure la severa disciplina musicale e la prontezza nel percepire le suggestioni della musica e le indicazioni del direttore.

La Filarmonica di Zagabria è partita “al galoppo” con l’Ouverture dell’operetta “Cavalleria leggera” di von Suppé conquistandosi il pubblico con un’esecuzione brillante e suggestiva. Rileviamo che lo spalatino Suppé era imparentato, un po’ alla lontana, con Gaetano Donizetti e che, al pari di Rossini, si dilettava ai fornelli inventando ricette sopraffine.

Si è proseguito con il clima marziale della “Marcia del bano Jelačić” di Johann Strauss. Vogliamo ricordare che Jelačić divenne bano di Croazia grazie all’intercessione del feldmaresciallo conte Laval Nugent presso la corte di Vienna; il quale, abbracciate le idee del Risorgimento croato, fece del castello di Bosiljevo un cenacolo di patrioti croati. Quello stesso feldmaresciallo Nugent che aveva salvato dalla rovina tutti i castelli dei Frankopan in Croazia e le cui strabilianti collezioni egizie, dell’antichità classica, rinascimentali, e quant’altro, già esposte nel castello di Tersatto, costituiscono la parte più cospicua del Museo archeologico di Zagabria. Quello stesso Laval Nugent i cui resti mortali – buttati alla rinfusa assieme a quelli dei suoi aristocratici parenti in sacchi della spazzatura – sono stati murati da qualche parte nel castello tersattense. Quando si dice la gratitudine e la pietà cristiana!

Kristina Kolar

Pagine rossiniane e pucciniane

Dopo la popolaresca “Istarska suita” di Natko Devčić e le piccanti e ironiche pagine rossiniane de “L’italiana ad Algeri”, è stata la volta di Kristina Kolar, elegantissima nel suo abito nero trapuntato d’oro. Da esperta Aida, la cantante ha interpretato con verità d’accenti e voce generosa “Ritorna vincitor”. Anamarija Knego si è provata, invece, con la pucciniana “Un bel dì vedremo”. Rileviamo che codesta aria e il ruolo di Cio Cio san si confanno molto al suo bel soprano lirico che va acquistando sempre maggiore smalto e intensità. Infine, le due voci si sono gradevolmente fuse nel duetto finale di Jelena ed Eva dal “Nikola Šubić Zrinski” di Zajc.

Anamarija Knego

Ritmi e atmosfere balcanici

Dopo la “goliardica” e spavalda ouverture dell’opera “Maskarade” di Karl Nielsen, i filarmonici zagabresi hanno eseguito con temperamento, dando prova di saper cantare con passione (sulla corda di sol), alla maniera tzigana, la “Danza ungherese n. 5” di Brahms; suggellando il tutto con il “Simfonijsko kolo” di Gotovac, rilucente di colori, ritmi, atmosfere e suggestioni delle terre balcaniche. Il valentissimo Maestro Valentin Egel ha plasmato e cesellato magistralmente tutti i citati brani, facendo emergere con freschezza i caratteri e lo spirito di queste pagine.

Il pubblico fiumano ha salutato i musicisti con entusiasmo, tanto da indurre l’orchestra a bissare Brahms. Facciamo notare che la Filarmonica di Zagabria in quanto tale è stata fondata nel 1920 ed ha collaborato con i maggiori direttori d’orchestra e solisti del Novecento.

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