Un ponte tra spettacolo e pubblico

Filip Jurjević, giovane autore dell’adattamento scenico de «L’amica geniale» nella regia di Paolo Magelli, ci svela l’importanza del ruolo di «dramaturg» per un teatro

La tetralogia di Elena Ferrante su cui si basa la pièce che debutterà al TNC di Zagabria

Filip Jurjević appartiene alla nuova generazione dei professionisti del teatro croato. Laureato all’Accademia di Arti drammatiche di Zagabria l’anno scorso, specializzandosi nel lavoro sul testo, ha già collaborato a diversi spettacoli che vanno dal teatro di prosa al teatro ragazzi, passando per il teatro di figura. “Nella colonia penale” (basata sull’omonimo racconto di Franz Kafka), “Ho una bambola nell’armadio” (Ja imam lutku u ormaru), “Attento a quello che dici” (Pazi što govoriš), sono solo alcune delle messinscene a cui Jurjević ha lavorato in veste di drammaturgo e “dramaturg”.

 

 

Debutto a 26 anni
A soli 26 anni, è stato assunto, insieme a Nina Peručić (con la quale aveva firmato l’adattamento scenico di “Nella colonia penale”), come drammaturgo per lo spettacolo “L’amica geniale”, diretto dal regista italiano residente da lunghi anni a Zagabria Paolo Magelli e basato sull’omonima tetralogia scritta dalla grande Elena Ferrante. La scrittrice napoletana, la cui identità rimane felicemente celata dallo pseudonimo che al giorno d’oggi non è ancora stato decifrato, è conosciuta a livello mondiale grazie a romanzi che esplorano i più delicati argomenti legati alla questione femminile.
Il primo romanzo della serie, da cui la stessa tetralogia prende il nome, sarà adattato per la scena da Željka Udovičić Pleština, la quale ha collaborato con Magelli su diversi spettacoli tra cui il pirandelliano “Questa sera si recita a soggetto” (debuttato nel 2008 al Teatro Nazionale Croato “Ivan de Zajc” di Fiume) e “La locandiera” goldoniana, con la quale, nella stagione 2016/2017, è stato celebrato il 70.esimo anniversario del Dramma Italiano di Fiume.

Mediatore teatrale
La prima de “L’amica geniale” dovrà purtroppo attendere la ripresa dei consueti ritmi di produzione, tanto auspicata dall’intero mondo dello spettacolo.
Nell’attesa del debutto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria, per il tramite di una breve intervista, Jurjević ci ha illustrato il lavoro legato all’allestimento dello spettacolo, soffermandosi inoltre sullo stesso lavoro del “dramaturg” in Croazia. Il termine “dramaturg”, ricordiamo, non corrisponde al sostantivo italiano “drammaturgo”: mentre quest’ultimo sta a indicare l’autore di testi teatrali, ovvero chi compone drammaturgie, la parola “dràmaturg”, tratta dalla lingua tedesca, descrive un professionista del teatro che, oltre ad affiancare gli artisti, funge da mediatore dei rapporti tra lo spettacolo, il pubblico e la critica. Si tratta di una figura professionale tuttora assente dall’industria teatrale di molti Paesi, ma che in Croazia trova una tradizione ben consolidata. “In Croazia, il significato della parola ‘dramaturg’ corrisponde a quello del termine tedesco: sta a indicare, metaforicamente, un ponte tra gli elementi che compongono lo spettacolo teatrale”, ha spiegato Jurjević. “In realtà – ha aggiunto – questa è la prima volta che lavoro solamente all’adattamento scenico del testo letterario, senza partecipare come ‘dramaturg’ alla messinscena. Nel nostro Paese, ogni ‘dramaturg’ è allo stesso tempo anche drammaturgo, ma non tutti i drammaturghi sono per forza dei ‘dramaturg’. Penso che si tratti di una scelta personale. Sono due termini che spesso vengono sovrapposti, tanto dalla critica, quanto dallo stesso mondo del teatro”.

Filip Jurjević

Un progetto nato a tavolino
Per quanto riguarda, nello specifico, le modalità del lavoro dei due drammaturghi per la regia di Magelli, Jurjević ha specificato che il progetto è iniziato con una discussione a tavolino, proseguendo in via virtuale in seguito all’inasprimento delle restrizioni antiCovid: “Inizialmente, Paolo Magelli e io ci siamo incontrati per parlare del concetto dello spettacolo e di altre questioni legate alla messinscena.
In seguito, Nina Peručić e io abbiamo trasferito su carta tale idea. Abbiamo lavorato per porzioni: ogni volta che veniva elaborata una parte del testo, l’adattamento veniva sottoposto a valutazione da parte di Magelli e della Udovičić Pleština, i quali stabilivano le linee guida secondo le quali andava sviluppato il progetto.
A causa del lockdown, successivamente abbiamo dovuto continuare il lavoro tramite Skype”.

Un adattamento fedele al romanzo
Alla domanda circa il rapporto tra la messinscena di Magelli e il romanzo della scrittrice napoletana, Jurjević ha affermato che si tratta di un’interpretazione piuttosto accurata del testo originale: “L’adattamento teatrale è molto fedele al romanzo della Ferrante.
Tuttavia, con ogni nuova versione della drammaturgia ci siamo spostati sempre di più verso quella semiotica tipica del teatro.
In altre parole, seguiamo il romanzo in merito ai personaggi e alla trama, il tutto però in un’ottica specificatamente teatrale”.

Crisi generale del teatro
Il mondo dell’arte e l’industria dello spettacolo sono stati inevitabilmente danneggiati dalla crisi del coronavirus. Data la specificità del settore teatrale, in cui il momento della realizzazione del prodotto artistico corrisponde al momento della sua fruizione da parte del consumatore, risulta chiaro che si tratta di un’arte che risente molto della riduzione del numero massimo di spettatori ammesso agli eventi.
In merito all’influenza del coronavirus e delle misure antiepidemiche sul teatro in Croazia, Jurjević ha affermato che, al momento, il teatro sta attraversando un periodo difficilissimo: “Per i performer non è facile esibirsi di fronte a un numero esiguo di persone. Dall’altro lato, può capitare che un membro dell’ensémble si ammali o debba sottoporsi a isolamento fiduciario. Penso che al momento regni la paranoia collettiva, per certi versi giustificata, per altri infondata. Credo che ciò influenzi non soltanto noi che facciamo teatro, ma anche il pubblico. Questa non è una situazione semplice, non è un fenomeno effimero, bensì una circostanza che ci ha accompagnato per molto tempo.
La più grande sfida, a mio avviso, sarà continuare a fare teatro ai tempi del coronavirus”.

Rinascita dell’attività culturale
In attesa dell’attenuazione delle misure antiepidemiche, il lavoro su “L’amica geniale” procede, seppur per ritmi irregolari, in modalità virtuale.
Non è ancora nota la data del debutto al Teatro Nazionale Croato di Zagabria. Ciononostante, si spera che la rinascita dell’attività culturale in un futuro prossimo possa comportare anche un arricchimento del pubblico teatrale. “Forse qualcuno che non ha mai prima assistito a uno spettacolo presto potrà scoprire un interesse per il teatro. Ciò sarebbe molto bello”, ha concluso Jurjević.

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