Un omaggio all’amore e alla vita

Il Salone delle Feste di Palazzo Modello ha ospitato il delicato recital musicale di Milana Stilinović Sabljić. Il repertorio ha attraversato con finezza e profondità alcune delle più celebri romanze da salotto italiane

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Un omaggio all’amore e alla vita
Nada Matošević Orešković e Milana Stilinović Sabljić. Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

L’eleganza della musica e la delicatezza del sentimento si sono fuse in un tenero abbraccio al Salone delle Feste di Palazzo Modello, dove un pubblico caloroso e numeroso ha accolto con affetto ed entusiasmo il raffinato recital del soprano Milana Stilinović Sabljić, accompagnata al pianoforte da Nada Matošević Orešković. La serata si è rivelata sin da subito un dono intimo e sentito, un omaggio musicale dedicato agli amici, alla città che l’ha accolta e alla vita stessa.

Il racconto di una voce interiore
Il titolo del programma, “Una serata di canzoni d’amore italiane”, è stato introdotto con grazia dalla scrittrice Rosie Kugli, vincitrice dei premi “Stjepko Težak” e “Grigor Vitez” per la Letteratura e l’Illustrazione per ragazzi. L’autrice ha aperto il galante appuntamento ricordando la potenza senza tempo della prima breve aria da camera eseguita dal soprano, la celebre “Caro mio ben” di Giordani, sottolineando come quella melodia del cuore fosse destinata interamente al pubblico. “Questa musica – ha affermato – oggi è dedicata a voi, ed è interpretata da una donna speciale che non canta per le luci della ribalta, ma perché la musica vive in lei. Nata a Zagabria, Milana si è trasferita nella splendida Fiume per amore, dove opera e vive come medico, moglie, madre, amica. E, come sentiremo stasera, è anche una donna che porta in sé un richiamo profondo e silenzioso all’arte musicale”. Così si è delineato il ritratto di un destino artistico che scorre nel sangue. Figlia della celebre primadonna del Teatro Nazionale Croato di Zagabria, Branka Stilinović, e nipote di un tenore e di una rinomata prozia cantante lirica, Stilinović Sabljić è cresciuta in un ambiente intriso d’arte. Nonostante la scelta della medicina come professione, non ha mai reciso il suo legame con la musica, studiando pianoforte presso la Scuola “Vatroslav Lisinski” di Zagabria e, in un secondo momento, intraprendendo con dedizione la via del canto grazie anche al sostegno del leggendario soprano e della diplomatica Mirjana Bohanec Vidović. La serata è stata dunque il coronamento di un percorso intimo, una testimonianza sonora d’amore per l’arte e per la vita, in cui ogni canzone si è fatta narrazione dell’anima.

Romanze che sfiorano il cuore
Il repertorio ha attraversato con finezza e profondità alcune delle più celebri romanze da salotto italiane, rivelando una rara sensibilità interpretativa. Nella struggente “Ideale” di Francesco Paolo Tosti, la voce di Milana si è posata sulle note come un sussurro sulla pelle, avvolgendo il pubblico in un’atmosfera di dolce malinconia. In “Non t’amo più”, ha saputo tradurre in suono il dolore dell’addio con toccante intensità emotiva. Il summenzionato “Caro mio ben” di Giordani ha risuonato puro e cristallino, mettendo in luce la limpidezza del timbro e la sicurezza tecnica dell’interprete. Con “Mattinata” di Leoncavallo, il soprano ha portato una ventata di luce, mentre “Parlami d’amore Mariù” di Bixio ha suscitato un tenero sorriso, evocando ricordi e affetti lontani. Il momento culminante è giunto con “Musica proibita” di Gastaldon, un’esplosione di passione dove voce e sentimento si sono fusi con forza ed eleganza. Ogni brano, potente e delicato, è stato interpretato con una vocalità luminosa e calda, ma soprattutto con una sincerità preziosa, quella di chi canta non per esibizione, ma per necessità interiore. Non per ambizione, ma per amore. Non per sé, ma per l’altro.

Al concerto ha partecipato un pubblico numeroso.
Foto: GORAN ŽIKOVIĆ

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