Un mesto ricordo dell’ex Cartiera

Nel «Cubetto» è stata inaugurata la mostra che racconta duecento anni di storia della fabbrica fondata nel lontano 1821 da Andrea Lodovico de Adamich

La sezione della mostra dedicata alla direzione della fabbrica

Anche se il palazzo dell’ex Zuccherificio, in seno al complesso Benčić, che ora ospita il Museo civico, possiede una stanza speciale dedicata alla Fabbrica di carta fiumana, in occasione dell’anniversario della fondazione (1821) il Museo ha organizzato una mostra particolare nel palazzo comunemente chiamato “Cubetto”, nei pressi del Palazzo del governo. A differenza, però, delle mostre classiche, questa ha applicato un approccio particolare alla materia.

 

Il direttore del Museo civico, Ervin Dubrović, ha dato il benvenuto ai presenti dichiarando che sicuramente la maggior parte dei presenti non è interessato al Museo in sé quanto al tema della Cartiera, che ha influito sulla vita di numerose famiglie fiumane. Nel Palazzo dell’ex Zuccherificio sono esposti alcuni oggetti originali, mentre nel “Cubetto” è stata raccontata la storia della Cartiera, dei suoi lavoratori e dei prodotti che sono usciti dallo stabilimento.

Tanti oggetti andati perduti

”Quando il nostro museo da Museo della Rivoluzione è stato rinominato Museo civico, la Cartiera stava fallendo – ha ricordato Dubrović -. In quegli anni, passando davanti a una discarica di fronte alla Cartiera, ho trovato quattro ritratti di dirigenti storici e sono riuscito a salvarli. Tanti altri oggetti, però, sono andati perduti e ciò mi rammarica. Con questa mostra noi vogliamo ricordare il passato, perché è questo il nostro compito, ma vogliamo anche condividere una speranza per il futuro”, ha concluso.

L’autrice del percorso espositivo, Kristina Pandža, ha spiegato in che modo è stato suddiviso il materiale. Una parte dello spazio è dedicato alla direzione, un altro alle tecnologie e ai processi tecnologici applicati, la terza ai lavoratori, alle loro famiglie, alle condizioni di lavoro (soprattutto igieniche) e agli stipendi, mentre l’ultima parte presenta tutti i tipi di carta e altri prodotti, come ad esempio i fiammiferi, realizzati nella Cartiera.

In conclusione della presentazione, la vicesindaco di Fiume, Sandra Krpan, ha inaugurato la mostra ringraziando tutti gli operai ancora in vita che hanno contribuito non solo a rendere grande la Cartiera, ma anche la città di Fiume.

Sandra Krpan, Ervin Dubrović e Kristina Pandža

Due secoli di storia fiumana

Per quanto riguarda i contenuti della mostra, in due grandi sale viene illustrato il glorioso passato della Fabbrica di carta, ma anche tutte le difficoltà legate ad alluvioni, incendi, guerre ed epidemie. Che cosa avrebbe detto Andrea Lodovico de Adamich, imprenditore fiumano che acquistò il mulino nel 1821 nel canyon della Rječina, con l’intento di avviare, due anni dopo, la produzione, non è possibile sapere. L’autrice, Kristina Pandža, ha tentato di racchiudere in un unico allestimento tutte le fasi di sviluppo della Cartiera, a partire dall’idea visionaria di Adamich e dalla decisione di vendere lo stabilimento iniziale a Walter Crafton Smith e Charles Meyner, una coppia esperta nella produzione della carta. Con questa decisione è iniziata l’era di costanti investimenti nel processo produttivo, della costruzione di uno stabilimento moderno con tanto di macchina a vapore, con conseguente aumento del numero di lavoratori a qualche centinaio.
La fine del XIX secolo portò all’introduzione della novità più rivoluzionaria nel processo produttivo: i vecchi stracci vennero rigettati come materia prima principale nella produzione della carta e si decise di ricorrere alla cellulosa. La carta regalo, la carta per le poste, la carta crespa, le cartine per le sigarette, la carta per la stampa e tante altre varietà venivano prodotte nelle grandi sale della Cartiera e poi esportate in tutti i continenti.

L’autrice Kristina Pandža davanti ai fiammiferi “Parafinka”

Le difficoltà

Gli anni di attività non sono sempre filati liscio. Le difficoltà non erano legate soltanto ai periodi di piena della Rječina, quando il fiume straripava, ai frequenti incendi e ad altri problemi di questo tipo, ma anche e soprattutto alle dure condizioni di lavoro, alle malattie (come ad esempio un tipo di antracite che colpiva gli animali, ma anche gli operai a contatto con gli stracci).

Verso la fine del XIX secolo la Cartiera si concentrò sulla produzione della carta di consistenza leggera per le sigarette. Nel XX secolo la fabbrica subì numerosi cambiamenti a livello di gestione e di proprietà, ma il lavoro proseguì sempre senza intoppi. Nemmeno la difficile situazione economica in cui versava la città al momento del passaggio dal Regno d’Italia al Regno degli Sloveni, Croati e Serbi o nel periodo della Seconda guerra mondiale, riuscì a fermare i macchinari nella Cartiera. All’epoca dell’ex Jugoslavia, la fabbrica era diventata di proprietà dello Stato e gestita dai lavoratori, ma la carta per sigarette continuò a essere il suo asso nella manica e a venire esportata in tutto il mondo. Nel 1980 la Cartiera produceva il sette per cento di tutta la carta per sigarette a livello mondiale. Poi, però, sono giunti gli anni Novanta e tante, troppe decisioni sbagliate, che hanno portato a chiudere per sempre i battenti dello stabilimento industriale più longevo di Fiume. Il procedimento fallimentare si è concluso nel 2005.

La carta fiumana, tra le cui grane scorreva l’acqua di Fiume, rimane un ricordo vivo in molte case e famiglie della nostra città e vale ricordarla, dunque, almeno al Museo civico, se non nel luogo in cui è nata, in via Ružić.

La collezione di fiammiferi

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