Un eroe venuto da lontano. Ero e il trionfo del folclore croato

Al 71º Festival di Spalato, l'opera di Jakov Gotovac e Milan Begović rivive nella sua ambientazione originaria, tra tradizione, ironia e musica travolgente

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Un eroe venuto da lontano. Ero e il trionfo del folclore croato
Coro e orchestra del TNC di Spalato alla fine della serata. Foto: DAMIANO COSIMO D’AMBRA

Grande affluenza di pubblico ha caratterizzato le due rappresentazioni di “Ero s onoga svijeta” (Ero, lo sposo caduto dal cielo), opera comica in tre atti con musiche di Jakov Gotovac e libretto di Milan Begović. Considerata una delle opere croate più celebri, non poteva mancare nel cartellone del 71esimo Festival di Spalato, in un’edizione che celebra i 130 anni dalla nascita non solo dell’eclettico compositore e artista Ivo Tijardović, ma anche dello stesso Gotovac.

Freschezza ed energia
Le due recite si sono svolte nella suggestiva cornice naturale di Vrlika (Verlicca), nella Zagora dalmata, luogo natale del librettista Begović. Qui, nella località di Česma, il pubblico ha gremito in pochi minuti i posti a sedere disposti ad anfiteatro tra gli alberi del bosco, dominati dal busto dedicato a Begović. L’edizione di quest’anno, per la regia di Krešimir Dolenčić, ha visto sul podio il Maestro Robert Homen, alla guida del coro e dell’orchestra del Teatro Nazionale Croato di Spalato.
Il cast era composto da Martin Sušnik (Mića), Antonija Teskera (Đula), Mate Akrap (Marko), Marko Lasić (il mugnaio Sima), Ivona Bosančić Lasić (Doma) e Tea Požgaj (il pastorello). La freschezza e l’energia del gruppo, unite alla direzione vivace e curata di Homen, hanno dato vita a una lettura ricca di dettagli sia vocali che strumentali, affrontando con competenza una partitura complessa e impegnativa. Lunghi applausi a scena aperta hanno salutato non solo i protagonisti, ma anche il coro, l’orchestra, i ballerini del gruppo “Jedinstvo” e persino due giovani cavalli, entrati in scena come parte integrante dell’azione.

Folclore…
Composta tra il 1932 e il 1935 e rappresentata per la prima volta nello stesso anno al Teatro Nazionale di Zagabria, l’opera ha conosciuto un successo straordinario: oltre 80 produzioni internazionali, traduzioni in nove lingue e rappresentazioni in tutta Europa. “Ero” è una commedia brillante che mescola folclore e satira sociale, ambientata in un villaggio rurale sulle rive della Cettina, con i suoi mulini ad acqua e la vita scandita dai ritmi della comunità. La vicenda ruota attorno a Mića, giovane forestiero che, fingendosi “lo sposo caduto dal cielo”, riesce a conquistare l’affetto degli abitanti e la mano della bella Đula, tra equivoci, burle e un lieto fine corale.
Il fascino dell’opera sta nella fusione tra elementi popolari e costruzione musicale raffinata: melodie di gusto tradizionale, ritmi vivaci, danze come il kolo e un’orchestrazione brillante rendono la partitura un vero gioiello del teatro musicale slavo. La regia di Dolenčić ha esaltato la componente folcloristica, con costumi variopinti, scene dinamiche e momenti di sincera comicità, senza trascurare la sottile ironia del testo di Begović, che mette in luce vizi e virtù del mondo contadino.

…e tradizione
Il pubblico, coinvolto sin dall’inizio, ha reagito con entusiasmo crescente fino al trascinante finale, quando il kolo ha unito in un’unica energia palcoscenico e platea. Osservando le due serate, colpiva la forte presenza di spettatori giovani, spesso accompagnati da famiglie che da anni seguono questa produzione tradizionale nella Česma di Verlicca, appuntamento ormai irrinunciabile da oltre vent’anni.
Ancora una volta, “Ero, lo sposo caduto dal cielo” ha dimostrato di essere non solo un patrimonio della cultura croata, ma anche un’opera universale capace di parlare a pubblici diversi, mescolando il sorriso leggero della commedia all’affetto per le radici e le tradizioni.

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