Un doveroso omaggio alle voci e alla storia di Radio Fiume

Selina Sciucca, giornalista e redattrice del Programma italiano insignita del riconoscimento «Tomašević-Bešker» a Zagabria

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Un doveroso omaggio alle voci e alla storia  di Radio Fiume
Foto concessa da Selina Sciucca

Selina Sciucca, giornalista e redattrice del Programma italiano di Radio Fiume, è stata insignita del premio “Tomašević-Bešker 2025” nella categoria “Radio miniature – Podcast”, per un lavoro dedicato alla storia del programma radiofonico italiano. La cerimonia di consegna si è svolta nella Casa dei giornalisti di Zagabria, dove Sciucca ha ricevuto il riconoscimento insieme a Tatjana Peruško, premiata per la categoria del feuilleton sulla prosa contemporanea italiana, e Mario Beganović, autore del documentario “Serena”.

Selina Sciucca ha espresso una profonda gratitudine per il riconoscimento, che considera non solo un premio personale ma un omaggio collettivo: “Avevo il cuore a mille, è stato un premio alla Redazione italiana di Radio Fiume e a tutti coloro che ne hanno fatto la storia. Io nel mio piccolo ho solo reso omaggio ai grandi che hanno garantito la sopravvivenza di questa redazione”. La giornalista connazionale ha raccontato di aver sognato questo traguardo fin dalla prima edizione del premio: “Già lo scorso anno avevo sperato che potesse un giorno arrivare nelle nostre mani. È una vittoria morale per tutti quelli che hanno lavorato nella Redazione italiana, dopo decenni di battaglie e di delusioni”.

Due leggende del giornalismo

La giornalista ha sottolineato il valore simbolico del riconoscimento, che porta i nomi di due leggende del giornalismo italo-croato, Tomašević e Bešker, figure che hanno dedicato la vita a costruire ponti e a rafforzare i legami tra Italia e Croazia. “Poter avere tra le mani un premio che porta i loro nomi è un enorme onore”, ha aggiunto con emozione.

Il podcast premiato, realizzato in occasione dell’80º anniversario di Radio Fiume, nasce da un lavoro di ricerca e collaborazione tra la Redazione italiana, la RAI e la Comunità Radiotelevisiva Italofona (CRI). “È un progetto a cui tengo molto – spiega Sciucca – perché rappresenta un archivio sonoro della nostra storia, un patrimonio che volevo lasciare alla radio e alla città. La CRI riunisce giornalisti delle radio italofone di tutto il mondo e grazie ai loro incontri a Roma ho potuto avvicinarmi a nuove tecniche, come quella del podcast, per raccontare la memoria in modo moderno e accessibile”.

La genesi del progetto risale al lavoro della compianta collega Agnese Superina, che per prima avviò la collaborazione con la CRI e la RAI. “Dopo la sua scomparsa, Iva Pavletić Crnić e poi noi – Gianfranco Miksa e io – abbiamo portato avanti la sua idea. Io ho deciso di prendere in mano il progetto proprio in vista dell’anniversario della radio, per rendere omaggio a chi ci ha preceduti e alle voci che hanno costruito questa redazione”.

Un mosaico di memoria e identità

Il podcast intreccia materiali d’archivio, testimonianze e musica fiumana, componendo un mosaico di memoria e identità. Tra le fonti utilizzate, la monografia “Radio Rijeka – Radio Fiume, i primi 50 anni”, che ha permesso di riscoprire figure di spicco della scena culturale fiumana degli anni Cinquanta e Sessanta. “Ho scoperto interviste, articoli e ricordi di attori e intellettuali che avevano collaborato con la radio. Ho registrato nuove conversazioni con i colleghi della Redazione italiana – Andrea Marsanich, Sandro Vrancich, Virna Baraba, Iva Pavletić Crnić – per raccogliere le loro voci e riflettere insieme sul presente e sul futuro della redazione, oggi profondamente cambiata”.

La parte sonora è arricchita da brani storici come “Te sento Fiume” del coro della Dolac, “Bambina” di Bruno Petrali e “Immensamente innamorato” di Francesco Squarcia, ma anche da momenti più leggeri, aneddoti di vita quotidiana e bloopers registrati in studio. “Ho voluto bilanciare i momenti più intensi e dolorosi, legati all’esodo e alle vicende della città, con quelli più ironici e spontanei, per mostrare che Radio Fiume è viva, umana, imperfetta, come le persone che le danno voce”.

Un gesto di affetto

L’omaggio di Selina Sciucca è anche un gesto di affetto personale verso l’emittente con cui è cresciuta. “Da bambina ascoltavo Radio Fiume con mia nonna, che si svegliava e si addormentava con la radio accesa. Quando sono arrivata qui sette anni fa, mi sono ritrovata a lavorare con le stesse voci che sentivo da piccola. Per me è stata una grande emozione e un ritorno alle radici”.

Il podcast, pubblicato sulla piattaforma SoundCloud e sulle pagine web di Radio Fiume, resterà come testimonianza permanente della storia e della passione che animano la redazione italiana. “Il mio sogno – conclude Sciucca – è poter vedere un giorno una redazione stabile con almeno tre o quattro giornalisti, capace di raccontare con competenza e dedizione la nostra realtà. Sarò sempre grata ai miei colleghi Andrea, Sandro e Virna: con loro ho letto le prime notizie, fatto le prime prove di voce e imparato cosa significa davvero fare radio. Questo premio è per tutti noi, per la nostra storia e per il futuro che ancora speriamo di costruire”. Infine, Sciucca ha ringraziato l’Istituto italiano di Cultura di Zagabria, l’Ambasciata e il Consolato Generale di Fiume per tutto il supporto dimostrato in questo progetto.

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