Un documentario sulla tradizione folkloristica di Marussici

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Un documentario sulla tradizione folkloristica di Marussici
Uno dei gruppi musicali protagonisti del video

È ambientato a Marussici il documentario “Pišćac, kantadur i balarin” (Il suonatore, il cantore e il ballerino) reso pubblico pochi giorni fa e creato dall’Università Popolare Aperta di Buie con il supporto finanziario del Ministero della Cultura e dei Media e dell’Assessorato alla Cultura e alla Territorialità della Regione istriana. Il documentario si basa principalmente sulla manifestazione internazionale dei gruppi di musica tradizionale dell’Istria “Pišćaci e gunjci” con ballo sul tavolazzo (podio in legno) e sull’obiettivo di sensibilizzare la popolazione locale circa i valori e l’importanza del patrimonio immateriale, il loro ruolo nella salvaguardia, trasmissione e sviluppo turistico per non dimenticare la ricchezza delle antiche tradizioni, di usi e costumi locali. I “Pišćaci e gunjci” sono relativamente antichi complessi tradizionali fondati principalmente dal bassetto istriano e dal violino, in quantità indefinite, accompagnati alle volte pure da chitarre e fisarmoniche. Negli anni Settanta, quando alcuni residenti del posto avevano iniziato a fare tali ricerche, hanno avuto la fortuna di trovare persone che suonavano ancora alla vecchia maniera e che avevano potuto insegnare i diversi metodi di armonie, melodie, improvvisazioni e varie tecniche di accoppiamento degli strumenti, legandosi alla melodia principale.

Uno dei gruppi storici di suonatori

Un tocco di modernità

Un altro momento importante, come spiegato nel video, è quello dell’inclusione della fisarmonica diatonica che, anche se non di ampiezza musicale come il violino, con le sue due o tre tonalità arricchisce l’esecuzione portando modernità e riuscendo a proporre della musica per la quale prima servivano due o tre musicisti in quanto può suonare da sola sia la melodia che l’accompagnamento. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Rufo Šepić, liutaio e promotore principale di questa iniziativa che ha costruito diversi di questi strumenti tradizionali, quali violino e basso, che nel video non è mancato nel raccontare minuziosamente la nascita di questo importante incontro annuale.

Rufo Šepić

I personaggi inclusi nel progetto

A presentare inizialmente il progetto è stato Aleksa Černac, presidente della società artistico-culturale e sportiva “Fratellanza” di Marussici, che opera dal 1947: “Come società abbiamo deciso di continuare l’opera di salvaguardia della tradizione folkloristica di questo territorio e nel 2005 siamo partiti con il progetto ‘Pišćaci e gunjci con ballo sul tavolazzo’. Questa manifestazione si svolge dinanzi alla Casa di cultura di Marussici dove si trova pure il famoso parco delle sculture”.

Tanja Šuflaj, oggi f.f. direttore dell’UPA, ha invece spiegato come dal 2014 il portatore del progetto riconosciuto pure dal Ministero della Cultura e dei Media e dalla Regione istriana sia l’UPA di Buie. “Due anni fa in questa località abbiamo iniziato a organizzare pure il campo estivo per bambini ‘Ćakule’ nell’ambito del quale apprendono a danzare questi balli tradizionali, avvicinandoli così all’eredità culturale del luogo”, ha concluso. Nel video quindi non mancano fotografie storiche dei gruppi musicali, testimonianze preziose e numerosi musicisti “all’opera”, quali Matija Marišić e Mario Černeka al tradizionale bassetto istriano, Rufo Šepić, Vladimir e Dario Marušić al violino, Sergio Sinković alla chitarra, Željko Černeka alla fisarmonica, il duo Dante e Anita alla fisarmonica a bocca e chitarra e altri.

Tanja Šuflaj e Aleksa Černac

Preservare le peculiarità del territorio

Rosanna Bubola, che ai tempi delle registrazioni ricopriva il ruolo di direttrice dell’UPA, ha sottolineato invece l’importante differenza tra preservare e conservare: “Noi siamo qui per preservare le nostre tradizioni. Per preservarle, non conservarle, quindi non bloccarle nel tempo ma evolverle. Siamo proiettati al futuro, al coinvolgimento delle nuove generazioni, dei bambini, per tramandare nel tempo quella che è la nostra musica, l’importanza della peculiarità della nostra territorialità. Portare quanto più questa manifestazione oltre i piccoli confini come conoscenza con la speranza che venga coinvolta sempre più gente e che abbia un futuro, che la musica non si fermi, per dire che le tradizioni sono qualcosa che deve venire coccolato ma non bloccato”.

Una foto delle prime manifestazioni con la lista dei primi partecipanti

Il documentario, dalla durata di una ventina di minuti, è visibile sul sito YouTube dell’Università Popolare Aperta di Buie.

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